Prendere la fotografia di un illustre sconosciuto, farla esaminare ad un software e ottenere la sua identità in pochi minuti. Fantascienza? Roba da CSI? Niente affatto: il software si chiama PittPatt ed è nato anni fa nell’Heinz College della Carnegie Mellon University, ma oggi è parte di un gruppo il cui nome è noto a chiunque conosca il web (continua a leggere su The New Blog Times)
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iPhone 5? No
Il testimone idealmente passato da Steve Jobs a Tim Cook si chiama iPhone 4S. Il nuovo smartphone di Apple è un iPhone 4G che ha fatto un salto in palestra prima di salire sul palco allestito nel quartier generale di Cupertino: un upgrade sostanzioso, ma non così sostanziale da farne il nuovo iPhone 5 che molti attendevano e l’accoglienza è stata tiepida, sia in platea che in Borsa (continua a leggere su The New Blog Times).
Il tempo di riflettere
Mentre Nonciclopedia riapre i battenti dopo essersi riappacificata con Vasco Rossi, l’edizione italiana di Wikipedia si autosospende in segno di protesta contro il DDL sull’obbligo di rettifica (la cosiddetta “legge bavaglio”), facendo così mancare ad alcuni giornalisti una preziosa fonte informativa per spiegare ai lettori argomenti di cui non sanno assolutamente nulla.
Si accettano scommesse
Oggi – alle 19 (ora italiana) – al quartier generale di Apple avrà luogo un evento per la presentazione di un nuovo modello della gamma iPhone. Seppur con tre-quattro mesi di ritardo, dunque, appare certo che Apple rispetterà la cadenza annuale per il lancio di un nuovo smartphone.
Non è ancora chiaro se si tratterà di un 4S, cioè un upgrade del modello oggi in commercio, come rumoreggiato da più parti, oppure di un 5, ossia il modello di nuova generazione che tutti attendono. La sorpresa potrebbe consistere nella presentazione di entrambi.
Asta tosta
Si prevedeva di raccogliere 2,4 miliardi di euro, ma si sono sfiorati i 4 miliardi: l’asta per le frequenze 4G – che permetteranno alle reti di telefonia mobile italiana di allargare la banda disponibile – porterà nelle casse dello Stato un po’ di risorse finanziarie in più. E speriamo che vengano davvero impiegate nelle tecnologie che spingeranno la crescita.
Uscire dal tunnel
E’ possibile che da oggi possa cambiare qualcosa, nei comunicati del MIUR:
MIUR: ZENNARO SI DIMETTE DA PORTAVOCE MINISTRO GELMINI (ASCA) – Roma, 29 set – Massimo Zennaro ha rassegnato le dimissioni da portavoce del ministro dell’Istruzione universita’ e ricerca Mariastella Gelmini.
La decisione arriva a distanza di qualche giorno dalla gaffe del ‘tunnel tra Ginevra e il Gran Sasso’ in riferimento alla scoperta fatta dal Cern relativa alla velocita’ raggiunta da un fascio di neutrini sparati daGinevra verso il centro di ricerca del Gran Sasso.
Massimo Zennaro, contattato telefonicamente, ha spiegato che la sua decisione e’ ”irrevocabile” confermando anche di voler mantenere l’incarico di direttore generale del Miur.
iDate
La chiamata è precisa: martedì 4 ottobre, ore 10 al nr. 1 di Infinite Loop a Cupertino (California – USA, quindi alle 19 ore italiana). Tema: iPhone.
La spia nel palmo della mano
Si stava meglio quando si stava peggio: quando si diffuse la notizia della memorizzazione frequente e costante, a bordo di iPhone e iPad, della posizione dell’utente in un file non criptato e accessibile senza troppi artifici, molti puntarono il dito contro Apple, accusandola di spiare gli utenti. Poi si è scoperto che anche Google ha inserito in Android una funzione analoga, e allora tutti a dare degli spioni anche a loro, e ad interrogarsi su chi giocasse sporco.
“Sta’ a vedere – mi ha detto un giorno un amico – che l’unica a salvarsi da queste accuse è Microsoft… su Windows Phone non si sono mai sentite ‘ste cose“. Adesso sì.
Quer pasticciaccio brutto de viale Trastevere (aka #tunnelgelmini )
Il risultato scientifico di cui ho fatto cenno nel post precedente si è guadagnato il plauso del ministro Mariastella Gelmini che, con un comunicato diffuso dall’Ufficio Stampa del ministero, ha tenuto a congratularsi con gli autori dell’esperimento (con un click è possibile ingrandire per leggerlo integralmente):
Il comunicato contiene due elementi oggettivi e non equivocabili: il primo è la paternità maternità della dichiarazione, che fin dall’incipit è attribuita alla persona del ministro, con relative virgolette (simboli che vengono appunto impiegati per non lasciare dubbi al riguardo, e poco importa se l’autore materiale sia un addetto dell’ufficio stampa). Il secondo è questa frase: Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.
Senza necessità di interpretazione della lingua italiana, chiunque sia in grado di comprendere l’espressione costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso vi legge una cosa non vera, cioè che esisterebbe un tunnel che unisce il CERN – che si trova in Svizzera, a Ginevra – e i Laboratori Nazionali del Gran Sasso in Abruzzo, distanti tra loro oltre 700 km, una galleria realizzata chissà quando e nel silenzio, con buona pace di gruppi e movimenti che protestano contro lo sventramento dell’ambiente.
Non c’è alcuna metafora o semplificazione e – con buonismo interpretativo – si può eventualmente pensare ad un lapsus occorso all’autore del comunicato, che forse si riferiva al tunnel (lungo però solo un km, ma effettivamente orientato verso il Gran Sasso) percorso dai neutrini emessi dai protoni accelerati nel Super Proton Synchrotron (SPS).
Per questo motivo, il secondo comunicato con cui il ministero ha pensato di spegnere il fuoco delle polemiche con una pezza, appare solo un tentativo di free climbing on the glasses:
Ergo, si potrebbe anche discutere di quanto siano ridicole le polemiche sulla vicenda, ma dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (e non dal Ministero della Semplificazione), ritengo sia lecito attendersi comunicazioni più autorevoli e meno raffazzonate.
“Lamiaimpresaonline”, un’occhiata dall’Antitrust non guasterebbe
Google, in collaborazione con Register, Poste Italiane e Seat – Pagine Gialle ha promosso l’iniziativa LaMiaImpresaOnLine per offrire alle aziende (in forma gratuita per il primo anno di adesione al servizio) la registrazione di un nome a dominio e uno spazio web, più altri servizi accessori caratteristici delle aziende partner del progetto.
Assoprovider ha segnalato l’iniziativa all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato perché anche questo progetto risulta espressione dell’invadenza di Google in settori “che si trovano a monte o a valle del suo principale ed originario business (i motori di ricerca) ed anche per il fatto che lo stesso progetto è stato già realizzato in altri paesi europei e non (v. la Gran Bretagna) in cui ha avuto un esito devastante per il mercato”.
Vedremo quale seguito avrà l’iniziativa di Assoprovider, focalizzata su un tema che sfugge a molti, ma non per questo deve essere accantonato dalle istituzioni…













