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Archivi tag: agenda digitale

IT, in Italia fermi al palo

Ma è davvero così difficile, provare a considerare le infrastrutture tecnologiche conferendo loro la stessa importanza di quelle murarie?

E’ l’amara considerazione formulata da Paolo Colli Franzone in un commento pubblicato da AgendaDigitale.eu, in cui evidenzia l’ennesima occasione persa da parte del Governo. Intendiamoci: è fuori discussione che la proroga delle detrazioni IRPEF per le ristrutturazioni edilizie, estese anche all’acquisto di arredi, sia una buona notizia perché rappresenta un’iniziativa per sostenere due settori in evidenti difficoltà, con il contestuale obiettivo dichiarato della messa in sicurezza degli edifici. Però l’esecutivo continua a sottovalutare – e quindi non degno di sufficienti attenzioni di sostegno – il settore dell’Information Technology:

Se è vero (e lo è sicuramente) che siamo alla vigilia della “Operazione Cloud”, grazie al “Piano Data Center” voluto dal governo precedente e confermato da quello attuale, diventa di straordinaria attualità il tema della qualità del software che quotidianamente “fa andare avanti” la PA e la Sanità italiana e della sua capacità di migrare sul cloud. Pari a zero, sia ben chiaro, per almeno la metà dei casi.

 
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Pubblicato da su 1 luglio 2013 in news

 

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UE, roaming a costo zero entro due anni?

Neelie Kroes, commissario europeo per l’Agenda Digitale, si è posta un obiettivo: favorire l’approvazione, entro la prossima primavera, di un provvedimento per azzerare le tariffe di roaming all’interno dell’Unione Europea entro due anni. L’orizzonte per l’approvazione dovrebbe essere Pasqua 2014.

La data non è scelta a caso: il prossimo maggio si terranno le elezioni europee e la Kroes ha detto chiaramente “Voglio che vi possiate rivolgere ai vostri elettori dicendo loro che siete riusciti a mettere fine ai costi del roaming”.

Oltre alla prospettiva dell’abbattimento dei costi di roaming, la proposta normativa che la Kroes intende presentare per la prossima estate includerà il libero accesso a Internet per i cittadini UE, la neutralita’ della rete e misure per contrastare la cybercriminalità.

 
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Pubblicato da su 31 maggio 2013 in news

 

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Dai lenzuoli elettorali al voto digitale

Roma2013_scheda_elettorale

Domenica e lunedì i cittadini di Roma Capitale saranno chiamati alle urne per esprimere la propria scelta tra 19 candidati a sindaco sostenuti da 40 liste su una scheda elettorale (azzurra) che misura ben 116 centimetri, a cui va aggiunta la scheda rosa per il rinnovo dei consigli dei 15 municipi (fortunatamente di dimensioni più ridotte). E’ verosimile pensare che le operazioni di voto possano svolgersi con qualche difficoltà.

Ancora una volta ritengo che, con serietà e senza pregiudizi, sarebbe tempo di pensare al voto digitale o voto elettronico, argomento di cui ho già parlato anche recentemente partendo da un ragionamento differente (l’uso della matita copiativa, stavolta invece parlo della carta utilizzata per le schede elettorali).

Nonostante il digital divide infrastrutturale e culturale che caratterizza il nostro Paese non si tratta di una strada impraticabile, infatti qualcuno ha già pensato di percorrerla: in due comuni in provincia di Lecce – Martignano e Melpignano – il 5 maggio ha preso il via una sperimentazione nell’ambito dell’iniziativa Salento eVoting. Nel primo step di questa sperimentazione (esiste già un nulla osta ministeriale per la realizzazione di una seconda prova, referendaria o elettorale, pienamente valida sotto il profilo legale), i cittadini maggiorenni sono stati chiamati alle urne elettroniche per esprimersi su un referendum.

La dinamica del sistema – di cui si trova spiegazione su salentoevoting.it – non è stata affatto complessa:

  • gli elettori si sono presentati ai seggi con un documento d’identità valido e la tessera elettorale
  • per ogni votante, dopo la registrazione (avvenuta come di consueto), con un telecomando il Presidente del seggio ha inserito nell’urna elettronica un codice di accesso, consentendo all’elettore le operazioni di voto “in cabina”
  • il voto, materialmente, consisteva nel selezionare su un’interfaccia touch screen la propria preferenza tra le opzioni disponibili, che nel caso del referendum dei due comuni salentini erano sì, no e scheda bianca. 

I dati raccolti non sono stati trasmessi tramite Internet, ma attraverso il Sistema pubblico di connettività. Questo fattore, unito all’utilizzo di seggi “tradizionali”, non ha rivoluzionato nulla in termini di voto uguale, libero e segreto (art. 48 della Costituzione Italiana), ma eliminato una considerevole quantità di carta e consentito risparmi interessanti nella gestione dei seggi elettorali.

Anche questo esempio andrebbe preso in considerazione per cominciare a pensare ad un progetto più ampio, valutando ovviamente tutti gli aspetti legati alla normativa, alle infrastrutture e a tutto quanto è necessario predisporre per passare ad una soluzione innovativa, con tutte le necessarie garanzie di funzionamento e sicurezza.

 
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Pubblicato da su 23 maggio 2013 in news

 

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