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In arrivo il telefono cellulare “respiriano”

Un gruppo di ricercatori della University of Washington ha sviluppato un prototipo di telefono cellulare che funziona senza batteria e si alimenta con energia ricavata da risorse disponibili nell’ambiente, come la luce solare e le onde radio, e dalle vibrazioni generate nell’altoparlante e nel microfono durante una conversazione:

University of Washington researchers have invented a cellphone that requires no batteries — a major leap forward in moving beyond chargers, cords and dying phones. Instead, the phone harvests the few microwatts of power it requires from either ambient radio signals or light.

The team also made Skype calls using its battery-free phone, demonstrating that the prototype made of commercial, off-the-shelf components can receive and transmit speech and communicate with a base station.

E’ ovviamente molto presto per pensare che una tecnologia battery-free possa essere adottata sui dispositivi di utilizzo quotidiano, ma è sicuramente l’inizio di una ricerca che va nella giusta direzione. L’obiettivo è renderla disponibile a livello commerciale entro tre anni.

 
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Pubblicato da su 10 luglio 2017 in cellulari & smartphone

 

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Italia sempre più connessa e sempre più mobile

rapportoagcom2016

Non è vero che le Authority non servono a niente: un esempio è il rapporto “Il consumo di servizi di comunicazione: esperienze e prospettive”,  pubblicato dall’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) in seguito ad un’indagine sugli strumenti di comunicazione (telefonia, Internet, servizi postali) che ha coinvolto utenti tra i 14 e 74 anni (male, conosco utenti in età più avanzata). Il risultato più evidente? La gente è sempre più connessa e, mentre i giovani conoscono molto bene ogni opportunità del settore, con l’aumentare dell’età diminuisce la dimestichezza con gli strumenti disponibili: solo il 33% dei Matures, formato da persone con età dai 65 ai 74 anni, dispone di un accesso Internet.

Altri aspetti molto rappresentativi sono quelli legati al mercato , con particolare riguardo a quello degli strumenti hardware (ossia i dispositivi) di connessione a Internet, sempre più mobile e quindi sempre più wireless:

internetitaliamercato2016

Il grafico ci fa capire dove si orientano e si orienteranno gli investimenti dei maggiori operatori del settore, sia in termini di infrastruttura che di sviluppo hardware e software. Intuendo una sempre più rilevante importanza del mobile, c’è un altro dato significativo e importante da sottolineare:

cellulariitaliamercato2016

L’attuale distribuzione degli utenti per compagnia telefonica mostra una leadership di TIM evidente, ma con un margine alquanto sottile. Nella prospettiva – in avvicinamento – della fusione tra Wind e H3G, appare chiaro come il nuovo operatore che ne nascerà conquisterà fin da subito una quota di mercato pari almeno al 35% (la somma dei clienti oggi vantati rispettivamente dalle due compagnie), superando Tim e Vodafone.

Operatori del settore e addetti ai lavori ringraziano l’Agcom per l’accurata indagine di mercato.

 
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Pubblicato da su 25 ottobre 2016 in news

 

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Blackout Wind, rimborso condizionato

Non è affatto brillante, da parte di Wind, la mossa di offrire un risarcimento per il blackout dello scorso 13 giugno solo agli utenti che ne hanno fatto richiesta entro il 16 luglio.

La decisione è stata presa ieri in seguito ad un incontro tra l’azienda, l’AGCOM e le associazioni di consumatori: per le ricaricabili il rimborso consiste in un bonus da 1 GB di navigazione per coloro che hanno attivo un piano dati, più un altro bonus pari al 20% per tutte le ricariche effettuate nelle 48 ore seguenti all’attivazione, fino ad un valore massimo di 50 euro (bonus fruibile entro 30 giorni dalla data dell’attivazione e sarà consumato con priorità rispetto al credito pagato). Gli abbonati dei servizi di telefonia fissa o mobile si troveranno, entro due mesi in una prossima fattura, un abbuono di 2,50 euro più 1 GB di navigazione gratis per le utenze business.

Va detto che l’operatore è tenuto ad indennizzare automaticamente gli utenti per un importo pari a 2,50 euro per ogni giorno di mancata erogazione del servizio. Altroconsumo dichiara vittoria, Codici e Movimento Difesa del Cittadino non demordono.

 
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Pubblicato da su 17 luglio 2014 in news

 

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Usare bene il cellulare in viaggio

roaming-wind[1]

Facile.it ha diffuso un simpatico vademecum per un utilizzo saggio del telefono cellulare in vacanza, comunque utile tutto l’anno per chi viaggia, sintetizzando in dieci regole gli argomenti che richiedono maggiore attenzione sull’argomento. Le riporto qui con alcune considerazioni, quando necessario.

1. SMS

Quando si viaggia all’estero il cellulare si connette a reti diverse da quella della compagnia che ha emesso la SIM. Tale operazione è detta roaming e ha costi variabili a seconda dell’operatore cui ci si appoggia e della nazione in cui ci si trova. Quando si è all’estero si paga anche per ricevere le chiamate, mentre non si paga nulla per ricevere SMS: meglio preferire quelli quando possibile.

E’ bene anche ricordare – a chi scrive un SMS dall’Italia adverso un destinatario che si trova all’estero – che non spenderà nulla più del solito.

2. WHATSAPP

Viaggiando all’estero, se non si ha attivato un piano che includa l’uso della connessione dati, una delle maggiori fonti di spesa può diventare la connessione a Internet che può arrivare a consumare in pochi giorni anche 200 euro di traffico. Diverse app, ad esempio quelle di instant messaging come WhatsApp o WeChat, si connettono periodicamente per controllare la presenza di nuovi messaggi o aggiornamenti. In questo caso può convenire disattivare la connessione dati in roaming e accedere a Internet solo quando è presente una connessione WiFi, spesso offerta gratuitamente dagli hotel e nei principali luoghi pubblici.

E’ meglio precisare un dettaglio: la maggior parte dei piani tariffari delle compagnie telefoniche italiane che prevedono la connessione dati nazionale includono solo il traffico nazionale generato tramite la rete dell’operatore. Sicuramente è opportuno verificare, quando si è all’estero, che sul proprio smartphone non sia attiva la funzione roaming dati e preferire le connessioni WiFi.

3. OCCHIO ALLA SVIZZERA

Si è molto parlato dell’Eurotariffa, vale a dire quella che impone un costo massimo per la comunicazione in roaming (per le chiamate, IVA inclusa, al massimo 23,18 c/minuto senza scatto alla risposta, per ricevere 6,10 c/minuto, per mandare un SMS 7,32c e 24,4c/MB per connettersi alla rete dati). L’Eurotariffa, però, è legata non ai Paesi europei in genere, ma solo a quelli facenti parte dell’Unione europea. Paradossalmente, quindi, viene applicata in Martinica, nella Guyana francese e nell’isola di Réunion, tutte legate alla Francia, ma non necessariamente nella vicinissima Svizzera o in Albania.

Questo è un tema molto importante con aspetti da non sottovalutare anche se si rimane in Italia, ma in regioni che confinano con un altro Stato: può infatti accadere che, anche a parecchi km dal confine, il telefono cellulare venga agganciato dalla cella di un operatore non italiano. Per le telefonate eventualmente effettuate o ricevute, si pagherà la tariffa prevista in caso di roaming. Nel caso l’operatore sia svizzero, i costi non devono rientrare nei limiti imposti dall’eurotariffa e quindi si rischia di dover pagare oro per una semplice telefonata. Il problema, comunque, è reciproco (dall’estero è possibile agganciare fortuitamente operatori italiani).

4. MEGLIO UNA SIM LOCALE

Come detto, le tariffe di roaming esterne all’Ue dipendono dagli accordi che il proprio operatore ha con quelli esteri e sono in genere piuttosto elevate. A livello di voce possono variare da 1€/minuto fino a 6€/minuto per i Paesi più esotici. Per la connessione dati le tariffe sono alquanto proibitive, variando da 1€/MB fino a quasi 30€/MB. Ecco perché, se si prevede di restare in un Paese estero per un periodo prolungato e di chiamare i numeri di quel Paese (anche solo l’albergo), può convenire attivare una SIM locale. Sarà possibile stipulare un contratto ricaricabile con minuti di conversazione, SMS e dati a costo fisso. Per gli abbonamenti è invece necessario essere intestatari di un conto corrente o una carta di credito del Paese ospite.

Se avete uno smartphone, non sottovalutate l’importanza di una buona connessione dati e regolatevi di conseguenza: se durante il vostro viaggio è disponibile una buona connessione WiFi, potrebbe essere sufficiente utilizzare quella e sfruttare una delle tante app che permettono di effettuate conversazioni via Internet. Servizi come BBM, Line, Viber e Facebook Messenger vi permettono di conversare a costo zero con altri utenti dello stesso servizio; Skype fa la stessa cosa e in più vi consente di chiamare utenze telefoniche tradizionali a prezzi più vantaggiosi di una normale telefonata.

5. DALLA NAVE

Avete in programma di passare le ferie in barca o in crociera? Allora sappiate che, se si naviga, già a pochi chilometri dalla riva il segnale diventa troppo debole per chiamare. Non è detto, però, che dobbiate rinunciare al cellulare mentre sarete in mezzo alle onde. Su alcune navi da crociera e traghetti è possibile connettersi alla rete cellulare della nave, in roaming marittimo. Le tariffe dipendono dagli accordi tra il proprio operatore e quello presente sulla nave, e variano tra 1,67€ e 3€ al minuto per le chiamate effettuate, 30c e 3€/ minuto per le chiamate ricevute, 26c e 90c per SMS inviato.

Anche questa è un’altra forma di roaming che richiede attenzione (ai costi).

6. SI’ ALLE PROMOZIONI, MA ATTENTI ALLE ZONE

Se di desidera usare il telefono all’estero per periodi brevi, tutti i principali operatori propongono offerte per comunicare che, attivate in aggiunta al proprio piano, includono soglie di traffico ad un costo fisso che dipende dal Paese in cui ci si reca. Alcuni pacchetti valgono per l’Europa, altri anche per diverse zone del mondo. Attenzione però ad attivare la promozione giusta! Ogni operatore divide il mondo in Zone, non necessariamente identiche a quelle geografiche: verificate prima sul sito dell’operatore quale sia quella in cui vi recherete.

Infatti spesso potreste trovarvi USA e Canada nella zona A (o zona 1) insieme ai Paesi europei, leggete sempre con attenzione la tariffa che corrisponde agli Stati in cui vi recherete.

7. AVVENTUROSI SÌ, MA COL TELEFONO

State per recarvi in un luogo remoto e avventuroso? Tranquilli, anche in questo caso potrete rimanere in contatto col mondo e, in caso di pericolo, chiamare col vostro cellulare servendovi dei cosiddetti operatori satellitari. Nelle aree remote, non coperte dalle normali antenne, per connettersi è necessario avere un cellulare particolare o un adattatore per smartphone. Tramite SIM di TIM, Vodafone o Wind è possibile poi connettersi alle reti satellitari, ma i costi sono molto elevati, fino a 6€ al minuto per le chiamate effettuate. Comunque poco se lo considerate in raffronto al pericolo di rimanere bloccati nel mezzo della giungla o in un’isola deserta.

Un adattatore satellitare per smartphone può costare intorno ai 700 euro. Un telefono satellitare anche di più.

8. ANCHE IN ITALIA POSSONO ESSERCI PROBLEMI

Immaginate di arrivare nel casolare che avete prenotato via web o nella casa al mare che tanto vi piaceva e scoprire che proprio lì il vostro cellulare non prende. Tutto questo potrebbe far cominciare la vacanza col piede sbagliato. Anche viaggiando in Italia, infatti, è possibile che il proprio operatore non fornisca una buona copertura nelle zone rurali e montuose. Gli operatori proprietari di rete permettono di verificare la copertura tramite appositi servizi sui propri siti. È quindi possibile sapere in anticipo se la compagnia cui siamo legati fornisce copertura nel luogo in cui andremo. Per gli operatori virtuali, come PosteMobile o Fastweb Mobile, basta fare riferimento al sito dell’operatore di appoggio.

Le indicazioni fornite da ogni operatore sul proprio sito web sono sempre indicative. E’ possibile trovarsi in una zona dichiarata coperta e scoprire che il cellulare non trova campo, per qualche barriera di troppo (architettonica o naturale). L’ideale sarebbe disporre di due apparecchi dotati di SIM di reti diverse, ma non sempre questo è possibile.

Riguardo agli operatori alternativi o virtuali citati sopra: Fastweb Mobile si appoggia tecnicamente alla rete di H3G – 3 Italia; PosteMobile sta migrando a Wind (in precedenza era legata alla rete Vodafone). Gli operatori alternativi sono molti

9. LE TEMPISTICHE

Attivare promozioni o condizioni speciali sulla propria utenza può comportare, soprattutto nei periodi di vacanza, tempi variabili. Meglio recarsi in un negozio del proprio operatore telefonico almeno una settimana prima di partire in modo che tutto sia pronto per il giorno in cui lascerete la vostra città.

Raccomandazione di buon senso: chiedete all’operatore quali tempistiche sono previste per attivare le condizioni che desiderate.

10. MAPPE ONLINE E SITI MOBILE

A incidere sui costi sono principalmente i tempi di connessione, ma quando si viaggia talvolta è necessario consultare mappe, liste, guide. Meglio quindi scaricare nel proprio smartphone tutto quello che serve o potrebbe tornare utile e poi consultarlo “offline” nel momento opportuno. Se non lo avete fatto, ricordate comunque che dallo smartphone è bene preferire la navigazione sui siti mobile che comporta tempi di connessione inferiori, browsing più rapido e quindi costi più contenuti.

Utilizzando il vostro smartphone come navigatore satellitare, assicuratevi che il modulo GPS integrato nell’apparecchio funzioni anche in assenza di connessione a Internet. Altrimenti, in caso non siate coperti dalla rete del vostro operatore, potreste rischiare di perdervi…

 
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Pubblicato da su 15 luglio 2014 in news

 

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Sondaggio? No, pubblicità

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Il 23,3% degli italiani usa il telefonino per telefonare: è quanto afferma Kingston Technology in seguito ad un recente sondaggio, condotto su un non meglio precisato campione di utenti italiani di telefonia mobile e reso noto attraverso un comunicato stampa rilanciato da testate e siti web.

Oltre al limitato uso telefonico del cellulare (a cui si aggiunge peraltro un 9,7% di utenti che si limita all’invio di SMS), la ricerca rileva inoltre che:

  • il 33,3% degli intervistati ammette di servirsi del cellulare principalmente per attività social su Facebook, Twitter, Instagram e via dicendo
  • il 26,4% lo utilizza per chattare su WhatsApp
  • il 32,9% dichiara che la perdita più scioccante sarebbe quella del proprio smartphone (al secondo posto della classifica degli smarrimenti più temuti si registra che il 19,7% teme la perdita di un dente e – pensate – solo al quarto posto, con un 11,8%, si posiziona la perdita delle chiavi, quali però non si sa: di casa? dell’auto? della cassetta di sicurezza? già che ci siamo, si poteva dettagliare)
  • il 21,1% utilizza il cellulare per distrarre i figli durante una cena al ristorante, evitando fastidiose scorribande tra i tavoli (ignota la percentuale di genitori con bimbi piccoli che gettano per terra il telefonino mandandolo in mille pezzi, così come non è pervenuta quella dei bimbi in grado di cancellare, inavvertitamente e in pochi secondi, ogni contenuto multimediale presente sull’apparecchio, categoria di cui anche mio figlio fa orgogliosamente parte)
  • il 57,9% dichiara di non aver nulla da nascondere (“ma forse non era completamente sicuro della forma anonima del questionario”, sottolinea l’azienda)
  • il 22,4% ammette, per evitare di essere colto in flagrante, di non lasciare mai il telefono incustodito
  • il 10,5% invece, mette al riparo le attività sommerse da occhi indiscreti inserendo un codice d’accesso al telefono
  • il 41,3%, solo 5 anni fa, riteneva impensabile che il cellulare avrebbe sostituito il navigatore satellitare (qui c’è un po’ di digital divide culturale,  5 anni fa i cellulari col navigatore integrato esistevano già)
  • il 26,7% non avrebbe mai pensato di poter identificare le canzoni che passano per radio semplicemente aprendo un’app
  • il 13,3% non si sarebbe immaginato di poter addirittura ritoccare foto o arricchirle con effetti speciali
  • il 43,6% dei rispondenti considera fondamentale la velocità del proprio smartphone, il 39,7% ritiene che sia molto importante.

Ora, leggendo il questionario e rimanendo perplesso sull’utilità pratica di questa indagine di mercato per la mancanza di ulteriori rilevazioni, più o meno orientate al marketing (quanti lo usano per scattare foto, registrare video, gestire mail, per la bussola, per ascoltare musica, leggere gli e-book? quanti vorrebbero un app per soffiarsi il naso in mancanza del fazzoletto?), mi sono chiesto “ma dove vogliono arrivare?”

La risposta è arrivata subito dopo lo snocciolamento di queste intriganti percentuali:

“Siamo perfettamente consapevoli che al giorno d’oggi navigare, aprire, chiudere e passare da un’app all’altra, avere un device con prestazioni soddisfacenti sia davvero una priorità. Per questo diventa sempre più decisivo il ruolo delle schede di memoria aggiuntiva che offrono allo smartphone capacità fino a 64GB. Kingston ha pensato di ampliare la memoria dei dispositivi mobili con schede microSDHC in modo da poter sfruttare al massimo le potenzialità di questi oggetti diventati indispensabili” 

Il “sondaggio”, sostanzialmente, perde intenzionalmente l’occasione per sottolineare quanto siano cambiati i nostri usi e costumi legati al telefono cellulare, evoluzione che è parallela a quella dello stesso apparecchio, trasformatosi ormai in un microcomputer tascabile in grado di fare cose che 30 anni fa non faceva nemmeno un più ingombrante Commodore 64 o un Sinclair ZX Spectrum. Non rileva che un iPhone 5 o un Samsung Galaxy S4 sono dispositivi sostanzialmente diversi da un Nokia 105 (che con un prezzo intorno ai 15 euro si può permettere di essere un semplice telefono cellulare e nulla più).

Perché lo scopo è parlarci di schedine di memoria. Che su un semplice telefono cellulare non servono.

 
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Pubblicato da su 5 giugno 2013 in news

 

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Anniversari mobili (e non solo)

dynatac

Oggi ho letto due articoli che parlano di anniversari tecnologici, il primo riguarda la prima telefonata effettuata da un telefono radiomobile (avvenuta il 3 aprile 1973), il secondo parla del lancio del primo telefono cellulare messo in commercio (6 marzo 1983). Quello nella foto è il primo esemplare di Motorola DynaTAC (Dynamic adaptive Total Area Coverage handset), realizzato nel 1973 dal team guidato da Martin Cooper.

Per toccare un argomento più squisitamente tecnico, ma che ebbe poi risvolti planetari, non ho ancora visto nessuno ricordare che dal 1 gennaio 1983 Arpanet iniziò ad utilizzare il protocollo TCP/IP, ponendo una delle storiche basi fondamentali di ciò che noi oggi chiamiamo Internet.

 
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Pubblicato da su 2 gennaio 2013 in cellulari & smartphone, telefonia

 

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