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In arrivo il telefono cellulare “respiriano”

Un gruppo di ricercatori della University of Washington ha sviluppato un prototipo di telefono cellulare che funziona senza batteria e si alimenta con energia ricavata da risorse disponibili nell’ambiente, come la luce solare e le onde radio, e dalle vibrazioni generate nell’altoparlante e nel microfono durante una conversazione:

University of Washington researchers have invented a cellphone that requires no batteries — a major leap forward in moving beyond chargers, cords and dying phones. Instead, the phone harvests the few microwatts of power it requires from either ambient radio signals or light.

The team also made Skype calls using its battery-free phone, demonstrating that the prototype made of commercial, off-the-shelf components can receive and transmit speech and communicate with a base station.

E’ ovviamente molto presto per pensare che una tecnologia battery-free possa essere adottata sui dispositivi di utilizzo quotidiano, ma è sicuramente l’inizio di una ricerca che va nella giusta direzione. L’obiettivo è renderla disponibile a livello commerciale entro tre anni.

 
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Pubblicato da su 10 luglio 2017 in cellulari & smartphone

 

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Non fanno più i telefoni di una volta

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Rimaneva sempre fermo nel suo angolino a casa e nessuno si sognava di spostarlo da lì, se non in casi eccezionali, improponibili per la versione da parete.

Era pesante e voluminoso, impossibile da portare appresso, collegato ad una presa a muro con il suo cavo, guinzaglio indispensabile al funzionamento.

Efficiente anche se saltava la corrente, in caso di chiamata si faceva sentire con una suoneria squillante, che doveva sempre rimanere la stessa, perché non c’era alcuna possibilità di cambiarla.

Per telefonare, prima si sollevava la cornetta e poi si componeva il numero telefonico: per ogni cifra si doveva infilare un dito – l’indice – nel foro corrispondente sul disco, che andava poi ruotato in senso orario finché non si fermava sul dentino di fine corsa. Quando il disco tornava indietro, si ripeteva l’operazione per ognuna delle cifre successive. A fine telefonata si riagganciava la cornetta.

Era e rimane il mio telefono preferito. Perché non devo continuamente ricaricargli la batteria. E soprattutto perché, con tutti i limiti che può avere, nel confronto con qualunque telefono fisso o mobile moderno, vince in longevità: il Siemens S62, dopo oltre cinquant’anni dalla sua prima chiamata, funziona ancora.

 
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Pubblicato da su 25 ottobre 2015 in news, telefonia

 

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Vendonsi contatti (in barba a privacy e ad ogni opposizione)

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Vi siete iscritti al Registro delle opposizioni? Siete convinti che privacy e riservatezza dei dati personali siano valori rispettati da tutti?

Nella figura sopra riportata c’è l’estratto di un messaggio appena ricevuto, scritto da parte di un’azienda che su quei valori – che probabilmente cercate di difendere – costruisce il proprio business.

Non meravigliatevi, dunque, quando dico che il Garante per la protezione dei dati personali ha una missione impossibile.

E non sorprendetevi di messaggi e telefonate che ricevete da chiunque. Non fatevi scrupoli a rifiutare le loro offerte: loro non hanno avuto dubbi nel momento in cui hanno acquistato i vostri riferimenti senza che voi lo sapeste. Quindi cestinatele, o rifiutatele con garbata fermezza, ma senza esitazioni.

 
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Pubblicato da su 8 giugno 2015 in business, privacy

 

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Usare bene il cellulare in viaggio

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Facile.it ha diffuso un simpatico vademecum per un utilizzo saggio del telefono cellulare in vacanza, comunque utile tutto l’anno per chi viaggia, sintetizzando in dieci regole gli argomenti che richiedono maggiore attenzione sull’argomento. Le riporto qui con alcune considerazioni, quando necessario.

1. SMS

Quando si viaggia all’estero il cellulare si connette a reti diverse da quella della compagnia che ha emesso la SIM. Tale operazione è detta roaming e ha costi variabili a seconda dell’operatore cui ci si appoggia e della nazione in cui ci si trova. Quando si è all’estero si paga anche per ricevere le chiamate, mentre non si paga nulla per ricevere SMS: meglio preferire quelli quando possibile.

E’ bene anche ricordare – a chi scrive un SMS dall’Italia adverso un destinatario che si trova all’estero – che non spenderà nulla più del solito.

2. WHATSAPP

Viaggiando all’estero, se non si ha attivato un piano che includa l’uso della connessione dati, una delle maggiori fonti di spesa può diventare la connessione a Internet che può arrivare a consumare in pochi giorni anche 200 euro di traffico. Diverse app, ad esempio quelle di instant messaging come WhatsApp o WeChat, si connettono periodicamente per controllare la presenza di nuovi messaggi o aggiornamenti. In questo caso può convenire disattivare la connessione dati in roaming e accedere a Internet solo quando è presente una connessione WiFi, spesso offerta gratuitamente dagli hotel e nei principali luoghi pubblici.

E’ meglio precisare un dettaglio: la maggior parte dei piani tariffari delle compagnie telefoniche italiane che prevedono la connessione dati nazionale includono solo il traffico nazionale generato tramite la rete dell’operatore. Sicuramente è opportuno verificare, quando si è all’estero, che sul proprio smartphone non sia attiva la funzione roaming dati e preferire le connessioni WiFi.

3. OCCHIO ALLA SVIZZERA

Si è molto parlato dell’Eurotariffa, vale a dire quella che impone un costo massimo per la comunicazione in roaming (per le chiamate, IVA inclusa, al massimo 23,18 c/minuto senza scatto alla risposta, per ricevere 6,10 c/minuto, per mandare un SMS 7,32c e 24,4c/MB per connettersi alla rete dati). L’Eurotariffa, però, è legata non ai Paesi europei in genere, ma solo a quelli facenti parte dell’Unione europea. Paradossalmente, quindi, viene applicata in Martinica, nella Guyana francese e nell’isola di Réunion, tutte legate alla Francia, ma non necessariamente nella vicinissima Svizzera o in Albania.

Questo è un tema molto importante con aspetti da non sottovalutare anche se si rimane in Italia, ma in regioni che confinano con un altro Stato: può infatti accadere che, anche a parecchi km dal confine, il telefono cellulare venga agganciato dalla cella di un operatore non italiano. Per le telefonate eventualmente effettuate o ricevute, si pagherà la tariffa prevista in caso di roaming. Nel caso l’operatore sia svizzero, i costi non devono rientrare nei limiti imposti dall’eurotariffa e quindi si rischia di dover pagare oro per una semplice telefonata. Il problema, comunque, è reciproco (dall’estero è possibile agganciare fortuitamente operatori italiani).

4. MEGLIO UNA SIM LOCALE

Come detto, le tariffe di roaming esterne all’Ue dipendono dagli accordi che il proprio operatore ha con quelli esteri e sono in genere piuttosto elevate. A livello di voce possono variare da 1€/minuto fino a 6€/minuto per i Paesi più esotici. Per la connessione dati le tariffe sono alquanto proibitive, variando da 1€/MB fino a quasi 30€/MB. Ecco perché, se si prevede di restare in un Paese estero per un periodo prolungato e di chiamare i numeri di quel Paese (anche solo l’albergo), può convenire attivare una SIM locale. Sarà possibile stipulare un contratto ricaricabile con minuti di conversazione, SMS e dati a costo fisso. Per gli abbonamenti è invece necessario essere intestatari di un conto corrente o una carta di credito del Paese ospite.

Se avete uno smartphone, non sottovalutate l’importanza di una buona connessione dati e regolatevi di conseguenza: se durante il vostro viaggio è disponibile una buona connessione WiFi, potrebbe essere sufficiente utilizzare quella e sfruttare una delle tante app che permettono di effettuate conversazioni via Internet. Servizi come BBM, Line, Viber e Facebook Messenger vi permettono di conversare a costo zero con altri utenti dello stesso servizio; Skype fa la stessa cosa e in più vi consente di chiamare utenze telefoniche tradizionali a prezzi più vantaggiosi di una normale telefonata.

5. DALLA NAVE

Avete in programma di passare le ferie in barca o in crociera? Allora sappiate che, se si naviga, già a pochi chilometri dalla riva il segnale diventa troppo debole per chiamare. Non è detto, però, che dobbiate rinunciare al cellulare mentre sarete in mezzo alle onde. Su alcune navi da crociera e traghetti è possibile connettersi alla rete cellulare della nave, in roaming marittimo. Le tariffe dipendono dagli accordi tra il proprio operatore e quello presente sulla nave, e variano tra 1,67€ e 3€ al minuto per le chiamate effettuate, 30c e 3€/ minuto per le chiamate ricevute, 26c e 90c per SMS inviato.

Anche questa è un’altra forma di roaming che richiede attenzione (ai costi).

6. SI’ ALLE PROMOZIONI, MA ATTENTI ALLE ZONE

Se di desidera usare il telefono all’estero per periodi brevi, tutti i principali operatori propongono offerte per comunicare che, attivate in aggiunta al proprio piano, includono soglie di traffico ad un costo fisso che dipende dal Paese in cui ci si reca. Alcuni pacchetti valgono per l’Europa, altri anche per diverse zone del mondo. Attenzione però ad attivare la promozione giusta! Ogni operatore divide il mondo in Zone, non necessariamente identiche a quelle geografiche: verificate prima sul sito dell’operatore quale sia quella in cui vi recherete.

Infatti spesso potreste trovarvi USA e Canada nella zona A (o zona 1) insieme ai Paesi europei, leggete sempre con attenzione la tariffa che corrisponde agli Stati in cui vi recherete.

7. AVVENTUROSI SÌ, MA COL TELEFONO

State per recarvi in un luogo remoto e avventuroso? Tranquilli, anche in questo caso potrete rimanere in contatto col mondo e, in caso di pericolo, chiamare col vostro cellulare servendovi dei cosiddetti operatori satellitari. Nelle aree remote, non coperte dalle normali antenne, per connettersi è necessario avere un cellulare particolare o un adattatore per smartphone. Tramite SIM di TIM, Vodafone o Wind è possibile poi connettersi alle reti satellitari, ma i costi sono molto elevati, fino a 6€ al minuto per le chiamate effettuate. Comunque poco se lo considerate in raffronto al pericolo di rimanere bloccati nel mezzo della giungla o in un’isola deserta.

Un adattatore satellitare per smartphone può costare intorno ai 700 euro. Un telefono satellitare anche di più.

8. ANCHE IN ITALIA POSSONO ESSERCI PROBLEMI

Immaginate di arrivare nel casolare che avete prenotato via web o nella casa al mare che tanto vi piaceva e scoprire che proprio lì il vostro cellulare non prende. Tutto questo potrebbe far cominciare la vacanza col piede sbagliato. Anche viaggiando in Italia, infatti, è possibile che il proprio operatore non fornisca una buona copertura nelle zone rurali e montuose. Gli operatori proprietari di rete permettono di verificare la copertura tramite appositi servizi sui propri siti. È quindi possibile sapere in anticipo se la compagnia cui siamo legati fornisce copertura nel luogo in cui andremo. Per gli operatori virtuali, come PosteMobile o Fastweb Mobile, basta fare riferimento al sito dell’operatore di appoggio.

Le indicazioni fornite da ogni operatore sul proprio sito web sono sempre indicative. E’ possibile trovarsi in una zona dichiarata coperta e scoprire che il cellulare non trova campo, per qualche barriera di troppo (architettonica o naturale). L’ideale sarebbe disporre di due apparecchi dotati di SIM di reti diverse, ma non sempre questo è possibile.

Riguardo agli operatori alternativi o virtuali citati sopra: Fastweb Mobile si appoggia tecnicamente alla rete di H3G – 3 Italia; PosteMobile sta migrando a Wind (in precedenza era legata alla rete Vodafone). Gli operatori alternativi sono molti

9. LE TEMPISTICHE

Attivare promozioni o condizioni speciali sulla propria utenza può comportare, soprattutto nei periodi di vacanza, tempi variabili. Meglio recarsi in un negozio del proprio operatore telefonico almeno una settimana prima di partire in modo che tutto sia pronto per il giorno in cui lascerete la vostra città.

Raccomandazione di buon senso: chiedete all’operatore quali tempistiche sono previste per attivare le condizioni che desiderate.

10. MAPPE ONLINE E SITI MOBILE

A incidere sui costi sono principalmente i tempi di connessione, ma quando si viaggia talvolta è necessario consultare mappe, liste, guide. Meglio quindi scaricare nel proprio smartphone tutto quello che serve o potrebbe tornare utile e poi consultarlo “offline” nel momento opportuno. Se non lo avete fatto, ricordate comunque che dallo smartphone è bene preferire la navigazione sui siti mobile che comporta tempi di connessione inferiori, browsing più rapido e quindi costi più contenuti.

Utilizzando il vostro smartphone come navigatore satellitare, assicuratevi che il modulo GPS integrato nell’apparecchio funzioni anche in assenza di connessione a Internet. Altrimenti, in caso non siate coperti dalla rete del vostro operatore, potreste rischiare di perdervi…

 
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Pubblicato da su 15 luglio 2014 in news

 

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Anniversari mobili (e non solo)

dynatac

Oggi ho letto due articoli che parlano di anniversari tecnologici, il primo riguarda la prima telefonata effettuata da un telefono radiomobile (avvenuta il 3 aprile 1973), il secondo parla del lancio del primo telefono cellulare messo in commercio (6 marzo 1983). Quello nella foto è il primo esemplare di Motorola DynaTAC (Dynamic adaptive Total Area Coverage handset), realizzato nel 1973 dal team guidato da Martin Cooper.

Per toccare un argomento più squisitamente tecnico, ma che ebbe poi risvolti planetari, non ho ancora visto nessuno ricordare che dal 1 gennaio 1983 Arpanet iniziò ad utilizzare il protocollo TCP/IP, ponendo una delle storiche basi fondamentali di ciò che noi oggi chiamiamo Internet.

 
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Pubblicato da su 2 gennaio 2013 in cellulari & smartphone, telefonia

 

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