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Il limite superato dal New York Post

NYPost1Questa è la copertina del New York Post di ieri, con la foto di un uomo che tenta di salvarsi dopo essere stato spinto sui binari della metropolitana. Tutto è accaduto nell’arco di pochissimi secondi e per l’uomo non c’è stato scampo, come si intuisce dal titolo che dice “Spinto sui binari della metropolitana, quest’uomo sta per morire – SPACCIATO”. Unanime lo sdegno manifestato dai lettori per l’autore dello scatto, accusato di aver preferito immortalare questo istante anziché tentare di salvare la vittima. Il fotografo, illustrando l’accaduto, spiega di aver scattato le foto al treno in arrivo  dopo aver sentito delle urla, da una posizione troppo distante per intervenire e senza avere la percezione di ciò che stava realmente accadendo: “L’aspetto triste è che c’erano altre persone vicino alla vittima, che hanno visto e non hanno fatto nulla, le potete vedere nelle fotografie” ha aggiunto il fotografo.

NYPost2Metto da parte il fotografo e le sue giustificazioni, che non giudico (è vero, la foto ha buona inquadratura e messa a fuoco, ma l’autore è un professionista). Faccio un passo oltre e, umanamente parlando, trovo molto triste il pensiero che un direttore – o un editore – scelga di mettere quella foto in copertina. Non ci vedo alcun diritto di cronaca, solo l’intenzione di calamitare l’attenzione del maggior numero di lettori possibile, che significa vendere più copie del giornale. Un comportamento che fa scuola, induce a fare altrettanto, facendo sprofondare a livelli di sciacallaggio un mestiere molto più nobile.

 
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Pubblicato da su 5 dicembre 2012 in news, News da Internet

 

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Back to blog

Sono stato un paio di settimane offblog per impegni di lavoro e di famiglia. Gli argomenti su cui scrivere sarebbero molti, ma per ora mi limito a un paio di considerazioni:

  • A Dubai è in corso la 2012 World Conference on International Telecommunications (WCIT), un meeting a porte chiuse organizzato dall’ITU (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni) sulle possibilità di una riorganizzazione e di una regolamentazione della Rete da parte dei governi mondiali. L’argomento e la mancanza di trasparenza sui temi in discussione inducono ad osservarne i lavori con molta attenzione, ma dire che questa conferenza metterà il bavaglio al web – come racconta la petizione varata da Google – è fuorviante e prematuro. Per inciso, il principio dichiarato alla base dell’iniziativa di Google è sacrosanto, ma stiamo pur sempre parlando di un’azienda che fonda i propri interesse sulla libera circolazione delle informazioni, utilizzata per veicolare il proprio business pubblicitario (e qualunque vincolo posto su questo fronte può trasformarsi un una criticità). In ogni caso, le proposte di regolamentazione che scaturiranno dalla conferenza dovranno poi essere recepite dai governi che fanno parte dell’ITU, ognuno con il proprio iter e i propri tempi. Personalmente penso sia più efficace intervenire a questo sub-livello, anziché aderire alla petizione promossa da Google, che mi sembra un’operazione di marketing.
  • News Corp annuncia la chiusura di The Daily, il quotidiano concepito per l’iPad che il gruppo di Rupert Murdoch ha lanciato nel febbraio 2011. 100mila abbonati non hanno costituito un bacino di utenza sufficiente a far funzionare il modello di business sostenuto da un abbonamento annuo (39,99 dollari) oppure settimanale (99 cent). Il fallimento dell’iniziativa non è certo attribuibile al prezzo imposto ai lettori, ma ad altri fattori come la scelta dell’esclusività della piattaforma di distribuzione (solo per iPad) e la proposta di contenuti troppo generalisti, che potrebbero aver impedito alla testata di intercettare le esigenze di un determinato pubblico. Appuntamento alla prossima iniziativa di publishing digitale.
 
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Pubblicato da su 5 dicembre 2012 in business, comunicazione, Internet, istituzioni, media, news, News da Internet, tablet

 

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Social Jobs: Facebook sfida LinkedIn

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Ecco l’idea di Facebook per entrare in competizione con realtà social più “serie”: la Social Jobs App.

La nuova app parte con numeri interessanti, vantando già 1.700.000 di offerte di lavoro, forte del supporto di società leader del settore come BranchOut, DirectEmployers Association, Jobvite e Monster.

Al momento è attiva negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ma per vedere l’introduzione della sua eventuale localizzazione italiana potrebbe essere solo questione di tempo: in ogni caso, rappresenta un canale in più che ha le potenzialità per infastidire realtà cone LinkedIn, ma anche i portali specializzati in job search che, negli ultimi tempi, hanno evoluto i propri servizi affinando il motore di ricerca interno e introducendo opzioni tipiche dei social network.

 
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Pubblicato da su 16 novembre 2012 in Internet, Mondo, news, News da Internet, social network

 

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Skype, problemi di reset della password

Su Skype è stato disattivato il reset della password: Microsoft si è vista costretta a questa contromisura a causa di una grave vulnerabilità che potrebbe portare, attraverso l’e-mail dell’utente, a violarne la password e la riservatezza del suo account.

La pericolosa falla riguarda utenti che hanno più account su Skype, ma associati ad un unico indirizzo e-mail. Ad un malintenzionato sarebbe sufficiente conoscere una di queste associazioni (account+e-mail) per creare un nuovo account Skype farsi inviare da Skype il reset token della password. Opzione che ora è stata temporaneamente bloccata e che sarà ripristinata non appena Microsoft avrà risolto il problema.

 
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Pubblicato da su 14 novembre 2012 in news, News da Internet

 

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Cambiamenti epocali (più o meno)

Google sta introducendo una modifica che al momento è visibile agli utenti che lo utilizzano in lingua inglese, ma probabilmente sarà presto estesa a tutti gli utenti: la barra delle opzioni che normalmente si vede verticalmente nella colonna a sinistra (quella con le voci Web, Immagini, Mappe, Video, eccetera) è stata posta in orizzontale in cima alla pagina dei risultati della ricerca (come si vede nella figura, con un doppio clic è possibile ingrandirla).

La modifica è verosimilmente dovuta all’intenzione di andare incontro al crescente utilizzo di dispositivi con display di dimensioni ridotte, come smartphone e tablet. Ne guadagna sicuramente la fruibilità – in questo caso leggibilità – per gli utenti che navigano in mobilità.

 
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Pubblicato da su 7 novembre 2012 in business, cellulari & smartphone, news, tablet

 

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Facebook: prima bacheca, poi diario, ma forse…

Pare che Facebook, visto il non proprio unanime gradimento riscosso dal Diario (o Timeline), stia meditando qualche adeguamento che potrebbe essere più apprezzato dagli utenti:

“stiamo effettuando un ristretto test di questo nuovo aspetto in maniera globale. Attualmente è in prova su un ristrettissimo numero di utenti. Il diario non apparirà diverso finché non si scorre la pagina in basso, dopo l’ultima attività recente e dopo i moduli applicazioni”

 
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Pubblicato da su 5 novembre 2012 in Internet, social network

 

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Tre milioni in tre giorni

Presentati il 23 ottobre e messi sul mercato a partire dal 2 novembre, il nuovo iPad di quarta generazione e l’iPad Mini hanno già toccato quota tre milioni di unità vendute. Dal comunicato diffuso da Apple non si capisce però lo share, non si sa quanto sia grande la fetta riservata all’iPad, ne’ quella del Mini. Comunque vada, è già un successo. Almeno per ora.

 
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Pubblicato da su 5 novembre 2012 in Mondo, tablet, tecnologia

 

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Sandy a New York: bufale e verità nelle foto sul web

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Se avete visto sul web immagini impressionanti sull’uragano Sandy mentre si abbatte su New York e sui suoi effetti, sappiate che potrebbero essere dei fake, cioè delle bufale, realizzate ad arte con fotomontaggi, o più semplicemente con immagini che riguardano luoghi ed eventi differenti accaduti in passato. Alexis C. Madrigal ne fa un piccolo (ma utile) resoconto in un articolo su The Atlantic.

È un ennesimo promemoria per ricordare a tutti di non prendere per oro colato tutte le verità che girano in rete. Le bufale sensazionalistiche sono davvero inutili, soprattutto se la realtà supera la fantasia di chi le ha concepite…

 
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Pubblicato da su 30 ottobre 2012 in media, Mondo, News da Internet, truffe&bufale

 

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Consapevolezze

L’articolo I nostri dati di Facebook venduti per pochi spiccioli pubblicato oggi da Jack svela il mercato dei dati personali carpiti agli utenti dei social network e narra dell’impresa di Bogomil Shopov, che avrebbe acquistato i dati di un milione di utenti di Facebook per 5 dollari senza incontrare alcun ostacolo. Con quali criteri quei dati siano stati raccolti e aggregati non si sa, per cui forse quell’insieme di informazioni vale davvero poco, anche dal punto di vista del marketing. Nulla di nuovo, comunque, per quanto riguarda la mancanza di privacy nel social network, almeno per chi sa cosa significa condividere dati e informazioni (cosa che implica, prima o poi, la loro diffusione anche in sfere più ampie di quelle che l’utente si illude di poter controllare).

Altro aspetto svelato dell’articolo è che la Bulgaria è un ex Paese Sovietico (in realtà faceva parte del Blocco Orientale, ma non dell’Unione Sovietica, consideriamo il fatto che me lo ha appena spiegato un mio coetaneo bulgaro).

 
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Pubblicato da su 29 ottobre 2012 in News da Internet

 

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Segnale orario

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Adesso dovreste tirare indietro di un’ora il vostro orologio (se già non l’avete fatto).

 
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Pubblicato da su 28 ottobre 2012 in Life

 

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Help!

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Ci si aspettava che Apple ieri presentasse l’iPad mini, e l’ha fatto.
Però – oltre al nuovo sottilissimo iMac e al nuovo MacBook con display Retina da 13″ – ha presentato anche il nuovo iPad, cioè la quarta generazione, che fa diventare vecchio l’iPad di terza generazione (di cui riprende l’aspetto estetico), uscito sul mercato come “nuovo iPad” più o meno sei mesi fa.

E adesso cosa farà chi era corso a sostituire il suo iPad 2 con il “nuovo iPad” nei mesi scorsi?

 
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Pubblicato da su 24 ottobre 2012 in business, computer, news, tablet, tecnologia

 

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Tutto sotto controllo?

Si avvisano i signori utenti che, a partire da domani  da gennaio, tutti i dati personali relativi ai loro contratti per servizi di telefonia o di connettività Internet saranno comunicati periodicamente all’anagrafe tributaria per concorrere al redditometro.
In altre parole, l’Agenzia delle Entrate riceverà dagli operatori tutti i dati dei consumi di tutti i servizi di telecomunicazioni di tutti gli utenti: non solo telefonia fissa, ma anche mobile, connettività wired (cablata) o wireless (senza fili).

Dal telefono di casa allo smartphone di ultima generazione, dall’ADSL alla chiavetta per collegarsi a Internet, con tutto ciò che si trova nel mezzo: tutte le spese originate da questi dispositivi e dai servizi che veicolano saranno monitorate e misurate, per essere poi confrontate con il reddito dell’intestatario e con i dati del soggetto che provvede al pagamento (che può essere diverso dal titolare del contratto).

A proposito di pagamento, quando questo verrà effettuato tramite lo smartphone, tutto convergerà in un unico strumento, facilitando la vita all’utente, ma anche a chi riceve e utilizza tutti quelle informazioni.

Auspicando che il sistema di raccolta ed elaborazione dei dati sia gestito in modo sicuro…

UPDATE: fino alla scorsa settimana, l’entrata in vigore di questo provvedimento era fissata per domani, 23 ottobre 2012. Il termine è stato rinviato al 22 gennaio 2013

 
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Pubblicato da su 22 ottobre 2012 in Buono a sapersi, cellulari & smartphone, Internet, Mondo, news, privacy

 

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Il battito virtuale

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Dove batte il cuore di Internet è il nome di un nuovo spazio web pubblicato da Google per mostrare al mondo i suoi Data center, da dove tutti i nostri pc, smartphone e tablet sono passati.

 
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Pubblicato da su 17 ottobre 2012 in computer, curiosità, Internet, news

 

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Banda larga, e i fondi?

Esattamente tre anni fa il Governo annunciò un programma di investimenti da 800 milioni di euro per la banda larga, per poi congelarlo solo 19 giorni dopo. Nei mesi successivi, in quel freezer sono entrati altri denari, ma poi lo stanziamento è stato pesantemente saccheggiato (quasi un anno dopo le risorse furono ridotte a 100 milioni e poi reintegrate fino ad arrivare a circa 450 milioni). Dopo tutto questo tira-e-molla, se qualcuno dice che “Sono saliti a un miliardo di euro i fondi pubblici utilizzabili per estendere la banda larga e larghissima nelle zone a fallimento di mercato, grazie a nuovi contributi che arrivano dalle Regioni”, lo scetticismo è più che legittimo.

D’altronde, siamo qui a sognare la fibra e non siamo in grado di sfruttare nemmeno le potenzialità del rame….

 
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Pubblicato da su 16 ottobre 2012 in Internet, News da Internet, tecnologia, telefonia, TLC

 

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Un doodle per Little Nemo

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Da non perdere il doodle interattivo che oggi Google dedica a Little Nemo di Winsor McCay, a 107 anni esatti dalla sua prima pubblicazione.

 
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Pubblicato da su 15 ottobre 2012 in curiosità, Internet, news

 

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