Come dicevo la scorsa estate, nei servizi di previsioni meteo di nuova generazione c’è un’agguerrita concorrenza, ma credo che alla maggior parte di noi basterebbe poter contare sull’autorevolezza di chi fornisce previsioni attendibili. La mancanza di attendibilità supporta le ragioni del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che chiede di oscurare l’area veneta dalle previsioni dei servizi meteo privati (“colpevoli” di aver dirottato altrove i vacanzieri) e suggerisce di seguire solamente quelle dell’ARPAV, riservandosi la possibilità di chiedere i danni a chi ha fornito previsioni meteo errate e danneggiato il turismo in regione (auspicando che poi non sbagli anche l’ARPAV).
Buona Pasqua
Vi auguro di trascorrere serenamente queste giornate. Il tempo non è il massimo, la situazione attuale è vicina al minimo, ma se potete, provateci.
E’ ora dell’ora legale!
Vi ricordate che stanotte entrerà in vigore l’ora legale?
Significa che da domani – convenzionalmente alle ore 2.00 – dovrete tirare avanti il vostro orologio di un’ora. Quindi, andando per ovvietà:
- stanotte – e solo stanotte – le 2 diventeranno le 3;
- perderemo un’ora di sonno;
- molta gente per qualche giorno avrà il sonno disturbato;
- molti torneranno a chiedersi “perché c’è l’ora legale” e molti ancora si chiederanno se davvero si gode di un’ora di luce in più, e se davvero si risparmia energia
- qualcuno, per compiere un rasserenante percorso mentale, guarderà il calendario chiedendosi “quando torna l’ora solare” (risposta: domenica 27 ottobre)
Attacco notevole, ma non apocalittico
Il putiferio che in queste ore viene dipinto con tinte apocalittiche e indicato come “il più grande cyber-attacco della storia” (o addirittura “l’attacco hacker che ha quasi distrutto internet”) sarebbe la degenerazione di una diatriba digitale. In realtà la vicenda appare largamente sovradimensionata: meno allarmante di come è stata trattata da molti, sarebbe nata da un attacco perpetrato ai danni di Spamhaus (che aggiorna una black list di generatori di spam, molto utilizzata) da parte di Cyberbunker, un hosting provider olandese, che “indispettito” per essere finito nella lista dei cattivi avrebbe pensato bene di spedire un po’ di fuffa digitale a Spamhaus, abbastanza da bloccarne l’attività.
Concordo sul fatto che l’evento sia indubbiamente considerevole: i due si sarebbero scambiati un botta-e-risposta che avrebbe raggiunto picchi da 300 Gbps (si parla di 300 Gigabit al secondo, circa 35 Gigabyte). Spamhaus, coadiuvata da CloudFlare, sarebbe riuscita a parare i colpi e a costringere Cyberbunker a orientare i propri attacchi altrove.
L’attacco si sarebbe quindi propagato anche ad alcuni Internet Exchange (quello che ha subito maggiori disservizi è il Linx, che il 23 marzo per un’ora ha lavorato al 50% delle proprie possibilità).
Tuttavia, analizzando alcune rilevazioni in tempo reale fornite da vari servizi disponibili sul web, non sembra affatto di essere vicini alla distruzione di Internet: il Real-Time Web Monitor di Akamai evidenzia effettivamente i picchi di traffico nelle zone interessate da questa vicenda, ma a livello globale mostra una situazione piuttosto tranquilla.
Come suggerito da un equilibrato articolo di Gizmodo, inoltre, è possibile consultare anche il traffico mensile rilevato da Internet Traffic Report.
Osservandolo notiamo anzi che all’inizio di marzo c’è stato di peggio (maggiori picchi di traffico, generati probabilmente da altre cause), ma nessuno ne ha parlato con l’enfasi di questi giorni e in effetti Internet è ancora in piedi, nonostante da qualche parte si legga che si è trattato di “qualcosa di simile alle bombe nucleari”, armi che però disintegrano, mentre finora al massimo abbiamo assistito a eventi temporanei.
Quindi è doveroso osservare questi fenomeni con molta attenzione, ma è opportuno porre altrettanta attenzione anche ai termini utilizzati per parlarne.
Crisi e confusione
Magdi Allam considera chiuso il suo cammino di conversione al cattolicesimo e al Giornale non capiscono più nulla (a meno che quel titolo sottintenda un inaspettato rimpasto deliberato dal Vaticano).
P.S.: Poi in mattinata hanno sistemato (quasi) tutto
Google prende nota
Nel portfolio di Google mancava un servizio come Evernote, per prendere appunti e salvarseli come promemoria. Adesso c’è Google Keep, disponibile in versione per browser e come applicazione per Android (e non per altri smartphone, almeno al momento), ma solo a partire dalla versione 4.0.3 del sistema operativo.
Più spartano di Evernote, Keep offre all’utente un foglio su cui scrivere il titolo e contenuti della nota, in cui è possibile inserire un’immagine e assegnare un colore (un po’ come usare un post-it giallo, rosa, verde, eccetera). Rispetto alla versione browser, l’app permette in più la dettatura della nota. Selezionando “fine”, la nota viene salvata via Google Drive, rimanendo quindi legata all’account Google dell’utente, e lasciando supporre la possibilità che presto sia possibile integrare e condividere i contenuti delle note con altre applicazioni Google (quindi, attenzione).
L’istella del web italiano
Devo ancora farmi un’idea di istella, nuovo motore di ricerca italiano lanciato da Tiscali. Al momento – nel dubbio – esprimo cauto ottimismo, trovando apprezzabilissimo che questo nuovo motore di ricerca non cataloghi, ne’ tracci gli utenti. Google lo fa, anzi fonda il proprio business proprio su queste attività, minando pesantemente la privacy di ognuno. Per questo motivo condivido l’osservazione scritta ieri da Marco sul New Blog Times: “se il buon giorno si vede dal mattino direi che istella (…) sia pronto per iniziare un riscatto tutto italiano”.
L’inizio è decisamente più promettente di quello di Volunia, ma per capirne il valore sarà necessario comprenderne bene anche il modello di business: «Venderemo la pubblicità e le parole chiave, ma potremo anche stringere accordi con le pubbliche amministrazioni e con gli editori», ha dichiarato Renato Soru, precisando “Vorremmo confrontarci, a livello di tecnologia, con i giornali e con i loro editori. Istella si propone di servire le testate che usano i motori di ricerca per il quotidiano lavoro redazionale. Speriamo di attivare una proficua sinergia”.
In ogni caso, un’informazione utile a chi tiene con particolare attenzione alla propria privacy: la procedura di registrazione può avvenire inserendo i propri dati, oppure connettendosi tramite un account Facebook. Ovviamente questa connessione prevede una condivisione di informazioni, è sempre bene esserne consapevoli.
20 marzo, Giornata Internazionale della Felicità
Oggi, 20 Marzo 2013, si celebra la prima Giornata Internazionale della Felicità, deliberata dall’Assemblea generale dell’ONU su proposta del Regno del Bhutan.
Giornate (iniziative) come questa hanno lo scopo dichiarato di sensibilizzare e riflettere su un tema, affinché tutti se lo pongano come obiettivo da perseguire. In quest’ottica, però, a me piacerebbe molto che venisse indetta anche una giornata del rispetto, inteso nel suo complesso.
Fumata bianca… anche dalle campane!?
Alle 20.00 di oggi, Corriere.it pubblica il video della fumata bianca che preannuncia l’elezione di papa Francesco. Nella didascalia, scrive:
Alle 19.06 fumata bianca dal comignolo sulla Cappella Sistina, e dai fedeli radunati in Piazza San Pietro si è levato un boato di gioia, mentre le campane della basilica hanno cominciato a fumare.
Ah, la fretta!
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L’omaggio che Google dedica oggi a Douglas Adams (chi non sapesse di cosa si sta parlando può partire dalla Guida galattica per gli autostoppisti)
Un’immagine fulminante
Nella serata di lunedì scorso, giorno in cui Benedetto XVI ha annunciato le proprie dimissioni, è stata diffusa un’immagine destinata a diventare la foto simbolo di quel giorno. In un’era in cui è facilissimo realizzare fotomontaggi, molti l’hanno indicata come bufala. Invece è vera. Bravo Alessandro Di Meo.
Un caso di Website Facebook Addiction
Se un malfunzionamento di Facebook Connect può bloccare mezza Internet – eventualità che si è verificata la scorsa settimana – significa che ci troviamo di fronte ad un problema di dipendenza da Facebook da parte di molti siti web e questo impone una riflessione.










