Da alcuni rumors in circolazione, si scopre che YouTube presto fornirà anche contenuti premium a pagamento e a questo scopo – come riferiscono l’azienda di advertising Ad Age e il Wall Street Journal– ha contattato un piccolo gruppo di produttori TV per chiedere loro “di presentargli delle applicazioni in grado di creare canali con per il cui accesso gli utenti dovranno pagare”:
Secondo quanto ha anticipato Ad Age, inizialmente ci sarà un piccolo gruppo di “canali”, probabilmente intorno a 25. La suddivisione dei profitti pare orientata al rapporto 45/55 per cento, come già avviene per la pubblicità su YouTube. Anche i partner, a quanto sembra, potrebbero inserire delle pubblicità nei loro canali a pagamento ma non è ancora chiaro in quale forma. Tra l’altro, su canali che si pagano, c’è da fare attenzione a non urtare la suscettibilità degli spettatori: potrebbe trasformarsi in un’arma a doppio taglio.
Questo non significa che YouTube si trasformerà in piattaforma pay, ma che predisporrà canali specifici con accesso a pagamento, estendendo quindi il modello di business pay-per-view di YouTube Live, mentre gli UGC (User Generated Content, ossia i contenuti generati dagli utenti e caricati sulla piattaforma) continueranno ad essere free, con la stessa regolamentazione di oggi.
È stato presentato il nuovo Nuovo Office, e debutta la versione 365 Home Premium. È interessante: può essere scaricato e installato su computer (fino a 5, PC o Mac) o essere basato su cloud e – per un abbonamento di 99 Euro/anno – comprende Word, Excel, Access, PowerPoint, OneNote, Publisher e Outlook. Oltre alle applicazioni, c’è uno spazio SkyDrive pari a 27 GB più un’ora di telefonate a pagamento su Skype.
Microsoft sta puntando molto alle versioni 365 orientate al cloud, offerte ad un prezzo più conveniente di quello applicato alle installazioni convenzionali. Ecco i prezzi delle altre versioni, che valgono per un solo computer (ad eccezione della 365 dedicata agli studenti):
– Office Home and Student 2013, 119,00 euro
– Office Home and Business 2013, 269,00 euro
– Office Professional 2013, 539,00 euro
– Office 365 University, 79,00 euro/anno (per due computer).
Nella prima metà di dicembre, Trenord ha fatto subire al suo personale e ai suoi passeggeri seri problemi organizzativi: una piattaforma gestionale non adeguatamente collaudata ha perso i turni di lavoro dei ferrovieri e questo si è tradotto in un caos che ha portato a notevoli ritardi e a numerose cancellazioni di treni. In questo post avevo buttato lì un pensiero, dettato dalla mia modesta esperienza nei sistemi informativi e gestionali:
Riflessione da tecnico: mi auguro che questi “buchi” nei turni degli orari di lavoro non si ripercuotano in altri “buchi” negli stipendi dei ferrovieri, che hanno effettivamente lavorato nonostante il loro turno non fosse registrato e formalizzato sul sistema.
L’incubo della settimana nera di dicembre sulle linee TreNord prosegue. Questa volta però non si tratta delle costanti giornate di passione dei pendolari, ma degli stipendi dei ferrovieri che in busta paga si sono ritrovati anche con 200 o 300 euro in meno.
La disfatta del sistema informatico «Goal rail» e il passaggio al vecchio software avrebbe disperso i dati sulle prestazioni del personale: straordinari, lavoro notturno, festivi, diaria di trasferta e condotta. La denuncia arriva dal sindacato autonomo Or.sa. Insomma, il blackout del mai collaudato sistema informatico ha avuto ripercussioni anche sulla contabilità inghiottendosi le ore trascorse dai ferrovieri sui treni. Morale: TreNord non sapeva più quanto spettava ai propri macchinisti e capitreno.
Gizmodo ha anticipato un trailer di jOBS, una sorta di biografia cinematografica di Steve Jobs (non basata su quella ufficiale). Ashton Kutcher, che nel film interpreta proprio Jobs, si dichiara molto soddisfatto.
Peccato che l’altro Steve – Steve Wozniak – che ha fondato Apple insieme a Jobs, sia intervenuto nei commenti e abbia risposto alla recensione, smontando e smentendo tutto ciò che viene descritto nella clip. Nel suo intervento, Woz fornisce una spiegazione articolata che inizia così:
Nel mondo degli spot pubblicitari ci sono cose belle, spot efficaci e ciofeche assolute. Al netto del gradimento verso il prodotto che rappresenta, questo spot del nuovoMS Internet Explorer non mi sembra affatto una ciofeca, ma per ritenerlo efficace dovrei essere convinto che uno spot pubblicitario serva a vendere far utilizzare un browser.
Il mondo degli smartphone sta per popolarsi di sistemi operativi alternativi ai leader del mercato: dopo l’annuncio di Ubuntu for Phones, ecco in dirittura d’arrivo Firefox OS. Interessante perché anche lui – come Ubuntu – spinge sull’uso di formati open e di HTML5, aprendo le porte ad un mondo alternativo a quei walled garden rappresentati dagli store che oggi conosciamo.
Annegata in un aggiornamento intitolato Variazione dei prezzi base delle telefonate da casa – Semplificazione tariffaria 1° aprile 2013 su 187 news, la notizia dell’aumento del canone Telecom potrebbe quasi passare inosservata. È vero che è importante segnalare che dal 1° aprile 2013 i prezzi base delle telefonate “diventano ancora più chiari e semplici” con l’introduzione di un prezzo unico per tutte le chiamate (verso numeri di telefonia fissa o mobile, leggete la tabella nell’articolo linkato per farvi un’idea, non è detto che ci sia un risparmio), ma la variazione del costo fisso dovrebbe avere maggiore risalto…
Alla stessa data varierà anche il costo per l’abbonamento al servizio telefonico di base, che passerà da 16,64 €/mese (IVA inclusa) a 17,40 €/mese (IVA inclusa). Precisiamo che non subirà alcuna variazione il costo dell’abbonamento per i clienti di linee ISDN, linee con attive le offerte Voce Senza Limiti, Internet Senza Limiti, Tutto Senza Limiti, Alice Casa, per tutti i Clienti aventi diritto alle condizioni agevolate previste dalle delibere 314/00/CONS e 330/01/CONS e per i clienti titolari della Carta Acquisti (c.d. Social Card). Ti informiamo inoltre che sempre dal 1° aprile 2013 l’importo da pagare in caso di esercizio del diritto di recesso dal contratto di abbonamento al servizio telefonico di base e/o al servizio ADSL sarà unificato e ridotto a 34,90 € (IVA inclusa). Detto importo sarà applicato in ogni caso di cessazione del rapporto contrattuale non imputabile a Telecom Italia e anche oltre i primi 12 mesi di durata contrattuale. Ti precisiamo che detto importo non verrà addebitato nei casi in cui il cliente eserciti il diritto di recesso per effetto di variazioni contrattuali comunicate dall’operatore ai sensi della normativa vigente. Pertanto, gli articoli 3 e 20 delle Condizioni Generali di Abbonamento al servizio telefonico di base e gli articoli 23 e 31 delle Condizioni Generali al Contratto dell’Offerta ADSL sono modificati di conseguenza. Qualora non intendessi accettare le nuove condizioni economiche e/o contrattuali, puoi esercitare il diritto di recedere dal contratto senza costi dandone comunicazione scritta entro il 31 marzo 2013 all’indirizzo “Telecom Italia Servizio Clienti Residenziali, Casella Postale n.211 – 14100 Asti” o via fax al numero gratuito 800.000.187. Se desideri conoscere ulteriori informazioni sulle variazioni dei prezzi, sulle condizioni contrattuali e sulle modalità del recesso è possibile chiamare il Servizio Clienti 187. Dal 1° aprile 2013 i contratti aggiornati a seguito delle modifiche sopra indicate potranno essere scaricati su questo sito o richiesti al Servizio Clienti 187.
Rimango sempre affascinato dal modo con cui Google News riesce a classificare le notizie che aggrega, come quando la latitanza di Fabrizio Corona finisce in Scienza e Tecnologia.
Se siete molto attivi sul web e siete convinti – e ne avete ben donde – che la vostra privacy sia un valore e un diritto irrinunciabile, DeleteMe è l’app che fa per voi.
Foto, dati personali con indirizzi e numeri telefonici, orientamenti politici, religione, stato di salute sono dati utilissimi alle aziende che fanno data mining e text mining e a chi si occupa di profilazione degli utenti, soprattutto nel mondo dell’advertising, che sostiene tutte quelle attività accessibili gratuitamente su Internet.
DeleteMe va installata e alimentata con i dati personali dell’utente. Sarà l’app (al momento disponibile solo per iPhone e iPad) ad effettuare una scansione del web per trovare le pagine che li contengono e proporle, in un elenco, allo stesso utente, che potrà selezionare i siti web da cui vorrà essere cancellato. Sarà lo staff di Abine (l’azienda che ha realizzato l’app) ad occuparsi degli aspetti burocratici (la prima volta il servizio è a costo zero, eventuali richieste successive saranno fatturate).
In occasione del CES, la scorsa settimana, Dell ha presentato il suo Project Ophelia, che si identifica in un dispositivo sviluppato da Wyse che ha l’aspetto di un gadget, ma che in realtà è – probabilmente – il PC più tascabile del mondo.
Ha dimensioni paragonabili a quelle di una chiavetta, è dotato di sistema operativo Android 4.1, si può collegare alla porta USB di un televisore HD che supporta lo standard MHL e sfrutta le tecnologie wireless (Bluetooth e Wi-Fi) per collegarsi alle periferiche (a partire da tastiera e mouse/ trackball) e alla rete, condividendone così le risorse.
Possibili impieghi: innanzitutto potrebbe aggiungere funzionalità di Smart TV a monitor e televisori (collegamento Internet, riproduzione di contenuti multimediali), e offrire all’utente l’accesso al web e al proprio account di servizi di cloud computing, anche in casi di urgenza e in condizioni di “emergenza” (non a caso in alcune notizie rete viene chiamato anche CloudStick).
Un progetto interessante da seguire nelle sue evoluzioni (la commercializzazione dovrebbe essere avviata a metà 2013), per capire le reali potenzialità di questo nuovo microcomputer e per il prezzo, che potrebbe essere intorno ai 50 dollari.
Eccola, l’attesa novità di Facebook. Si chiama Graph Search ed è l’evoluzione della ricerca oggi disponibile nel popoloso social network. La nuova feature, presentata al pubblico proprio oggi, permetterà all’utente di fare ricerche avanzate, legate alle proprie amicizie, ai like pubblicati, ai contenuti condivisi, alla città di appartenenza, eccetera.
Interessante notare che Facebook ha circa un miliardo di utenti, dei quali oltre la metà (intorno ai 600 milioni) è attiva da smartphone. E tutti questi utenti potrebbero affezionarsi a queste nuove possibilità social di ricerca, agevolmente integrabili con applicazioni di geolocalizzazione e con finalità pubblicitarie. A scapito del leader del momento, Google. Che certamente reagirà…
Era ora che la ricerca in Facebook migliorasse. Questa evoluzione era attesa da molti utenti, che lamentavano la pochezza della funzione di ricerca nota fino ad oggi e per questo, probabilmente, non verrà ritenuta una rivoluzione come Mark Zuckerberg vorrebbe.
Personalmente mi ha sorpreso di più l’idea (varata finora a titolo sperimentale) di far pagare i messaggi spediti ai non-amici, una sorta di antispam forzato.
Sarà operativo da domani, 11 gennaio, il nuovoEC3 – Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica, con l’obiettivo di una rete Internet libera, aperta e sicura.
L’EC3 si concentrerà sulle attività illegali online compiute dalla criminalità organizzata, in particolare gli attacchi diretti contro l’e-banking e altre attività finanziarie online, lo sfruttamento sessuale dei minori online e i reati che colpiscono i sistemi di informazione e delle infrastrutture critiche dell’UE.
Il Centro, inoltre, contribuirà a promuovere la ricerca e lo sviluppo, ad assicurare lo sviluppo di capacità da parte delle autorità incaricate dell’applicazione della legge, dei giudici e dei pubblici ministeri e a effettuare valutazioni delle minacce, compresi analisi delle tendenze, previsioni e allarmi rapidi. Per smantellare un numero maggiore di reti criminali informatiche e perseguire più indiziati, l’EC3 dovrà raccogliere e trattare dati relativi alla criminalità informatica e fungere da help desk per le unità di contrasto dei paesi dell’UE. Il Centro offrirà sostegno operativo ai paesi dell’UE (ad esempio contro le intrusioni, la frode, l’abuso sessuale di minori online, ecc.) e fornirà competenze tecniche, analitiche e forensi di alto livello nelle indagini congiunte dell’UE.
5.495 siti web sono attualmente censurati in Italia
45 con singoli provvedimenti dell’autorità giudiziaria o di organi amministrativi
1.153 dal CNCPO (Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online).
4.297 da AAMS (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, già Azienda Autonoma dei Monopoli di Stato).
Come spiega la pagina Tecnologie del sito dell’Osservatorio, la censura in Italia viene attuata dagli Internet Service Provider con una o entrambe questi sistemi:
Falsificazione del dominio – L’ISP configura i name server usati dai propri clienti in modo che rispondano che il dominio non esiste, oppure che dirigano la richiesta verso specifici server web contenenti una pagina di errore.
Intercettazione del traffico verso l’IP – L’ISP agisce sulla propria rete in modo che il traffico diretto al IP del server che ospita il sito censurato non sia inoltrato a destinazione.
E’ utile sottolineare che la censura attuata con questi metodi è facilmente aggirabile, utilizzando name server alternativi. Molti utenti, per motivi assolutamente legittimi, fanno già uso di servizi differenti che non risentono del provvedimento censorio e anche per questo motivo – come conclude oggi Marco Valerio Principato su The New Blog Times – la censura attuata in questo modo è solamente un meccanismo dall’efficacia nulla e dai costi tutt’altro che nulli, sia per i provider, sia per le Istituzioni.
[…] Tra le ipotesi al vaglio delle telco, la creazione di una newco in cui far confluire le infrastrutture e i debiti associati a questi asset. Il nuovo veicolo, secondo il Financial Times, potrebbe essere usato come base wholesale per tutti gli operatori, con benefici legati alle economie derivanti dagli acquisti in comuni di attrezzature. Sarebbe inoltre facilitato l’accesso ai finanziamenti, pubblici e privati, per la realizzazione delle reti di nuova generazione.