
Il Ministero dello Sviluppo Economico annuncia:
Nel Decreto Fare il Consiglio dei Ministri ha previsto la liberalizzazione dell’accesso ad internet (wifi), come avviene in molto Paesi europei.
L’offerta ad internet per il pubblico sarà libera e non richiederà più l’identificativo personale dell’utilizzatore. Resta però l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità mediante l’identificativo del dispositivo utilizzato.
Per la serie “Forse non tutti sanno che…” segnalo che nel 2005 – in seguito agli attentati di Londra, ma non solo – con un decreto legge fu introdotto l’obbligo, per i gestori di un locale con servizio WiFi, di acquisire i dati anagrafici dell’utente prima di concedergli l’accesso. Questo obbligo di identificazione è poi stato alleggerito, fino ad essere eliminato – a partire dal 2011 – con il decreto legge 225/2010. Molti gestori hanno proseguito nella conservazione dei dati relativi al traffico Internet generato dai clienti (come previsto in precedenza dalla legge), ma comunque a suo tempo il Garante della Privacy aveva chiarito:
“Gli esercenti che ancora dispongono di strumenti per il monitoraggio e l’archiviazione dei dati possono eliminarli, senza il rischio di alcuna responsabilità, rendendo così realmente libero il servizio di Wi-Fi offerto. Altrimenti, se vogliono continuare ad utilizzare tali sistemi in maniera legittima, sono tenuti a rendere informati i propri avventori dell’utilizzo che viene fatto dei dati monitorati, attraverso la sottoscrizione da parte loro del consenso al trattamento degli stessi”
Il Decreto Fare, almeno leggendo il comunicato stampa che ne anticipa i contenuti (quindi è tutto da verificare con il testo definitivo), non sembra prevedere nulla di diverso da ciò che già la legge consente. Al massimo, in materia di identificazione degli utenti potrebbe confermare l’interpretazione data fino ad oggi dagli addetti ai lavori, ma senza apportare modifiche sostanziali. Quindi di quali novità si parla?
Update: Guido Scorza spiega che, nei testi delle bozze del decreto e diversamente da quanto anticipato nel comunicato del ministero, il provvedimento prevede effettivamente una liberalizzazione, ma che non c’entra con l’identificazione degli utenti. La novità consiste nell’abolizione dell’obbligo di far installare apparati di rete (modem, router, ecc.) solamente da parte di un’impresa “abilitata” ed iscritta in un apposito albo.
Tag: decreto fare, Internet, libero, sviluppo economico, WiFi, zanonato
La vicenda che sta colpendo l’amministrazione USA guidata da Barack Obama è complicata, ne tento un riassunto che potrebbe essere utile per capire perché è utile seguire questo argomento.
Premessa: oltreoceano è attiva la NSA – National Security Agency (Agenzia per la sicurezza nazionale), che da tempo ha sotto controllo le comunicazioni dei cittadini USA che si trovano all’estero (e, per determinati casi, di cittadini che dagli USA comunicano all’estero). Questa attività viene condotta con un sistema che si chiama PRISM con la collaborazione di (almeno) nove grandi realtà private che operano nel mondo dell’informatica e offrono servizi di comunicazioni. Si tratta di Microsoft, Yahoo, Google, Facebook, PalTalk, YouTube, Skype, AOL e Apple. Tutto avviene secondo quanto stabilito da una legge USA, il Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA).
Attualità: nei giorni scorsi, Guardian e Washington Post – dopo che è stato reso noto che la NSA ha accesso anche ai tabulati con i dettagli del traffico telefonico degli utenti Verizon – hanno pubblicato due inchieste, diffondendo documenti riservati della NSA relativi a PRISM. Secondo il Guardian, anche i servizi di intelligence del Regno Unito possono utilizzare PRISM.
Microsoft, Google e Apple si dichiarano estranee al progetto e di essersi attenute agli obblighi loro imposti dalla legge. Barack Obama, la scorsa settimana, ha precisato che la NSA opera per la sicurezza nazionale, che PRISM non riguarda gli americani ne’ chi vive negli USA, che “nessuno ascolta le vostre telefonate”, ma che “non si può coniugare la sicurezza al 100% con il rispetto della privacy al 100%”. E comunque, qualcuno, le telefonate le mantiene sotto controllo.
Tag: aol, apple, datagate, facebook, google, microsoft, nsa, paltalk, prism, skype, snowden, yahoo, youtube

I designer di Apple prima si occupavano di forniture per i bar? Tecnologia a parte, il nuovo Mac Pro – se visto dall’alto – sembra un secchiello del ghiaccio, per tenere in fresco lo champagne. Visto di fronte, una macchinetta per il caffè.
A questo punto come testimonial vedrei bene George Clooney (visto il background Martini e Nespresso).
Tag: apple, design, mac pro
C’è un nuovo virus – un trojan – in grado di infettare dispositivi che utilizzano il sistema operativo Android (smartphone e tablet, essenzialmente). Gli effetti di questo virus sono simpatici quanto avere un portafoglio bucato.
A quanto pare il veicolo di Obad – questo il suo nome, come segnalato da Kasperky – è un SMS che contiene un link. Cliccando su questo link si agevola l’installazione di un malware che, sfruttando due vulnerabilità del sistema operativo, ottiene i privilegi di amministratore del dispositivo ed invia ad un server remoto i dati identificativi dell’apparecchio (indirizzo delle schede di rete, IMEI, numero della SIM e altre informazioni riservate). Nel frattempo avvia la spedizione di SMS (contenenti il link incriminato) verso altri numeri telefonici e verso numeri “a valore aggiunto” (con tariffa maggiorata).
Evitate quindi di cliccare su link anomali ricevuti via SMS!
Tag: android, kaspersky, malware, obad, security, sicurezza, smartphone, sms, tablet, trojan, virus

In rete stanno cominciando a spuntare come funghi – in maniera più o meno incontrollata – alcune immagini di uno smartphone Nokia. Le foto diffuse da Gsmarena.com e @ViziLeaks riguarderebbero il nuovo Lumia EOS, smartphone touchscreen con ottica Zeiss molto generosa, che l’indicazione riportata sul dispositivo suggerisce capace di 20 Megapixel. Tutto lascia supporre che Nokia, con queste caratteristiche, miri a migliorare la propria immagine… puntando sull’immagine.
Tag: 20 megapixel, eos, foto, immagine, lumia, nokia, smartphone, windows phone

Sul sito web del US Patent and Trademark Office (Ufficio Brevetti e Marchi Commerciali degli USA) c’è una novità registrata a nome di Apple, il brevetto di una batteria ricaricabile al litio di forma curva.
Come campo di applicazione, si legge:
The present embodiments relate to batteries for portable electronic devices. More specifically, the present embodiments relate to the manufacture of curved battery cells to facilitate efficient use of space within portable electronic devices.
“per agevolare un’impiego efficiente dello spazio interno di dispositivi elettronici portatili”.
Conosciamo i prodotti Apple e sappiamo che, ad oggi, nessuno di questi è dotato di batteria curva. Quindi, l’azienda si sta tutelando su un progetto relativo ad un dispositivo di prossima uscita.
Considerando che una batteria ricaricabile al litio non è necessariamente ingombrante, ma non può essere nemmeno un foglio di alluminio, l’ottimizzazione dello spazio deve essere finalizzata allo sviluppo di un dispositivo di dimensioni piuttosto ridotte. La forma curva implica l’opportunità di rispettare un vincolo fisico. Potrebbe trattarsi del vociferato iWatch (nome commerciale fresco di registrazione in Russia), il non-solo-orologio Made by Apple, dotato di una batteria curva che si adatti alla forma del polso (con iOS non può certo accontentarsi di una normale batteria da orologio).
Tag: apple, batteria, curva, ios, iwatch

Il 23,3% degli italiani usa il telefonino per telefonare: è quanto afferma Kingston Technology in seguito ad un recente sondaggio, condotto su un non meglio precisato campione di utenti italiani di telefonia mobile e reso noto attraverso un comunicato stampa rilanciato da testate e siti web.
Oltre al limitato uso telefonico del cellulare (a cui si aggiunge peraltro un 9,7% di utenti che si limita all’invio di SMS), la ricerca rileva inoltre che:
- il 33,3% degli intervistati ammette di servirsi del cellulare principalmente per attività social su Facebook, Twitter, Instagram e via dicendo
- il 26,4% lo utilizza per chattare su WhatsApp
- il 32,9% dichiara che la perdita più scioccante sarebbe quella del proprio smartphone (al secondo posto della classifica degli smarrimenti più temuti si registra che il 19,7% teme la perdita di un dente e – pensate – solo al quarto posto, con un 11,8%, si posiziona la perdita delle chiavi, quali però non si sa: di casa? dell’auto? della cassetta di sicurezza? già che ci siamo, si poteva dettagliare)
- il 21,1% utilizza il cellulare per distrarre i figli durante una cena al ristorante, evitando fastidiose scorribande tra i tavoli (ignota la percentuale di genitori con bimbi piccoli che gettano per terra il telefonino mandandolo in mille pezzi, così come non è pervenuta quella dei bimbi in grado di cancellare, inavvertitamente e in pochi secondi, ogni contenuto multimediale presente sull’apparecchio, categoria di cui anche mio figlio fa orgogliosamente parte)
- il 57,9% dichiara di non aver nulla da nascondere (“ma forse non era completamente sicuro della forma anonima del questionario”, sottolinea l’azienda)
- il 22,4% ammette, per evitare di essere colto in flagrante, di non lasciare mai il telefono incustodito
- il 10,5% invece, mette al riparo le attività sommerse da occhi indiscreti inserendo un codice d’accesso al telefono
- il 41,3%, solo 5 anni fa, riteneva impensabile che il cellulare avrebbe sostituito il navigatore satellitare (qui c’è un po’ di digital divide culturale, 5 anni fa i cellulari col navigatore integrato esistevano già)
- il 26,7% non avrebbe mai pensato di poter identificare le canzoni che passano per radio semplicemente aprendo un’app
- il 13,3% non si sarebbe immaginato di poter addirittura ritoccare foto o arricchirle con effetti speciali
- il 43,6% dei rispondenti considera fondamentale la velocità del proprio smartphone, il 39,7% ritiene che sia molto importante.
Ora, leggendo il questionario e rimanendo perplesso sull’utilità pratica di questa indagine di mercato per la mancanza di ulteriori rilevazioni, più o meno orientate al marketing (quanti lo usano per scattare foto, registrare video, gestire mail, per la bussola, per ascoltare musica, leggere gli e-book? quanti vorrebbero un app per soffiarsi il naso in mancanza del fazzoletto?), mi sono chiesto “ma dove vogliono arrivare?”
La risposta è arrivata subito dopo lo snocciolamento di queste intriganti percentuali:
“Siamo perfettamente consapevoli che al giorno d’oggi navigare, aprire, chiudere e passare da un’app all’altra, avere un device con prestazioni soddisfacenti sia davvero una priorità. Per questo diventa sempre più decisivo il ruolo delle schede di memoria aggiuntiva che offrono allo smartphone capacità fino a 64GB. Kingston ha pensato di ampliare la memoria dei dispositivi mobili con schede microSDHC in modo da poter sfruttare al massimo le potenzialità di questi oggetti diventati indispensabili”
Il “sondaggio”, sostanzialmente, perde intenzionalmente l’occasione per sottolineare quanto siano cambiati i nostri usi e costumi legati al telefono cellulare, evoluzione che è parallela a quella dello stesso apparecchio, trasformatosi ormai in un microcomputer tascabile in grado di fare cose che 30 anni fa non faceva nemmeno un più ingombrante Commodore 64 o un Sinclair ZX Spectrum. Non rileva che un iPhone 5 o un Samsung Galaxy S4 sono dispositivi sostanzialmente diversi da un Nokia 105 (che con un prezzo intorno ai 15 euro si può permettere di essere un semplice telefono cellulare e nulla più).
Perché lo scopo è parlarci di schedine di memoria. Che su un semplice telefono cellulare non servono.
Tag: advertising, cellulare, marketing, pubblicità, sondaggi, telefonia

Mi domando: se Asus riesce a fare il Transformer Book Trio – ossia un laptop con Windows 8, che staccando la tastiera diventa un tablet con Android 4.2 e che, attaccato ad una docking station, diventa un desktop pc a tutti gli effetti con storage da 1 TB – quando vedremo Apple presentare un… MacPad?
Tag: android, asus, book, desktop, dual boot, Notebook, pc, tablet, transformer, trio, windows
Lo scorso settembre ho scritto di Salvatore Iaconesi, tecnologo orientato all’open source, che aveva pensato (bene) di condividere via Internet, sul suo sito La Cura, la propria cartella clinica per trovare – appunto – una cura per il tumore al cervello che lo aveva colpito, e da cui ora si è liberato. Ne ha parlato lui stesso ieri alla Wired Next Fest in un intervento molto interessante, in cui ha spiegato come sia riuscito in breve tempo a ricevere numerosi contributi (“ogni persona mi ha fornito la sua cura”).
A mio avviso, oltre alle informazioni mediche specifiche, dalle sue parole si possono fissare due concetti fondamentali. Sono due aspetti del vero significato di apertura. Il primo è la collaborazione diretta:
La società sta male se sta male anche solo uno dei suoi rappresentanti e tutti dovrebbero sforzarsi per dare il loro contributo.
Il secondo riguarda l’apertura intesa come condivisione della conoscenza a beneficio della collettività:
Ci sono un sacco di malattie che scomparirebbero se si aprissero cassetti e si rilasciassero brevetti. Chiediamoci se questi modelli sono qualcosa da vendere oppure rappresentano un desiderio di riappropriarsi delle proprie informazioni e non delegarle ad altri.
Tag: cervello, conoscenza, cura, iaconesi, informazioni, medicina, open, salvatore, tumore
Antonio Catricalà è stato nominato oggi Viceministro del Ministero dello Sviluppo Economico. Nel decreto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, si legge che a Catricalà competono le deleghe relative alla trattazione degli affari nell’ambito delle materie relative ai settori delle poste, delle telecomunicazioni, della comunicazione elettronica, delle reti multimediali, dell’informatica, della telematica, della radiodiffusione sonora e televisiva, delle tecnologie innovative applicate al settore delle comunicazioni, di competenza del Dipartimento delle comunicazioni (oltre alle funzioni connesse all’attività di Infratel Italia (società infrastrutture e telecomunicazioni per l’Italia) e della fondazione Ugo Bordoni.
Tag: catricalà, comunicazioni, informatica, ministero, sviluppo economico, tecnologie, tlc, viceministro
Dopo aver raccolto imprecazioni, critiche e suggerimenti, Microsoft ha preparato un corposo aggiornamento di Windows 8, che si chiamerà 8.1 e verrà presentato il 26 giugno. La disponibilità, però, è stata genericamente indicata “entro fine anno”.
Per rivedere il tasto Start e alcune abituali caratteristiche che erano scomparse nell’ultima versione (come la visualizzazione immediata del desktop), insieme ad altre migliorie, sarà necessario aspettare ancora un po’.
Tag: 8.1, aggiornamento, microsoft, update, windows
Per oggi l’ONU ha fissato il World No Tobacco Day, la Giornata Mondiale Senza Tabacco, con iniziative di sensibilizzazione sulle conseguenze del fumo sulla salute.
Per quel che vedo in giro, sembra che ai fumatori non interessi, o forse non ne erano a conoscenza.
Servirà a qualcosa? Speriamo.
Tag: fumo, giornata mondiale, no, onu, tabacco
Telecom Italia ha approvato il progetto di societarizzazione della rete di accesso. Anche se con dinamiche da approfondire e con un percorso che avrà tempi verosimilmente lunghi, è un piccolo passo verso un’unica rete di telecomunicazioni nazionale, che consentirà di evitare sovrapposizioni tra reti di operatori differenti e di concentrare investimenti e innovazione su un’infrastruttura condivisa, partecipata da più Società (e non da un unico titolare, che vi investe – legittimamente – in funzione delle proprie possibilità e della propria convenienza).
Tag: italia, rete, scorporo, telecom, telecomu
Neelie Kroes, commissario europeo per l’Agenda Digitale, si è posta un obiettivo: favorire l’approvazione, entro la prossima primavera, di un provvedimento per azzerare le tariffe di roaming all’interno dell’Unione Europea entro due anni. L’orizzonte per l’approvazione dovrebbe essere Pasqua 2014.
La data non è scelta a caso: il prossimo maggio si terranno le elezioni europee e la Kroes ha detto chiaramente “Voglio che vi possiate rivolgere ai vostri elettori dicendo loro che siete riusciti a mettere fine ai costi del roaming”.
Oltre alla prospettiva dell’abbattimento dei costi di roaming, la proposta normativa che la Kroes intende presentare per la prossima estate includerà il libero accesso a Internet per i cittadini UE, la neutralita’ della rete e misure per contrastare la cybercriminalità.
Tag: agenda digitale, mobile, neelie kroes, roaming, telefonia, UE