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L’importante è la salute

Legalizzare i casinò online e il poker cash e, nel contempo, cominciare a puntare il dito su Internet e social network (paragonandoli a droga e gioco d’azzardo) è un controsenso. Quanto alla dipendenza da Internet, ignoravo che nel nostro Paese esistessero già misurazioni specifiche di questo fenomeno tali da motivare un intervento straordinario per contrastarlo nel piano per il nuovo anno sanitario 2011/2013, con relativi oneri da sostenere con denaro pubblico. Evidentemente ci sono più italiani intossicati dal web di quanti ne immaginiamo. A proposito, qualcuno sa dire quanti sono?

 
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Pubblicato da su 8 agosto 2011 in computer, Internet, istituzioni, Life, media, Mondo, news, News da Internet

 

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Google+, la crescita è segno dei tempi

Facebook è nato nel 2004, ma solo dall’11 settembre 2006 è stato aperto al pubblico (quello con età dai 13 anni in su). Da allora a oggi è arrivato a 750 milioni di utenti.

Prima, i social network come li intendiamo oggi non esistevano, ad eccezione di realtà come LinkedIn – nato nel 2003 – che, però, per la sua natura professional (quindi più selettiva), ha sempre registrato una crescita di proporzioni inferiori: a fine 2008 sfiorava i 30 milioni, a maggio del 2010 (un anno e mezzo dopo) superava i 68 milioni. Lo scorso marzo  – come riferiscono i dati ufficiali – ha superato i 100 milioni di utenti, ora cresce a botte di un milione di iscritti a settimana, è quotata in borsa e se la passa discretamente bene.

A fare da propulsore di questa crescita, in parte, è stata proprio l’espansione di altre piattaforme di social network e di microblogging: c’è chi ha appreso dell’esistenza di LinkedIn da Facebook e chi l’ha conosciuto grazie a Twitter (con cui ha siglato una partnership a fine 2009). Il passaparola attuato tramite il social networking è indubbiamente un efficace veicolo di condivisione, che permette una rapida diffusione di notizie e informazioni.

Per questo motivo non credo ci sia da stupirsi del fatto che Google+, che si rivolge al mondo intero ed è basato su una soluzione finalmente valida (cosa che Wave e Buzz non erano), abbia registrato una crescita di 25 milioni di utenti in tutto il mondo in un mese di vita, come ha rilevato ComScore (che già il 22 luglio aveva pubblicato i numeri raggiunti in tre settimane). La rapidità impressionante di questa crescita – oltre al presupposto che si tratta di un servizio più accattivante del flop precedenti – mi sembra dovuta a fattori come la forza propulsiva del social networking e la solida base precostituita di utenti delle soluzioni Google (Gmail in primis). Senza contare il fatto che – secondo la classifica Top Sites di Alexa – Google è il sito web più visitato al mondo (il secondo è Facebook).

Con il tempo si vedrà quanti utenti, fra quelli affacciatisi a Google+ con entusiasmo e curiosità, gli resteranno fedeli e quanti invece chiuderanno la finestra per rimanerne fuori (o per non abbandonare la rete già costruita su Facebook).

 
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Pubblicato da su 5 agosto 2011 in business, Internet, Life, Mondo, news, News da Internet, social network

 

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Antisocial networking

La sorella di Mark Zuckerberg, Randi, che fino a qualche giorno fa si era fatta portavoce di una battaglia contro l’anonimato online (ritenuto reo di istigazione a bullismo e delinquenza), lascia il suo posto di direttore marketing di Facebook per lanciarsi in una nuova avventura social (che potrebbe concretizzarsi in una realtà chiamata RtoZ Media).

 
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Pubblicato da su 4 agosto 2011 in business, Internet, Mondo, news, News da Internet, social network

 

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Explorer e QI, il rapporto non esiste

HOAX

Nei giorni scorsi ha fatto letteralmente il giro del mondo la notizia di uno studio che la società AptiQuant ha dichiarato di aver condotto su 100mila internauti. Secondo tale studio, il quoziente intellettivo di chi utilizza Internet Explorer sarebbe inferiore a quello degli utenti che navigano con altri browser.

Dopo aver trovato ospitalità su innumerevoli testate, anche prestigiose, si è scoperto che si trattava di una bufala: lo studio non esiste e il sito web è stato costruito velocemente nelle scorse settimane con contenuti scopiazzati senza troppi scrupoli dal sito della francese Central Test (che era ignara di tutto e, quando ne ha avuto notizia, non l’ha presa proprio benissimo).

AptiQuant – come si legge nella homepage – è il nome di un’azienda inventata (da AtCheap.com) per lanciare una campagna, basata proprio sulla bufala, con l’obiettivo – tanto nobile quanto universalmente condiviso – di far conoscere al pubblico “le incompatibilità di IE6 e quanto stia rallentando l’innovazione” (dicono esattamente così).

Per cui ora potete smettere di utilizzare Flock o Camino, se ve li siete installati per elevarvi.

 
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Pubblicato da su 3 agosto 2011 in computer, Internet, news, News da Internet, truffe&bufale

 

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Google Voice, “pronto” anche in italiano

Google Voice

E’ stato presentato all’inizio del 2009, è stato aperto al pubblico USA un anno fa e – dopo qualche test – eccolo pronto a parlare in 38 lingue diverse, tra cui l’italiano: Google Voice, il servizio VoIP made in Mountain View, ora fa le cose sul serio e si mette in concorrenza con Skype, proponendosi sul mercato della telefonia su Internet con un numero telefonico convergente – che permetterà all’utente di ricevere le telefonate sia su rete fissa che su rete mobile – e con un servizio che consentirà ovviamente di chiamare verso le medesime direttrici (fissa e mobile).

In Italia – come in altri Paesi – il servizio partirà in forma limitata, senza numero convergente e per il momento sarà accessibile da Gmail, nella sezione Chat. Se non lo trovate, non abbiate paura: Google dice We’re rolling out this feature over the next few days, per cui arriverà a breve. Una volta disponibile, l’utente dovrà ovviamente acquistare il suo credito (è possibile farlo in Euro, Sterline, Dollari USA e canadesi) e si vedrà applicare le tariffe Google che – IVA inclusa – permettono di chiamare un telefono fisso a 2,2 centesimi di euro al minuto e un cellulare a 13,2 centesimi al minuto (telefonare verso 3 Italia, però, costa 16,8 centesimi).

UPDATE: Punto Informatico – che ringrazio per la citazione – in un articolo pubblicato oggi e aggiornato nel pomeriggio, precisa che si tratta del servizio Phone Call, una funzionalità analoga ma non identica al servizio offerto da Google unicamente negli USA. In realtà, alla base c’è sempre Google Voice: il sito a cui Google rimanda per maggiori dettagli è gmail.com/call che rinvia alle condizioni di servizio (nonché alle tariffe già citate sopra) di Google Voice.  Inoltre, nell’Official Google Blog, si legge che If you’re a Google Apps user, your domain administrator must have Google Voice and Google Checkout enabled in the administrator control panel in order to be able to use this feature.

 
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Pubblicato da su 3 agosto 2011 in Internet, news, News da Internet, telefonia, VoIP

 

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Il business di clonare i business

Nella città cinese di Kumming, non paghi del taroccamento degli Apple Store, hanno pensato bene di clonare anche l’IKEA. Se andate nel punto vendita 11 Forniture e vi presentate ad un addetto per chiedere lumi sull’imbarazzante somiglianza con l’azienda svedese, la risposta – anch’essa poco originale, a ben vedere – è “non è un problema mio”:

“Customers have told me we look like Ikea. But for me that’s not my problem”.

 
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Pubblicato da su 2 agosto 2011 in news

 

Ma Google News legge i titoli?

Google News è diviso in sezioni, in cui le notizie confluiscono per argomento. Non c’è alcuna redazione a selezionarle e la classificazione viene svolta da algoritmi che le classificano in base ai contenuti. Un errore, può sempre capitare, anche se il servizio non è più in beta da due anni, perché la rilevanza di certi termini potrebbe depistare la classificazione e far finire le news in una sezione errata.

Probabilmente, la tecnologia alla base degli algoritmi di Google prevede che a certi vocaboli sia anche assegnato un ranking variabile in funzione del loro utilizzo abbinato con altri, o della ripetitività all’interno dello stesso articolo. Resta il fatto che buona parte di noi comprende subito, già dal titolo e a colpo d’occhio, che il contenuto delle tre notizie sopra riportate (click per ingrandire la figura) le dovrebbe far appartenere ad altre sezioni di Google News.

Pur comprendendo le possibilità di errore, ritengo sia tecnologicamente possibile evitare che notizie di cronaca – che dovrebbero finire in Italia o Prima pagina  –  finiscano in Scienza e tecnologia solo perché contengono termini come Dna, Università, scientifico, genetica, Facebook e altre parole fuorvianti. Tra l’altro, nell’analoga sezione di Yahoo!Notizie trovo meno intrusi.

 
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Pubblicato da su 1 agosto 2011 in curiosità, Internet, media, Mondo, news, News da Internet, tecnologia

 

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C’è chi pensa ad un iPhone 4 light

 

Dal Vietnam trapelano rumors sulla possibilità che Apple in autunno lanci una versione low-cost dell’iPhone 4, in cui il cristallo – utilizzato per le parti anteriore e posteriore dell’involucro – dovrebbe essere sostituito dalla più economica plastica, più leggera e meno frangibile (ma auspicabilmente non troppo rigabile).

 

 
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Pubblicato da su 28 luglio 2011 in business, cellulari & smartphone, Internet, news, News da Internet, telefonia

 

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Era il 27 luglio 1981…

…quando QDOS (Quick and Dirt Operating System), dopo essere stato acquistato da Seattle Computer Products, fu ribattezzato MS-DOS da Paul Allen e Bill Gates di Microsoft.

 

 

 
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Pubblicato da su 27 luglio 2011 in computer, Mondo, tecnologia

 

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SpiderTruman e associati

Ieri è emerso che I segreti della casta di Montecitorio non è l’iniziativa di un “Licenziato dopo 15 anni di precariato in quel palazzo” (come si autodefiniva l’autore della pagina di Facebook, del blog e dell’account Twitter creati con il nome di SpiderTruman), bensì un’operazione di marketing politico:

“Questa è un’operazione della Rete, non di un gruppo”, puntualizza Mascia. “Sfruttiamo la nostra visibilità per un progetto di cambiamento più ampio che culminerà nella manifestazione di settembre, per cambiare le logiche di cooptazione che affliggono il nostro paese”

In effetti la pagina Facebook e il blog di SpiderTruman, per realizzazione e manutenzione (post che colpiscono e ottengono numerosissimi consensi e commenti, a cui l’autore poi non partecipa), sono paragonabili ai blog di Beppe Grillo e Antonio Di Pietro (curati dalla società Casaleggio Associati).

E tutto questo mi sembra che già sia sufficiente a smorzare gli entusiasmi e gli orgasmi mentali di chi vedeva, nel sedicente precario licenziato da Montecitorio, un comunicatore rivoluzionario: poiché se è vero che l’iniziativa è stata condotta attraverso la Rete come strumento, è altrettanto vero che è il frutto di un progetto politico preciso e orientato ad ottenere il massimo dei consensi per veicolare altre iniziative.

E questo, a mio avviso, è stato un errore: certe iniziative possono avere i più nobili obiettivi di questo mondo e le più valide argomentazioni (sensibilizzare sui privilegi e abusi della “casta” politica in momenti in cui ai cittadini si impongono sacrifici è validissimo), ma devono essere organizzate con altri – più sinceri – biglietti da visita.

La bufala del povero tapino “Licenziato dopo 15 anni di precariato in quel palazzo”, che calamita l’attenzione del popolo facendo leva su sentimenti di compassione e solidarietà, toglie valore alla nobiltà di intento e alle potenzialità di comunic azione offerte dalla Rete ai suoi utenti. Perché la prossima volta che un “vero” precario licenziato – o un’altra persona in una situazione particolare – tenterà di alzare la propria voce in Rete per farla sentite a quanta più gente possibile, rischierà di ottenere innanzitutto diffidenza.

 

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Aurasma punta a marketing e pubblicità

Prendere lo smartphone, fotografare un oggetto e creare animazioni, oppure inquadrare la locandina di un film per vederne immediatamente sul display il trailer o il sito web promozionale. Sono solo due delle innumerevoli possibilità offerte da Aurasma, una app dedicata all’augmented reality basata su una tecnologia che sta aprendo le porte su nuovi modelli di business per marketing e pubblicità.

[continua a leggere su The New Blog Times]

 
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Pubblicato da su 20 luglio 2011 in business, cellulari & smartphone, Mondo, news, News da Internet, tablet, tecnologia

 

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Da Facebook ai TG in due giorni

Licenziato dopo 15 anni di precariato in quel palazzo, ho deciso di svelare pian piano tutti i segreti della casta.

Sulla base di questa presentazione/motivazione, nello scorso week-end un utente ha aperto una pagina Facebook (a cui ha aggiunto un blog e un account Twitter – in cui si firma SpiderTruman – per cautelarsi da eventuali provvedimenti di cancellazione o oscuramento) in cui, periodicamente, pubblica informazioni relative agli sprechi di denaro pubblico derivanti dai privilegi di cui godono i deputati italiani.

Il titolo della pagina (e del blog) I segreti della casta di Montecitorio è perfetto, sembra preso da quello di un libro o di un film e colpisce nel segno. Ma anche gli argomenti sono quelli giusti, che fanno presa sui cittadini, particolarmente contrariati dall’ultima manovra, ricca di provvedimenti che impongono sacrifici ai contribuenti, ma che non porta alcun taglio concreto ai costi sostenuti dalla classe politica: SpiderTruman racconta viaggi gratuiti in aereo, auto blu e scorte armate utilizzate dai famigliari di un onorevole, irregolarità nelle votazioni alla Camera, barbieri lautamente pagati, denunce di furti inesistenti, sconti sull’acquisto di auto nuove, tariffe telefoniche privilegiate.

Si tratta di notizie che – leggendo i giornali, libri come Lo Spreco o La Casta o seguendo alcune trasmissioni giornalistiche di approfondimento – nel corso degli anni sono uscite dai palazzi ed entrate a far parte dell’immaginario collettivo.

Al di là di alcuni dettagli, dunque, niente di realmente nuovo, purtroppo. Ma SpiderTruman, con le sue rivelazioni, fa notizia innanzitutto per un motivo: in meno di due giorni la sua pagina Facebook ha raccolto un gradimento record (ora si sta avvicinando a 200mila like) e si è guadagnata l’attenzione di giornali e telegiornali nazionali, perché ha scelto di pubblicare le sue informazioni attraverso il social network più grande del mondo, seguitissimo anche in Italia, anche da chi non segue la politica, non legge giornali o libri dedicati.

E’ l’ennesima dimostrazione che le piattaforme social stanno sempre più assumendo un ruolo di canale informativo trasversale, che in casi come questo – per l’attualità dell’argomento e per la sua capacità di calamitare l’attenzione – viene accettato a prescindere dall’attendibilità delle notizie che fornisce.

Con questo non intendo dire che le informazioni pubblicate finora da SpiderTruman siano bufale, ma solo mettere in evidenza quanto può essere facile oggi, toccando le corde giuste, utilizzare il web per dare notorietà ad un fatto, a una persona o ad una notizia.

Quanto a SpiderTruman, per dare un senso al suo ruolo di gola profonda di Montecitorio, credo che ora sia giunto il momento di documentare novità e abusi inediti, se è a conoscenza di qualche episodio diverso da quelli – ad esempio – dei viaggi in aereo per visite ufficiali all’autodromo di Monza o allo stadio di San Siro, di cui la cronaca ha già parlato.

Altrimenti cominceranno ad avere un senso i commenti di chi sospetta che si tratti di una semplice operazione di marketing (e intanto nel blog sono spuntati gli annunci pubblicitari di Google AdSense…)

 
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Pubblicato da su 18 luglio 2011 in Internet, Life, Mondo, news, News da Internet

 

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Il social network che non ti aspetti

Pare che Microsoft stia sviluppando un proprio progetto – chiamato Tulalip – per il mercato dei social network, ma per ora è ancora top secret. Per il momento circolano solo alcune immagini, pubblicate per errore e poi subito rimosse. Per chi ci crede.

 
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Pubblicato da su 18 luglio 2011 in news

 

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Poste wireless

Poste Italiane ieri ha cominciato ad attivare aree WiFi in 22 uffici postali, nell’ambito di un progetto che sarà gradualmente esteso al territorio nazionale. L’accesso sarà libero e gratuito, e permetterà agli utenti di navigare in Internet da un PC messo a disposizione dall’ufficio postale o dal loro dispositivo mobile (netbook, tablet, smartphone…).

In caso di coda interminabile allo sportello, potrebbe essere un’opportunità per ammazzare il tempo, ma ho – come dire? – un forte dubbio: per usufruire del servizio è necessario compilare un modulo cartaceo (indicando, con i propri dati, il numero di cellulare su cui ricevere un SMS con la password d’accesso). State immaginando anche voi che per consegnarlo si dovrà fare la fila?

 
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Pubblicato da su 15 luglio 2011 in business, Internet, news, News da Internet, tecnologia

 

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