RSS

Happy birthday, White Duke

Nel giorno del suo compleanno, David Bowie pubblica il video del nuovo singolo Where are we now?

Il brano è una gradevole sorpresa (anche perché è il primo dopo dieci anni dall’ultimo album), personalmente trovo il video un po’ triste, come l’espressione riflessiva di Bowie (poco Bowie, un po’ bolso e nell’insieme anche un po’ Byrne, se mi è concesso).

 
Commenti disabilitati su Happy birthday, White Duke

Pubblicato da su 8 gennaio 2013 in Mondo

 

Tag: , , , ,

Facebook cambia ancora la Timeline, nuovo diario in arrivo

FBdiario2013bis

Siete utenti di Facebook e odiate la timeline (diario) che siete stati costretti ad adottare, abbandonando forzatamente l’amato wall (bacheca)? Bene, stando ad una delle ultime notizie diffuse da The Next Web, sono in arrivo nuovi cambiamenti nella timeline di Facebook, che per il momento è già attiva solamente per gli utenti della Nuova Zelanda.

Ciò che si vede è un nuovo design a colonna singola, con una colonna a destra più stretta, per contenuti di supporto (numero amici, attività recenti, eccetera). Anche la testata del profilo è stata ridisegnata e – per ciò che si vede nelle immagini proposte – non sono più presenti i dati personali dell’utente. Eliminati anche i box attuali (Amici, Foto, Mappa, “Mi piace”), ai cui contenuti è stato riservato un pulsante. Certamente la nuova interfaccia conterrà altre novità meno evidenti… Piacerà? Non piacera? Ai posteri l’ardua sentenza.

 
Commenti disabilitati su Facebook cambia ancora la Timeline, nuovo diario in arrivo

Pubblicato da su 8 gennaio 2013 in social network

 

Tag: , , , , , ,

Microsoft pensa alla domotica

R2Control

R2 Studios, una società americana che si occupa di home automation nata neppure due anni fa, è stata acquisita da Microsoft dopo alcune trattative (che hanno coinvolto anche Apple e Google). In un articolo della scorsa settimana, il Wall Street Journal spiega che il fondatore Blake Krikorian (conosciuto per aver dato vita a Sling Media e fresco dimissionario dal board di Amazon) farà parte di un team di sviluppo presso l’azienda di Redmond, che da Krikorian ha rilevato i brevetti di alcune tecnologie di controllo per dispositivi elettronici.

R2 Studios è nota per R2 Control for Crestron, un’applicazione che offre ai device Android funzionalità di controllo per sistemi di domotica. Una prospettiva verosimile sarebbe quindi quella di vedere, in futuro, un’applicazione dello stesso tipo su Windows Phone, se non addirittura una piattaforma Microsoft (un’evoluzione della XBox, di Kinect, o di entrambe) che possa integrare intrattenimento domestico e domotica.

 
1 Commento

Pubblicato da su 7 gennaio 2013 in Life, Mondo, news, tecnologia

 

Tag: , , , , , , ,

Uno smartphone con Ubuntu?

UbuntuForPHonesMi intriga molto la possibilità di avere Ubuntu for phones sul mio smartphone. Soprattutto perché spero si tratti di un sistema operativo privo di quei problemi di privacy che affliggono Android. Peccato ci sia da aspettare ancora un annetto…

 
1 Commento

Pubblicato da su 7 gennaio 2013 in cellulari & smartphone, tecnologia, telefonia, TLC

 

Tag: , , , , , ,

Il rompiballe

FacebookDomandeUna volta Facebook faceva meno domande.

 
1 Commento

Pubblicato da su 3 gennaio 2013 in social network

 

Tag: , , ,

Anniversari mobili (e non solo)

dynatac

Oggi ho letto due articoli che parlano di anniversari tecnologici, il primo riguarda la prima telefonata effettuata da un telefono radiomobile (avvenuta il 3 aprile 1973), il secondo parla del lancio del primo telefono cellulare messo in commercio (6 marzo 1983). Quello nella foto è il primo esemplare di Motorola DynaTAC (Dynamic adaptive Total Area Coverage handset), realizzato nel 1973 dal team guidato da Martin Cooper.

Per toccare un argomento più squisitamente tecnico, ma che ebbe poi risvolti planetari, non ho ancora visto nessuno ricordare che dal 1 gennaio 1983 Arpanet iniziò ad utilizzare il protocollo TCP/IP, ponendo una delle storiche basi fondamentali di ciò che noi oggi chiamiamo Internet.

 
1 Commento

Pubblicato da su 2 gennaio 2013 in cellulari & smartphone, telefonia

 

Tag: , , , , , , , ,

Vade retro, asteroide 2011 AG5

image

Una buona domenica a tutti! E – nonostante tutti i motivi di preoccupazione che ricaverete dalla lettura delle news di oggi – ricordate di tirare un bel sospiro di sollievo perché domani avete una ragione in più per brindare: l’asteroide 2011 AG5, nel 2040, non ci colpirà.

 
Commenti disabilitati su Vade retro, asteroide 2011 AG5

Pubblicato da su 30 dicembre 2012 in Life, Mondo, news, tecnologia

 

Tag: , , , ,

Più smartphone che braccia (rubate all’agricoltura)

image

Al momento è noto che per il 2013, nel mondo degli smartphone, oltre alle evoluzioni di numerosissimi modelli oggi in commercio (tra cui iPhone 5S, Samsung Galaxy S4 e Motorola Droid Razr HD), sono attesi il BlackBerry Z10/X10, e il Google X Phone. Senza considerare altre novità comunque importanti – anche sul fronte dei tablet – comincio a pensare che su questo mercato vengano investite troppe risorse.

 
Commenti disabilitati su Più smartphone che braccia (rubate all’agricoltura)

Pubblicato da su 29 dicembre 2012 in cellulari & smartphone, news, telefonia

 

Tag: , ,

Spam di san Silvestro

image

Ho l’impressione che l’applicazione Midnight Message Delivery – offerta da Facebook per programmare l’invio automatico degli auguri di buon anno allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre – oltre ad essere una soluzione fredda e sbrigativa, porterà un sacco di spam.

 
Commenti disabilitati su Spam di san Silvestro

Pubblicato da su 28 dicembre 2012 in Buono a sapersi, curiosità, social network

 

Tag: , , , , ,

Apple e il display “curvo”

image

Pare che nel futuro di Apple possa materializzarsi un iPhone – ma potrebbe trattarsi anche di un altro dispositivo – con il display curvo o flessibile.

 
Commenti disabilitati su Apple e il display “curvo”

Pubblicato da su 27 dicembre 2012 in cellulari & smartphone, computer, News da Internet, tablet, tecnologia

 

Tag: , , , , , , , ,

I tweet del senatore

image

Quello offerto dal senatore Mario Monti è un esempio di come la rete – in questo caso mediante il suo account Twitter – può essere sfruttata come canale puramente divulgativo. Certo, chi legge i suoi tweet può rispondergli, e lui (o il suo staff) eventualmente potrebbe leggere queste risposte e controbattere, ma il fatto che chi gestisce questo account non segua nessuno (si noti quel 0 following) può avere due chiavi di lettura:

– l’intenzione di rimanere dichiaratamente super partes e di non voler esprimere un possibile accostamento ad altri Twitters appartenenti a determinati schieramenti

– la totale chiusura al contributo e alle opinioni altrui.

La prima ipotesi “ci può stare”, ma uno potrebbe anche essere follower di un primo ministro o capo di stato estero, oltre che di amici e famigliari, senza necessariamente manifestare accostamenti politici.

La seconda ipotesi (che comunque non esclude la prima) inquadra questo utilizzo nella sua funzione broadcast, che è come avere un canale televisivo o radiofonico, o un giornale. Non c’è interattività, e quindi manca una delle componenti essenziali che dovrebbero determinare la scelta di Twitter come piattaforma di comunicazione. A questa stregua, avrebbe potuto aprire un blog come quello di Beppe Grillo.

 
Commenti disabilitati su I tweet del senatore

Pubblicato da su 27 dicembre 2012 in Internet, news, News da Internet

 

Tag: , ,

Social paradox

image

Che Randi Zuckerberg (sorella di Mark, fondatore di Facebook) si inquieti per la diffusione incontrollata in rete di una foto di famiglia che lei ha pubblicato su Facebook, mi sembra un assurdo paradosso, e anche un po’ una presa per i fondelli.

 
Commenti disabilitati su Social paradox

Pubblicato da su 26 dicembre 2012 in Buono a sapersi, Internet, privacy, social network

 

Tag: , , , , , , , , ,

Un nuovo caso Mattei (si fa per dire eh)

Qualche giorno fa ho scoperto da Mante che esiste il sito web di un Matteo Renzi di Civitanova Marche (http://www.matteorenzi.com) che pubblica le mail ricevute da suoi lettori, convinti però di scrivere all’altro Matteo Renzi (http://www.matteorenzi.it). La mia personalissima impressione – ma ovviamente mi potrei sbagliare – è che l’omonimo marchigiano si avvantaggi notevolmente dal possibile fraintendimento.

 
Commenti disabilitati su Un nuovo caso Mattei (si fa per dire eh)

Pubblicato da su 19 dicembre 2012 in curiosità, news

 

Tag: , ,

Instagram: “non vogliamo vendere le vostre foto”

Dopo aver registrato innumerevoli feedback negativi, critiche e lamentele da mezzo mondo in relazione alle novità sulle condizioni contrattuali rese note solo ieri, Kevin Systrom – co-fondatore di Instagram – scrive un nuovo post nel blog aziendale per spiegarsi meglio e “rispondere alle vostre domande, sistemare ogni errore ed eliminare la confusione”. Non solo:

“Modificheremo punti specifici delle condizioni per fare maggiore chiarezza su ciò che accadrà con le vostre foto. I documenti con valore legale possono essere facilmente mal interpretati”.

Rivolgendosi quindi alle specifiche preoccupazioni espresse da tutti, Systrom tiene a precisare che l’advertising è una fonte di auto-sostentamento, ma non è l’unica, e che l’obiettivo delle nuove condizioni è la volontà di sperimentare nuove forme di pubblicità appropriate per Instagram: “invece questo è stato interpretato da molti come l’intenzione di vendere le vostre foto senza alcun compenso. Questo non è vero e il nostro linguaggio fuorviante è un nostro errore . Per essere chiari: non è nostra intenzione vendere le vostre foto”. Foto che, aggiunge, non saranno cedute per diventare parte di inserzioni pubblicitarie.

La parte più rilevante del post chiarificatore è questa:

“Gli utenti di Instagram sono proprietari dei propri contenuti e Instagram non rivendica alcun diritto di proprietà sulle vostre foto”.

Chiarimenti anche sul fronte delle impostazioni della privacy: “Impostando le foto come private, Instagram le condividerà solamente con gli utenti approvati che vi seguono”.

InstagramNationalGeographicQualcuno, alla luce di queste spiegazioni, riguardo alla possibile vendita delle foto da parte di Instagram, ha parlato di bufala. Io non la liquiderei come tale: il fraintendimento non è stato circoscritto in una chiacchierata di quattro amici al bar, ma dalla stampa di mezzo mondo e da moltissimi utenti – tra cui il National Geographic, che come potete vedere ha già preso provvedimenti – e il motivo è nel fatto che tutti hanno letto frasi come questa, che riporto testualmente e traduco (più o meno maccheronicamente) nel seguito:

“You agree that a business or other entity may pay us to display your username, likeness, photos (along with any associated metadata), and/or actions you take, in connection with paid or sponsored content or promotions, without any compensation to you.”

Concordate che una società o altra entità possa pagarci per esporre i vostri nome utente, ritratto, le foto (insieme a tutti i metadati associati), e /o azioni da voi intraprese, collegati a contenuti a pagamento o sponsorizzati o promozioni, senza alcun compenso per voi

Registriamo quindi questa retromarcia da parte di Instagram (lo è, dal momento che introdurranno modifiche alle condizioni rese note ieri), ma continuiamo a mantenere ben dritte antenne e orecchie 😉

 
Commenti disabilitati su Instagram: “non vogliamo vendere le vostre foto”

Pubblicato da su 19 dicembre 2012 in brutte figure, business, cloud, Internet, Ipse Dixit, mumble mumble (pensieri), news, privacy, security, social network

 

Tag: , , , , , ,

Instagram, ancora un mese e poi…

Instagram

Conoscete Instagram? E’ una app famosissima, per iPhone e smartphone con Android, per editare foto, applicare filtri particolari alle foto e condividerle su una con altri utenti su una piattaforma disponibile su Internet, che Facebook ha acquistato la scorsa primavera pagandola oltre 700 milioni di dollari. Le possibilità di elaborazione delle foto, unite alla semplicità d’uso e alla gratuità, l’hanno resa molto popolare e sono moltissimi gli utenti che condividono foto trattate con Instagram anche sui social network.

Importanti novità attendono gli utenti di Instagram dal prossimo 16 gennaio 2013: come annuncia l’azienda dal proprio blog, sono in arrivo una nuova Privacy Policy e nuove Condizioni di servizio. L’annuncio è scritto solamente in inglese, e questo può rappresentare  un problema per chi non lo conosce. Se volete risparmiarvene la lettura e/o la traduzione, mi permetto di offrirvi una sintesi dei più rilevanti dettagli (nei quali, si sa, si annida e nasconde il diavolo): dal 16 gennaio, gli utenti della piattaforma cederanno ad Instagram i diritti d’uso dei dati condivisi (foto, commenti – vostri o altrui – e qualunque altra informazione accessoria). Importantissimo è sapere che questi stessi dati potranno essere ricondivisi e venduti – anche a scopo pubblicitario – ad aziende che hanno rapporti commerciali con Instagram (cioè con Facebook).

La novità va vista da due fronti: uno è quello di Instagram (cioè di Facebook), cioè di una società che in questo modo trova una fonte di remunerazione ad un servizio che, come detto sopra, è gratuito. L’altro fronte è quello degli utilizzatori del servizio: nel ricordare che Instagram, esattamente come Facebook, prevede che l’età minima di un utente sia di 13 anni, non dobbiamo trascurare il fatto che esistono account che appartengono anche ad utenti di età inferiore, iscritti con la complicità di fratelli o genitori, pertanto consideriamo la cosa nel suo complesso. Tutto questo significa, fondamentalmente, che dal 16 gennaio dell’anno prossimo ogni foto e ogni informazione condivisa, anche se relativa a minori, potrebbe finire in una campagna pubblicitaria, senza che l’autore o il soggetto interessato abbiano concesso un consenso esplicito e senza percepire alcun compenso (Ah giusto, abbiamo già detto che è gratis?).

L’utente di un servizio di content sharing deve essere sempre consapevole di dove vanno le informazioni che condivide. Solo questa consapevolezza gli permette di decidere serenamente cosa fare: in questo caso, decidere se rimanere iscritto al servizio, oppure andarsene chiudendo l’account. In quest’ultima ipotesi, all’utente in procinto di disiscriversi – che potrebbe pensare di tenere per se’ le proprie foto – suggerisco di dare un’occhiata a Instaport o Instarchive.

UPDATE: Instagram fa retromarcia, dichiarando di essersi espressa male ed essere stata fraintesa (leggi il post successivo)

 

Tag: , , , , , ,