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E ora passiamo alle strategie

16 Nov

Oggi nasce il Governo Monti:

Questi i ministri con portafoglio:

  • Esteri, Giulio Terzi di Santagata
  • Interno, Anna Maria Cancellieri
  • Giustizia, Paola Severino
  • Difesa, Giampaolo di Paola
  • Sviluppo economico e Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera
  • Politiche Agricole, Mario Catania
  • Ambiente, Corrado Clini
  • Welfare e Pari opportunità, Elsa Fornero
  • Salute, Renato Balduzzi
  • Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo
  • Beni culturali, Lorenzo Ornaghi

Questi i ministri senza portafoglio:

  • Affari europei, Enzo Moavero
  • Turismo e sport, Piero Gnudi
  • Coesione territoriale, Fabrizio Barca
  • Rapporti con il parlamento, Piero Giarda
  • Cooperazione internazionale e integrazione, Andrea Riccardi

In occasione del primo consiglio dei ministri, Antonio Catricalà verrà proposto per l’incarico di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, così come avverrà per i viceministri per lo Sviluppo e l’Economia.

Sul Corriere di oggi leggo che Massimo Sideri considera e propone:

Il web è ormai il 2% del nostro Pil 
È ora di un ministro di Internet?

Il presupposto:

Secondo le più recenti analisi di McKinsey l’industria del web in Italia rappresenta ormai il 2% del Pil, cioè oltre 30 miliardi di euro, e per Marc Vos, managing director di Boston Consulting Group, si stima un solido 4% entro il 2015. Poco? Oggi l’Agricoltura – che ha un proprio ministero – rappresenta il 2,63% del Pil (dati Istat). E dunque è probabile che nella prossima legislatura avvenga il sorpasso: più Internet, meno cabernet, rielaborando un vecchio e famoso graffito popolare.

Io potrei anche essere d’accordo, perché – come scrive Sideri – “potrebbe essere una bella provocazione”. E anche se c’è chi ritiene che davvero possa essere opportuno avere un Ministro per Internet, mi limito ad una constatazione: oggi in Italia non c’è un ministero che si occupa (solo) di trasporti, non c’è un ministro per l’energia, non c’è (più) un ministro per l’Industria ne’ un ministro delle comunicazioni. C’è un ministero per Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti e nell’ambito di questo dicastero ritengo sia possibile individuare qualcuno a cui affidare un incarico specifico (in veste di sottosegretariato, pool interministeriale o altro) dedicato alla strategia digitale di cui questo Paese si deve dotare, di cui Internet è un elemento fondamentale.

L’argomento richiede attenzione e una figura di coordinamento. Aggiorniamo l’Italia, fin dalle sue Istituzioni per arrivare a tutte le infrastrutture, ne ha bisogno…

 
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Pubblicato da su 16 novembre 2011 in Internet, istituzioni, tecnologia

 

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