Il mondo dei social network è in fermento: mentre si registra la promettente crescita di Pinterest (dedicato alla condivisione di fotografie e immagini), Google+ si è presentato con un nuovolook che – oltre ad essere maggiormente orientato all’immagine – strizza l’occhio anche a Facebook, che dal canto suo non starà certo a guardare dopo il recente acquisto di Instagram. In attesa di vedere gli effetti di questa operazione nell’ambito del social network più popolato del mondo ci si può divertire con Pinview…[Continua a leggere su The New Blog Times]
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iPanel, la non-solo-TV di Apple

Attesa da tempo sul mercato, potrebbe arrivare entro fine 2012 e chiamarsi iPanel (e non iTV) l’attesa TV di Apple.
Il nome rivelerebbe la versatilità del dispositivo che, oltre ad essere una TV, potrà essere utilizzato anche come centro multimediale, piattaforma per videogiochi, computer, centro di automazione per la casa.
Troverà posto nei salotti degli utenti italiani?
Aspettando i fatti
A me fa ovviamente piacere se un governo si dota di un provvedimento mirato alla semplificazione e allo sviluppo del Paese. Però, prima di saltare di gioia e cantare Alleluja davanti a titoli come “Meno burocrazia, più Internet” (che comunque si riferiscono all’obiettivo – finalmente dichiarato – di puntare sul digitale), aspetterò di vedere i fatti, cioè la traduzione concreta di questi intenti dichiarati. Per il momento, incasso con soddisfazione l’eliminazione degli obblighi relativi al DPS per tutti i soggetti interessati.
Urge un’alfabetizzazione digitale
Ieri sera non ho avuto la possibilità di seguire Ballarò e mi sono perso l’episodio segnalato dall’amico Dario Denni (e apparentemente sfuggito a Termometro Politico) in cui il conduttore Giovanni Floris ha confuso il concetto di banda larga, scambiandolo per la questione delle frequenze televisive:
Il sottosegretario all’economia ha parlato di acqua, energia, trasporti e… Banda Larga come esempi in cui è meglio per la concorrenza e per i consumatori se chi gestisce la rete (ferrovie, acquedotti, reti elettriche e di telecomunicazioni) sia un soggetto diverso e separato da chi ci fa passare sopra i servizi (vagoni, acqua, elettricità, servizi TLC).
A questo punto Giovanni Floris, che conduce da anni la trasmissione, ha chiesto: ?”La banda larga è quella regalata a Mediaset e Rai?”. Dimostrando in questo modo di non sapere cosa è la banda larga.
Il sottosegretario all’economia ha quindi ribattuto: “No Floris, la banda larga è il problema legato a Telecom Italia e la rete ottica di nuova generazione”.
Floris, completamente disinteressato al problema della fibra ottica, ha chiesto se ci rientrava comunque il problema delle frequenze regalate a Mediaset.
Per completezza, ecco il video che ho trovato. Il “momento” è intorno al minuto 3.30:
In rete si scatenano polemiche e sfottò. Eppure non è la prima volta che se ne parla, nella trasmissione: la necessità di investire nel digitale e nella banda larga è stata sottolineata in varie occasioni e da molte persone intervenute. Per questo non voglio credere che Floris ignori il concetto, temo però (è solo la mia opinione e spero di essere contraddetto) che ne sottovaluti l’importanza per come ha smorzato l’argomento, e il motivo non è certo che parlandone si sarebbe andati fuori tema, perché non è vero: l’episodio di ieri è solo una piccola conferma del fatto che in Italia non esista una cultura digitale e non si pensi alla tecnologia come volano di sviluppo. Queste lacune portano – a torto – a dare poca importanza ad argomenti come banda larga e reti di nuova generazione, ma implicano una sempre più urgente necessità di dare al Paese una strategia digitale che, oltre alle aziende, deve essere promossa dalle istituzioni e da chi fa informazione.
Forse tutto questo avrà un risvolto positivo: sulla scia delle reazioni all’episodio di ieri sera, nel prossimo appuntamento di Ballarò si potrebbe finalmente parlare di banda larga. Speriamo che non si sprechi un’occasione.
Soddisfatti o demolitori
E’ più assurdo acquistare un violino antico via Internet pagandolo 2500 dollari su PayPal, oppure essere costretti dalla stessa PayPal a distruggere il violino ricevuto e rivelatosi falso, per ottenere il rimborso della somma spesa?
E ora passiamo alle strategie
Oggi nasce il Governo Monti:
Questi i ministri con portafoglio:
- Esteri, Giulio Terzi di Santagata
- Interno, Anna Maria Cancellieri
- Giustizia, Paola Severino
- Difesa, Giampaolo di Paola
- Sviluppo economico e Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera
- Politiche Agricole, Mario Catania
- Ambiente, Corrado Clini
- Welfare e Pari opportunità, Elsa Fornero
- Salute, Renato Balduzzi
- Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo
- Beni culturali, Lorenzo Ornaghi
Questi i ministri senza portafoglio:
- Affari europei, Enzo Moavero
- Turismo e sport, Piero Gnudi
- Coesione territoriale, Fabrizio Barca
- Rapporti con il parlamento, Piero Giarda
- Cooperazione internazionale e integrazione, Andrea Riccardi
In occasione del primo consiglio dei ministri, Antonio Catricalà verrà proposto per l’incarico di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, così come avverrà per i viceministri per lo Sviluppo e l’Economia.
Sul Corriere di oggi leggo che Massimo Sideri considera e propone:
Il web è ormai il 2% del nostro Pil
È ora di un ministro di Internet?
Il presupposto:
Secondo le più recenti analisi di McKinsey l’industria del web in Italia rappresenta ormai il 2% del Pil, cioè oltre 30 miliardi di euro, e per Marc Vos, managing director di Boston Consulting Group, si stima un solido 4% entro il 2015. Poco? Oggi l’Agricoltura – che ha un proprio ministero – rappresenta il 2,63% del Pil (dati Istat). E dunque è probabile che nella prossima legislatura avvenga il sorpasso: più Internet, meno cabernet, rielaborando un vecchio e famoso graffito popolare.
Io potrei anche essere d’accordo, perché – come scrive Sideri – “potrebbe essere una bella provocazione”. E anche se c’è chi ritiene che davvero possa essere opportuno avere un Ministro per Internet, mi limito ad una constatazione: oggi in Italia non c’è un ministero che si occupa (solo) di trasporti, non c’è un ministro per l’energia, non c’è (più) un ministro per l’Industria ne’ un ministro delle comunicazioni. C’è un ministero per Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti e nell’ambito di questo dicastero ritengo sia possibile individuare qualcuno a cui affidare un incarico specifico (in veste di sottosegretariato, pool interministeriale o altro) dedicato alla strategia digitale di cui questo Paese si deve dotare, di cui Internet è un elemento fondamentale.
L’argomento richiede attenzione e una figura di coordinamento. Aggiorniamo l’Italia, fin dalle sue Istituzioni per arrivare a tutte le infrastrutture, ne ha bisogno…
Altra mega-alleanza per l’online advertising

Google sta assumendo dimensioni sempre maggiori e il suo business model legato al mondo della raccolta pubblicitaria si allarga a tutti i mercati legati ai servizi che offre. Una crescita difficile da contrastare, che porta i competitor a valutare unioni e alleanze trasversali. E in questa direzione si muove la partnership siglata oltreoceano da Microsoft, AOL e Yahoo, che guarda anche con attenzione verso il mondo dei social network (continua a leggere su The New Blog Times)
Annullato l’oscuramento di 493 siti web
Oscurare – e far sequestrare – 493 siti web per presunta violazione sul diritto d’autore solo perché, nel loro nome a dominio, contengono un marchio registrato, è un’azione censoria pericolosa per Internet. AIIP e Assoprovider, assistiti da Fulvio Sarzana, hanno impugnato il decreto di sequestro, che è stato annullato dal Tribunale (congratulazioni, Fulvio).
A beneficio di chi conoscesse poco o nulla della vicenda, via Mante ne risegnalo la ricostruzione pubblicata da Lareteingabbia.net.
Gmail, cambio d’abito in arrivo
La scorsa settimana, allo staff di Google sarebbe “sfuggita” la pubblicazione – su YouTube – di un video che presenta, in anteprima, le novità estetiche e tecniche in arrivo su Gmail. Che la cosa sia realmente sfuggita è poco credibile (non dimentichiamo che YouTube fa parte dello stesso gruppo), ma ieri il video è stato rimosso.
Per saperne di più, comunque, continuate a leggere la news su The New Blog Times 😉
Buttate il mouse
Se avessi parlato di TV avrei detto “Buttate il telecomando”, frase usata da Gerry Scotti per invitare i telespettatori a non cambiare canale durante le pause pubblicitarie. Ma ormai il futuro dell’advertising – e, a dire il vero, anche il presente – è in Rete:
Iab: l’adv digitale in Italia supera il miliardo di euro
Il mercato dell’advertising digitale cresce del 15,5% sul 2010 e rappresenta una quota del 14% degli investimenti pubblicitari del nostro Paese con un progresso di 10 punti in 5 anni. Cresce anche l’utenza pubblicitaria con oltre 3600 imprese attive
BlockBerry
E’ innegabile che i problemi lamentati dagli utenti BlackBerry negli ultimi giorni abbiano causato un notevole disagio, soprattutto per coloro che utilizzano lo smartphone per lavoro e non per trastullarsi. Per questo mi sembra che la frase “ci scusiamo per il disagio” (formula di cortesia presente solo nella nota di BlackBerry Italia), come pezza, stia cominciando ad andare un po’ strettina…
UPDATE: pare che tutto il problema fosse dovuto al malfunzionamento di uno switch.
UPDATE #2: EEEH?







