Da domani il catalogo di musica in streaming di Deezer sarà disponibile anche per il nostro Paese.
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La pensione è un’opinione
Alcuni giornali oggi invitano i propri lettori a scoprire quando andranno in pensione, offrendo loro tabelle e simulatori per ottenere un risultato evidentemente indicativo, ma che più di una persona riterrà attendibile (perché l’Italia è eterogenea). Dal momento che non è affatto detto che i criteri di oggi possano essere applicati anche nel medio-lungo termine, ho dato per curiosità un’occhiata sconsolata e ho scoperto che ognuno applica un criterio di calcolo differente: Repubblica crede che io ci possa andare a 63 anni con la pensione di anzianità, il Corriere esclude che ci possa andare prima dei 66.
Kindle è in vendita anche in Italia
In tempo per farsi trovare impacchettato sotto l’albero di Natale, il Kindle di Amazon è ora in vendita ufficialmente anche in Italia nella sua versione base con display da 6 pollici, al prezzo di 99 euro, con un catalogo di e-book che include 16mila titoli, che possono essere scaricati via WiFi direttamente sul dispositivo.
L’autonomia dichiarata è di circa un mese mantenendo il wireless disattivato, mentre con “il wireless sempre attivato la carica dura fino a 3 settimane”. La capacità di archiviazione è pari a 2 GB: se siete abituati a sentire parlare di smartphone e tablet che hanno almeno 16 GB, tenete comunque presente che con lo storage disponibile sul Kindle è possibile memorizzare fino a 1.400 libri.
Se avete già un account su Kindle USA e volete fare acquisti dalla libreria italiana di Amazon, nessun problema: dovete solo trasferirvi sul Kindle Store italiano, operazione che Amazon spiega sul proprio sito.
Lo sbarco del Kindle potrebbe rappresentare l’atteso sdoganamento degli e-book e la crescita di un mercato che è stato aperto lo scorso anno, ma che finora non è ancora davvero decollato. Amazon ha stretto accordi commerciali con i più importanti nomi dell’editoria – tra cui spiccano i nomi di Rizzoli, Mondadori, Gems, Feltrinelli – e tenta anche in Italia di accelerare la smaterializzazione dei prodotti editoriali (sul mercato dei contenuti multimediali il processo è già in atto da tempo). La disponibilità di un catalogo italiano e di un lettore venduto ad un prezzo che sfiora i 100 euro potrebbe rappresentare la svolta.
Governo completo, adesso si vedrà qualcosa anche sulle strategie digitali. Vero?
Sciolte anche le riserve su vice-ministri e sottosegretari, il governo Monti proseguirà il suo cammino al completo. Interessante la sottolineatura dell’amico Ferd sull’assenza di un ministro, vice ministro o sottosegretario con delega “a Internet” e su un possibile e plausibile fraintendimento:
Non tragga in inganno l’incarico “Informazione e Comunicazione” assegnato a Paolo Peluffo, sottosegretario alla presidenza del consiglio: consulente del presidente del Consiglio per il 150º anniversario dell’unità d’Italia, nel suo curriculum vitae spiccano incarichi quali consigliere della Corte dei Conti, giornalista, capo dell’ufficio stampa di Palazzo Chigi con il Governo Ciampi (1993). Nel 1999 è stato nominato, sempre da Ciampi ma in veste di Presidente della Repubblica, “Consigliere per la Stampa e l’Informazione” del Presidente e si è dedicato al rilancio dell’identità nazionale, delle ritualità civili della Repubblica, della conservazione della memoria storica. L’incarico attuale potrebbe consistere in una prosecuzione di tale attività.
Chiarito che Paolo Peluffo non si occuperà di strategie digitali, se non dandone informazione sul fronte istituzionale, rimarrà la delusione di tutti coloro che auspicavano l’introduzione di un Ministro ad Internet. Ciò non deve significare che questo esecutivo eluderà la necessità di dare al Paese una strategia digitale: è semplicemente inverosimile pensare che questo governo non farà nulla per seguire l’agenda digitale europea, ignorando le indicazioni e i rimproveri di Neelie Kroes, commissario europeo per l’agenda digitale.
Se in Europa c’è un commissario europeo dedicato a questi argomenti, il governo non può che farli propri. Anche perché – come ricorda la stessa Kroes – non ci si può permettere di ignorare i benefici dello sviluppo della Rete e della banda larga: ”Aumentare la penetrazione del 10% puo’ corrispondere ad un aumento della crescita tra lo 0,9% e l’ 1,5%”.
L’Italia deve progredire su questo fronte per il proprio bene economico, altrimenti si darà ragione alle convinzioni di coloro che vedono la Rete come un passatempo e poco più. Non dimentichiamoci che, nel mondo, tra i Paesi che al 2010 avevano già (o stavano sviluppando) programmi e strategie sul digitale, l’Italia non figurava proprio (fonte).
Fantapazienza
Per celebrare il 60° anniversario della prima pubblicazione di Stanislaw Lem, oggi Google ha pensato ad un doodle per appassionati di fantascienza, utenti sfaccendati o anche solo molto pazienti, ispirato alle illustrazioni di Cyberiade di Daniel Mroz.
A coloro che si stessero legittimamente interrogando su Stanislaw Lem segnalo che potrebbero aver sentito parlare della sua opera più famosa, Solaris, forse per via delle sue ancor più celebri versioni cinematografiche, la prima di Tarkovskij (1972) e la seconda di Soderbergh (del 2002, con George Clooney).
E ora c’è anche Google Music…
Mancava davvero una piattaforma targata Google nel mondo della distribuzione digitale di contenuti musicali, ma ora la lacuna è stata colmata: direttamente da Mountain View è arrivato Google Music, che parte dagli USA con l’obiettivo di raggiungere tutto il mondo. E conquistarsi uno share in quel mercato cloud che oggi vede protagonisti Amazon e iTunes.
E ora passiamo alle strategie
Oggi nasce il Governo Monti:
Questi i ministri con portafoglio:
- Esteri, Giulio Terzi di Santagata
- Interno, Anna Maria Cancellieri
- Giustizia, Paola Severino
- Difesa, Giampaolo di Paola
- Sviluppo economico e Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera
- Politiche Agricole, Mario Catania
- Ambiente, Corrado Clini
- Welfare e Pari opportunità, Elsa Fornero
- Salute, Renato Balduzzi
- Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo
- Beni culturali, Lorenzo Ornaghi
Questi i ministri senza portafoglio:
- Affari europei, Enzo Moavero
- Turismo e sport, Piero Gnudi
- Coesione territoriale, Fabrizio Barca
- Rapporti con il parlamento, Piero Giarda
- Cooperazione internazionale e integrazione, Andrea Riccardi
In occasione del primo consiglio dei ministri, Antonio Catricalà verrà proposto per l’incarico di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, così come avverrà per i viceministri per lo Sviluppo e l’Economia.
Sul Corriere di oggi leggo che Massimo Sideri considera e propone:
Il web è ormai il 2% del nostro Pil
È ora di un ministro di Internet?
Il presupposto:
Secondo le più recenti analisi di McKinsey l’industria del web in Italia rappresenta ormai il 2% del Pil, cioè oltre 30 miliardi di euro, e per Marc Vos, managing director di Boston Consulting Group, si stima un solido 4% entro il 2015. Poco? Oggi l’Agricoltura – che ha un proprio ministero – rappresenta il 2,63% del Pil (dati Istat). E dunque è probabile che nella prossima legislatura avvenga il sorpasso: più Internet, meno cabernet, rielaborando un vecchio e famoso graffito popolare.
Io potrei anche essere d’accordo, perché – come scrive Sideri – “potrebbe essere una bella provocazione”. E anche se c’è chi ritiene che davvero possa essere opportuno avere un Ministro per Internet, mi limito ad una constatazione: oggi in Italia non c’è un ministero che si occupa (solo) di trasporti, non c’è un ministro per l’energia, non c’è (più) un ministro per l’Industria ne’ un ministro delle comunicazioni. C’è un ministero per Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti e nell’ambito di questo dicastero ritengo sia possibile individuare qualcuno a cui affidare un incarico specifico (in veste di sottosegretariato, pool interministeriale o altro) dedicato alla strategia digitale di cui questo Paese si deve dotare, di cui Internet è un elemento fondamentale.
L’argomento richiede attenzione e una figura di coordinamento. Aggiorniamo l’Italia, fin dalle sue Istituzioni per arrivare a tutte le infrastrutture, ne ha bisogno…
Oggi, 11/11/11
11 11 11
Data epocale, quella di oggi, a cui molti attribuiscono significatività particolari:
- http://www.defaultitalia.it la identifica come data ufficiale del fallimento del nostro Paese
- alcuni prevedono si verifichi una sorta di ascensione cosmica
- altri vedono questa in questa data sia il codice del risveglio che l’inizio della fine dei tempi (che avverrà però il 21/12/2012)
- a Modena è il giorno ideale individuato da alcuni musicisti per eseguire lo Studio n.11 di Liszt, la Sonata Op.111 e la Sonata a Kreutzer Op.47 (4+7=11) di Beethoven. Inizieranno a suonare alle 18.20 (1+8+2+0=11) alle 11.11 di sera
- Laura Pausini lancerà un nuovo disco
- George Michael canterà in concerto al Forum di Assago
- Piero Chiambretti debutterà con la trasmissione Chiambretti Muzik Show
- Il CICAP apre il convegno I conti non tornano, dove si parla dei numeri tra scienza e mistero, quei numeri che “si trovano da sempre al centro di credenze irrazionali, come l’idea che esistano dei numeri che portano fortuna o sfortuna o che sia possibile “calcolare” e prevedere l’uscita dei numeri al lotto”
Altra mega-alleanza per l’online advertising

Google sta assumendo dimensioni sempre maggiori e il suo business model legato al mondo della raccolta pubblicitaria si allarga a tutti i mercati legati ai servizi che offre. Una crescita difficile da contrastare, che porta i competitor a valutare unioni e alleanze trasversali. E in questa direzione si muove la partnership siglata oltreoceano da Microsoft, AOL e Yahoo, che guarda anche con attenzione verso il mondo dei social network (continua a leggere su The New Blog Times)










