RSS

Archivio dell'autore: db

Avatar di Sconosciuto

Informazioni su db

Tecnico informatico, sono stato consulente aziendale per la gestione dei sistemi informativi e di telecomunicazioni e ho lavorato in realtà di ogni dimensione (dalle PMI alle multinazionali). Attualmente mi occupo dei sistemi informativi e di telecomunicazioni di un gruppo industriale. Oltre alla mia attività professionale, collaboro con varie testate e siti di informazione tecnologica. Computerworld e Punto Informatico sono le testate specialistiche con cui in passato ho collaborato molto frequentemente, mentre ora mi occupo sempre di tematiche tecnologiche per The New Blog Times, il primo blornale italiano dedicato a tecnologia e scienza, e per il Corriere delle Comunicazioni in relazione all'iniziativa AgendaDigitale.eu. Collaboro con RCI Radio.

Il battito virtuale

image

Dove batte il cuore di Internet è il nome di un nuovo spazio web pubblicato da Google per mostrare al mondo i suoi Data center, da dove tutti i nostri pc, smartphone e tablet sono passati.

 
Commenti disabilitati su Il battito virtuale

Pubblicato da su 17 ottobre 2012 in computer, curiosità, Internet, news

 

Tag: , ,

Banda larga, e i fondi?

Esattamente tre anni fa il Governo annunciò un programma di investimenti da 800 milioni di euro per la banda larga, per poi congelarlo solo 19 giorni dopo. Nei mesi successivi, in quel freezer sono entrati altri denari, ma poi lo stanziamento è stato pesantemente saccheggiato (quasi un anno dopo le risorse furono ridotte a 100 milioni e poi reintegrate fino ad arrivare a circa 450 milioni). Dopo tutto questo tira-e-molla, se qualcuno dice che “Sono saliti a un miliardo di euro i fondi pubblici utilizzabili per estendere la banda larga e larghissima nelle zone a fallimento di mercato, grazie a nuovi contributi che arrivano dalle Regioni”, lo scetticismo è più che legittimo.

D’altronde, siamo qui a sognare la fibra e non siamo in grado di sfruttare nemmeno le potenzialità del rame….

 
1 Commento

Pubblicato da su 16 ottobre 2012 in Internet, News da Internet, tecnologia, telefonia, TLC

 

Tag: , , , , , ,

Un doodle per Little Nemo

image

Da non perdere il doodle interattivo che oggi Google dedica a Little Nemo di Winsor McCay, a 107 anni esatti dalla sua prima pubblicazione.

 
Commenti disabilitati su Un doodle per Little Nemo

Pubblicato da su 15 ottobre 2012 in curiosità, Internet, news

 

Tag: , , , , ,

Immagine

Cose che tranquillizzano

image

 
2 commenti

Pubblicato da su 10 ottobre 2012 in curiosità, Mondo

 

Tag: , , ,

La carta di credito di Google

Parte anche nel Regno Unito – dopo un test condotto in USA su oltre 1400 aziende – il lancio della carta di credito di Google, in partnership con Mastercard e Barclays.

Inizialmente potrà essere utilizzata per pagare l’acquisto di annunci pubblicitari testuali su AdWords (quelli che un utente si ritrova tra i risultati di una ricerca), business unit per cui lo scorso anno è stato registrato un fatturato pari a 37 miliardi di dollari, e che offrirà prestiti (o meglio, concederà credito) ai clienti AdWords per il pagamento delle inserzioni con un plafond mensile che varia tra i 200 e i 100 mila dollari.

Del doman non v’è certezza e quindi non è possibile escludere che questa carta possa avere presto altri impieghi. Due fatti sono certi: questa iniziativa rappresenta per Google l’ingresso nel mondo del credito e della finanza, e la scelta di partire dai clienti di un servizio che costituisce il suo sostentamento è estremamente strategica.

Al momento, Google spiega che“i clienti idonei riceveranno un invito con un ID personalizzato”. Per molti, ma non per tutti, dunque.

 
Commenti disabilitati su La carta di credito di Google

Pubblicato da su 9 ottobre 2012 in news

 

Tag: , , , , , ,

La privacy su Facebook? Dipende da “molti altri fattori”

Qualche anno fa, un mese dopo essermi iscritto a Facebook, nella sezione persone che potresti conoscere il social network mi ha proposto una persona che effettivamente conoscevo, mai contattata prima su FB: si trattava di CR (ne riporto solo le iniziali), una conoscenza occasionale, titolare di una struttura alberghiera in cui avevo alloggiato in Francia un anno prima con la mia famiglia. Tra me e CR, però, non ci sono mai stati contatti diretti, ne’ telefonate, ne’ mail, non abbiamo amici comuni ne siamo legati da gruppi o altri insiemi di utenti su Facebook. Gli unici contatti erano stati intrattenuti da mia moglie (che non è iscritta a Facebook), attraverso il suo indirizzo mail personale, che naturalmente non ho mai utilizzato. Risalendo cronologicamente a tutte le mail dei dodici mesi precedenti, ho trovato solo un paio messaggi – ricevuti da mia moglie – che riportavano il testo dei messaggio che lei aveva a sua volta ricevuto da CR.

Nella mia posta in arrivo, quindi, le uniche informazioni relative a CR erano contenute in due forward (due messaggi inoltrati). Con l’opzione trova amici sapevo che era possibile dare in pasto a Facebook i contatti, affinché li cercasse nei propri database. Ma nella mia rubrica di contatti non esiste alcun record relativo a CR.

Dunque, come faceva Facebook a propormi un’amicizia probabile, ma pressoché impossibile da recuperare secondo i canali dichiarati e ufficiali? Una casualità? Per carità, può darsi… ma de che?

Tempo dopo, sempre tra le persone che potresti conoscere, ecco la foto di un’altra persona, ER. Non è che la conosca, diciamo che la conosco di vista, è il cognato del mio amico MD (che non è iscritto a Facebook). Prima di vedere la sua foto non sapevo nemmeno quale fosse il suo cognome, io ed ER non siamo mai entrati in contatto diretto, non ho il suo indirizzo mail ed escludo che lui abbia il mio, sul social network non abbiamo amici comuni ne’ altre possibilità di essere aggregati su Facebook per altri motivi (nessuna preferenza comune, nessun like, niente, abitiamo a migliaia di km di distanza, quindi nemmeno le reti di Facebook ci potrebbero unire e lui dichiara di non aver mai cercato amici importando i propri contatti). Nella mia posta in arrivo non ci sono tracce del suo indirizzo, ma in passato è possibile che il mio amico MD mi abbia inviato almeno una mail che contenesse, nei destinatari o nel testo, il nome o l’indirizzo di ER.

Anche qui, dunque, Facebook mi ha proposto un’amicizia probabile, possibile, ma non rilevabile dai canali dichiarati e ufficiali. Quindi a cosa mi sono trovato di fronte, a un’altra casualità?

E com’è che, nel tempo, si sono ripetute molte altre casualità di questo tipo, ossia trovare su Facebook proposte di entrare in contatto con persone che effettivamente potevo conoscere, ma con le quali non avevo mai avuto contatti rilevabili dalla mia rubrica (fonte dichiarata da cui poter attingere dati)?

Facebook spiega che in persone che potresti conoscere “le persone vengono visualizzate in base agli amici in comune, alle informazioni relative a lavoro e istruzione, alle reti di cui fai parte, ai contatti che hai importato e a molti altri fattori”. Nei contatti che ho importato – per chi non se li ricorda, Facebook ha una cronologia – queste persone non ci sono mai state. Quindi, per le casualità di cui parlo, devo pensare che dipendano da quei molti altri fattori,  un po’ difficili da capire, non essendo neppure accennati nella Normativa sull’utilizzo dei dati pubblicata da Facebook, ma che potrebbero essere spiegati con un’analisi dei contenuti delle mail più invasiva di quanto sia ufficialmente dichiarato.

Non c’è da stupirsi, dal momento che – come scrive Marco oggi sul New Blog Times – Facebook fa largo uso di tecniche di Data Mining. E chissà cos’altro fa, per ottenere il maggior numero di informazioni possibili per profilare al meglio i propri utenti…

Per cui, oltre all’usuale prudenza che dovrebbe essere costante in tutto ciò che facciamo sui social network, suggerisco serenamente di utilizzare, per Facebook, un indirizzo mail apposito, che non viene utilizzato per altro.

 
1 Commento

Pubblicato da su 3 ottobre 2012 in business, news, privacy, social network

 

Tag: , , , , , , , ,

Per campioni di Limbo

TENSIONE IN METROPOLITANA A MILANOIl signore che vedete non è incastrato, si sta rovinando l’abito perché sta passando sotto una serranda abbassata dal personale dell’ATM in sciopero. Perché i treni ci sono e lui vuole prenderne uno…

 
2 commenti

Pubblicato da su 2 ottobre 2012 in news

 

Tag: , , , ,

Anche questo è digital divide

image

Per questa lettera scritta a Silvio Berlusconi, il signor Lavitola aveva preso molte precauzioni, per assicurarsi che nessuno potesse aprirla o intercettarla. Il fatto che ora sia finita alla stampa, e diventata quindi di dominio pubblico, ha consentito a tutti di leggerne i contenuti, la cui importanza va molto al di là degli errori grammaticali e ortografici che giornali e telegiornali hanno tenuto a sottolineare per l’abitudine di rimanere in superficie.

 
2 commenti

Pubblicato da su 29 settembre 2012 in News da Internet

 

Tag: , , , , , ,

La crisi

image

Ore 8.50, Carugate. Persone in coda fuori dall’Apple Store per acquistare un iPhone 5, in vendita – anche online con consegna gratuita a domicilio (sì, senza code) – a partire da 729 euro.

 
1 Commento

Pubblicato da su 28 settembre 2012 in news

 

Tag: , , , , ,

L’età del motorino

Google oggi compie quattordici anni e spegne altrettante candeline. Oggi? In effetti non è facile capire quale sia la data corretta del “compleanno” e forse non hanno le idee chiare nemmeno a Mountain View, dato che in passato – come ricorda Webnews – i festeggiamenti sono caduti in altre date, ma sempre nel mese di settembre.

C’è da festeggiare? Sì e no: giusto dopo un’operazione molto scenica – l’estensione di Street View alla Grande Barriera Corallina e ad alcuni stupendi scenari marini, dalle Filippine alle Hawaii, che attirerà molto pubblico e molto traffico – Google registra l’ordine di arresto di Fabio Jose Silva Coelho, (il suo numero uno in Brasile), a causa della mancata rimozione di due video pubblicati su YouTube e ritenuti diffamatori nei confronti di Alcides Bernal, candidato sindaco della città di Campo Grande.

Quattordici anni sono comunque un’epoca, per un’azienda nata in un garage di Menlo Park che oggi da’ lavoro a 55mila persone ed è ai vertici del web e di molti altri settori di mercato (dall’advertising alla telefonia mobile). In ogni caso, buon compleanno.

 
Commenti disabilitati su L’età del motorino

Pubblicato da su 27 settembre 2012 in Internet

 

Tag: , , , , , ,

Huffington Pre

Da oggi è online l’edizione italiana dell’Huffington Post, diretto da Lucia Annunziata. Al netto dei contenuti e delle cornici pubblicitarie, il primo impatto con l’impostazione grafica della prima pagina del primo giorno fa pensare ad un sito web di dieci/dodici anni fa. In verità la struttura è simile all’edizione US, in Italia però troviamo cappelli e sottotitoli a profusione esposti, a mio parere, con poco appeal. Quasi quasi preferisco Dagospia (che a mio avviso, come livello grafico, sta al piano interrato).

P.S.: per leggere l’edizione americana, l’indirizzo è http://www.huffingtonpost.com/?country=US

P.S.II: titolo precedente di questo post: Fuffington Post

 
2 commenti

Pubblicato da su 25 settembre 2012 in Internet, media, news, News da Internet

 

Tag: , , , , , , ,

Cose senza senso: la guerra dei font

Ma che senso ha la guerra dei font, che ha come protagonisti i sostenitori del Comic Sans contrapposti ai suoi strenui detrattori?

La scelta del font è una forma di libertà di espressione e, potendo scegliere, ognuno è libero di utilizzare il carattere che preferisce. Ma il fatto stesso che ne esistano tipologie differenti fa capire che possono esistere più criteri di utilizzo: un testo trasmette un messaggio o un’informazione, ma al di là dei contenuti, il font scelto per scriverlo ha innanzitutto una funzione.

Non è certo obbligatorio conoscere quella prevista da chi l’ha inventato, ma esserne consapevoli spesso aiuta nella scelta: perché un font può piacere a chi scrive, ma non piacere a chi legge, e qui stiamo parlando di un fattore soggettivo come il gusto. Ci sono occasioni di espressione libere e altre che richiedono il rispetto di una forma più seria. Last but not least, esistono casi in cui andrebbe considerata anche la leggibilità. Anzi, a mio avviso, nella scelta di un font da utilizzare, credo che i fattori da considerare vadano proprio in quest’ordine: leggibilità, forma e gusto (LFG).

Chi conosce le differenze tra graziati e bastoni sa di cosa parlo: graziati e bastoni non sono due gruppi di persone che si fanno la guerra, ma sono due diversi insiemi di caratteri.

I graziati hanno le grazie, che sono piccole appendici poste alle estremità (nella figura a lato, sono evidenziate da un cerchietto rosso). I più diffusi e conosciuti sono quelli della famiglia “Times” (come il Times New Roman) o “New York”. Come si intuisce dal loro nome, rendono il carattere più aggraziato e per questo sembrano assolvere ad una funzione estetica che potrebbe rendere il font adatto a un impiego importante, serio e formale.

In realtà, una parte di queste grazie soddisfa proprio la leggibilità: al di là del fatto che i caratteri abbiano un ingombro preciso e un’altezza sempre pressoché identica, i caratteri che hanno le grazie poste alla base delle singole lettere, visti in successione, vanno a formare una linea semi-invisibile che agevola la lettura, quasi come se quello stesso testo fosse scritto in un quaderno a righe.

Ovviamente questa caratteristica si presta all’impiego in testi di una certa densità ed estensione. Pensiamo ad un libro, agli articoli di un quotidiano, ad un contratto, o a qualunque altro testo che contenga molte parole distribuite su varie righe: scritto con un carattere graziato, si presterà ad una lettura più agevole e che non affatichi troppo la vista.

I bastoni sono tutti quei caratteri senza grazie, che non sono ne’ sgraziati ne’ disgraziati, semplicemente le loro lettere sono prive di appendici e le linee che li compongono hanno estremità definite in modo semplice e netto. Fanno parte di questa famiglia, ad esempio, i font Arial, Helvetica, Verdana e molti altri.

Questa linearità del carattere – e l’assenza di quella linea semi-invisibile che ho descritto prima – comporta però un’idoneità in testi più brevi, ad esempio il titolo del capitolo di un libro, o di un articolo di giornale, o ancora nella segnaletica e nella cartellonistica. Non è un caso che – volutamente – questo tipo di font venga utilizzato nei contratti e, soprattutto, in paragrafi o clausole scritti in modo densissimo e su molte righe: è una scelta tattica per indurre il lettore a soprassedere sui contenuti, la cui lettura è stata appositamente resa faticosa (e alla fine il cliente firma, pur senza aver letto tutto ciò che gli sarebbe interessato, anzi trascurando ciò che meritava più attenzione).

Detto questo, si può considerare che ogni font possa avere un impiego adatto, generalmente quello per cui è stato pensato da chi l’ha creato. E veniamo al vituperato Comic Sans, che è stato creato da Vincent Connare e inserito da Microsoft nei font resi disponibili nel Plus Pack di Windows 95 e nella versione OEM del sistema operativo (la versione che si trova preinstallata sui computer dal costruttore). Si chiama Comic perché ispirato ai caratteri utilizzati nei fumetti, mentre Sans è semplicemente una contrazione di sans-serif, ossia senza grazie. Connare ha sempre dichiarato di averlo ideato perché fosse utilizzato in soluzioni software per bambini, ma solo nelle interfacce e non come carattere utilizzabile dagli utenti.

La sua presenza nel set standard dei font Microsoft ha riscosso un gradimento tale da renderlo molto utilizzato ed è per questo motivo che molti lo utilizzano anche in documenti formali e ufficiali, con la possibilità che il destinatario storca il naso. C’è chi ritiene che vada addirittura abolito: è la posizione di Dave e Holly Combs, due grafici che – evidentemente stanchi di vederne utilizzi ritenuti impropri – hanno varato una campagna denigratoria con il sito Ban Comic Sans.

In linea di principio, io mantengo una posizione meno radicale e faccio parte di quella corrente che segue il criterio LFG, sono per una ragionevole (e ragionata) libertà di scelta. A me non piace molto vedere documenti ufficiali, fatture di vendita, certificati o contratti scritti in Comic Sans, e quando mi capitano sotto gli occhi penso sempre “avrei scelto un altro font” (come nel caso della presentazione realizzata al CERN sul bosone di Higgs), ma in ambito editoriale – o comunque per quanto riguarda ciò che si scrive – credo esistano altre storture da contrastare e correggere con energia, come l’utilizzo approssimativo – o indecente – della lingua italiana (le cui regole fanno parte dei programmi della scuola dell’obbligo).

Anche perché, diciamola tutta, il Comic Sans non è certo l’unico carattere soggetto ad abusi (e non solo estetici)…

 
1 Commento

Pubblicato da su 20 settembre 2012 in news

 

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

iOS 6, mappe apocalittiche?

Oltreoceano segnalano che, sul sistema operativo iOS 6 di Apple (quello utilizzato su iPhone, iPod Touch e iPad), l’indipendenza da Google Maps ha avuto conseguenze apocalittiche su alcuni luoghi…

image

La Statua della Libertà (o ciò che ne rimane sulle mappe di iOS 6)

image

Il ponte di Brooklyn (forse)

 
1 Commento

Pubblicato da su 19 settembre 2012 in cellulari & smartphone, Internet, news, News da Internet, tablet, tecnologia

 

Tag: , , , , , ,

Eventuale

image

Utile e opportuna, la precisazione del direttore del Dipartimento Finanze del ministero dell’Economia e delle Finanze Fabrizia Lapecorella dopo l’audizione alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati, relativa alle possibilità di un intervento sull’IMU.

Possibilità che spettano unicamente al governo (si disilluda chi sperava nel Pulcino Pio), e che fondano concretezza e attuabilità in un’unica parola, quell’aggettivo lieve che l’ufficio stampa del ministero ha tenuto a inserire già nel titolo del comunicato.

In altre parole: Ma de che?

 
Commenti disabilitati su Eventuale

Pubblicato da su 18 settembre 2012 in istituzioni, Mondo, news

 

Tag: , , , , , , , ,

iPhone 5, il più…?

L’iPhone 5 è il modello più nuovo, ma paradossalmente è anche il meno innovativo che Apple abbia presentato dal 2007 ad oggi.

E’ vero: sono cambiate le dimensioni (è più alto, sottile e leggero), il processore A6, la fotocamera (sempre da 8 Megapixel, ma con funzionalità migliorate), il connettore dock, lo slot per NanoSIM, tre microfoni e una tecnologia che migliorano la qualità della voce, il WiFi potenziato, la connettività LTE,  una batteria con maggiore autonomia… non mi dilungo in ulteriori dettagli che potrete trovare altrove, ma constato che – pur trattandosi di un dispositivo progettato ex novo e quindi “tutto nuovo” – non è una sorpresa.

Non perché le sue caratteristiche siano già state ampiamente anticipate da un tecno-gossip senza precedenti (in passato Apple aveva esercitato un migliore controllo sulle informazioni dei progetti in corso), ma perché – a mio avviso – l’iPhone 5 è stato presentato con novità che sono delle migliorie, seppur corpose, di funzionalità già presenti nel modello precedente, in un momento in cui la concorrenza ne propone di nuove.

Di questo credo che Apple sia molto più consapevole di quanto non voglia far credere, nonostante Phil Schiller – senior vice president Worldwide marketing di Apple – abbia giustificato alcune illustri assenze: il nuovo iPhone, secondo il manager, non sarebbe dotato dell’attesa tecnologia NFC (che permette di utilizzare un telefonino come uno strumento di pagamento elettronico) perché nel sistema operativo iOS 6 è presente Passbook, con cui è possibile acquistare e conservare biglietti, abbonamenti, coupon e carte di imbarco. L’altra assenza, quella del caricabatterie wireless, è dovuta al fatto che non avrebbe escluso la necessità di inserire una spina in una presa a muro.

Ci sono anzi delle novità fastidiose: il nuovo connettore dock implica l’utilizzo di un nuovo cavetto (e, quindi, l’impossibilità di riutilizzare quelli dei modelli precedenti) e lo slot per la NanoSIM certamente non sarà gradito a chi stava pensando di cambiare telefono. Non è un grosso problema, ma è… una noia in più.

 
4 commenti

Pubblicato da su 13 settembre 2012 in business, cellulari & smartphone, telefonia, TLC

 

Tag: , , , ,