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Titoli contro

Ho i miei dubbi che Facebook causi un terzo dei divorzi, come annuncia l’ANSA commentando i risultati di una ricerca di Divorce-Online. Ritengo molto più verosimile che il social network abbia portato a scoprire più agevolmente comportamenti o azioni che hanno portato a richieste di divorzio.

In effetti, come si legge nel comunicato stampa del sito inglese – anch’esso dotato di un titolo più sensazionalistico che realistico – il 33% delle richieste di divorzio contengono la parola “Facebook”, perché ha portato a svelare l’esistenza di un rapporto extraconiugale, o con il quale qualcuno ha pubblicato commenti negativi sul proprio partner.

D’altro canto, se una ragazza legge la corrispondenza che il proprio fidanzato o marito scambia con l’amante – e quindi scopre una relazione clandestina – la causa del divorzio è l’infedeltà del partner o la posta?

 
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Pubblicato da su 3 gennaio 2012 in news, News da Internet, social network

 

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Compensi ai parlamentari italiani, ecco il confronto UE

Dalla relazione Attività e risultati della Commissione sul livellamento retributivo Italia-Europa, che contiene dati parziali – ossia non esaustivi – al 31 dicembre 2011, emerge il non sorprendente risultato che i parlamentari italiani percepiscono i compensi più alti a livello europeo. Nulla di nuovo (molti lo sapevano, ma tutti lo immaginavano, anche prima di un risultato formale e ufficiale), tuttavia possiamo consolarci con la precisazione che “la partecipazione alla Commissione è a titolo gratuito e pertanto i componenti della medesima non ricevono alcun compenso per il lavoro svolto”.

Al netto di ulteriori ritenute (fiscali, previdenziali e assistenziali, i mille euro per l’assegno vitalizio, i 200 euro per chi svolge altre attività e le addizionali regionali e comunali) il deputato si ritrova in tasca circa 5mila euro netti, come dice la Camera contestando il primato dei parlamentari italiani. Ma non bisogna dimenticare la diaria (prevista per le spese sostenute per vivere nella Capitale), i rimborsi spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, il rimborso trimestrale forfettario per recarsi a Roma (da casa all’aeroporto e da Fiumicino a Roma, ma autostrade, treni,  traghetti e aerei per viaggi in Italia sono gratis), il plafond di circa 3mila euro per telefonare. Si arriva a 13mila euro.

 
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Pubblicato da su 3 gennaio 2012 in news

 

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Italia-programmi, se lo conosci lo eviti

Ha senso pagare denaro per ottenere qualcosa che già è disponibile gratuitamente? Ovviamente no. Quindi, se navigando in Internet vi siete imbattuti nel sito Italia-programmi e siete stati anche lievemente tentati di iscrivervi, ignoratelo e andate oltre senza indugi.

Si tratta di un portale che propone ai propri iscritti il download di software gratuiti. Unica condizione, appunto, l’iscrizione, che comporta la sottoscrizione di un abbonamento della durata di due anni al costo di 8 euro al mese, con pagamento anticipato della quota annuale (96 euro). Italia-programmi sta mietendo numerose vittime facendo leva sulla genuina, innocente e legittima ignoranza (intesa come mancanza di conoscenza) di coloro che non hanno molta confidenza con alcune dinamiche elementari di Internet e non conoscono, ad esempio, concetti come shareware, freeware o open source, oppure – cosa più frequente di quanto non si pensi – non comprendono la differenza tra la barra degli indirizzi di un browser e la casella di ricerca di un motore di ricerca.

Italia-programmi sembra voler raccogliere l’eredità del suo predecessore Easy Download, gestito dalla società Euro Content Ltd che – avendo operato con modalità pressoché identiche – nel 2010 fu colpita da una sanzione di 960mila euro per pratiche commerciali scorrette. Molti utenti di Italia-programmi (a cui l’Antitrust ha già intimato la sospensione dell’attività) nei mesi scorsi si sono iscritti nella convinzione di non dover pagare nulla (in effetti il sito riporta chiaramente le condizioni di iscrizioni solo dal mese di settembre) e hanno ricevuto una richiesta di pagamento dal gestore Estesa Ltd (con sede a Mahe, Repubblica delle Seychelles). Che fare? Semplice: non pagare nulla. E se avete ricevuto una lettera di sollecito che minaccia azioni legali nei vostri confronti non fatevi intimorire, non vi accadrà nulla: la Polizia di Stato sa già che si tratta di richieste indebite, come ha segnalato nel sito Commissariato di P.S. online, precisando che “è comunque in atto un’azione coordinata tra Postale, Procura e Antitrust per tutelare, nel rispettivo ambito di competenza, gli interessi di coloro che sono stati coinvolti nella vicenda”.

Chi avesse già pagato la propria quota, come vittima di una pratica commerciale scorretta ha tutto il diritto di pretendere la rescissione del contratto, scrivendo a Italia-Programmi.net a cui sarà opportuno allegare la comunicazione dell’Authority del 25 Agosto 2011. In mancanza di riscontri, volendo comunque tutelare i propri interessi, dovrà presentare alla Polizia una denuncia nei confronti della società che gestisce il sito.

AGGIORNAMENTO: La società è stata multata dall’Antitrust per 1,5 milioni di euro

 
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Pubblicato da su 3 gennaio 2012 in News da Internet, truffe&bufale

 

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Anche gli iPhone nel loro piccolo si incazzano

Secondo un articolo del Sun, un iPhone 4S dotato dell’assistente vocale Siri avrebbe insultato un ragazzino che gli aveva chiesto quante persone esistono al mondo:

A LAD of 12 who tried out the new iPhone 4S in Tesco was stunned when it told him: “Shut the f*** up, you ugly t***.”

The phone’s Siri system, which answers spoken questions, came back with the foul-mouthed insult when Charlie Le Quesne asked: “How many people are there in the world?”

Da una verifica sarebbe però emerso che non si è trattato della scoperta di un easter egg di cattivo gusto, ma solo dello scherzo di un buontempone che aveva memorizzato quella frase al posto dello username che SIRI pronuncia nel rispondere all’utente.

 
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Pubblicato da su 3 gennaio 2012 in News da Internet

 

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Senza, forse sarebbe stato più difficile

Come di consueto anche all’inizio di quest’anno, per forza di cose, sono ancora poche le novità targate 2012 e in questi giorni si parla di argomenti che, come la coda di una stella cometa, hanno le loro radici nel passato, anche il più recente.

E’ sufficiente scorrere le news in Internet per farsene un’idea e lo si può fare in un attimo, perché Internet è – prima di tutto – un grande strumento di comunicazione, costituito da tantissimi altri servizi e strumenti che, in funzione del loro utilizzo, possono contribuire a fare grandi cose, o a provocare danni.

Molto spesso ci soffermiamo a commentare con enfasi la seconda possibilità, soprattutto da quando esistono i social network che, per la loro natura di “strumenti di condivisione”, possono comportare problemi legati alla privacy di ognuno, o semplicemente distrarci con fastidiose “bufale”. Dal sottofondo di questi commenti, emerge sempre la considerazione che si potrebbe fare tranquillamente a meno di tutte queste cose.

E’ vero: dei social network si può fare a meno, al mondo ci sono milioni (se non miliardi) di persone che vivono serenamente senza nemmeno sapere che esistono Facebook, Twitter, LinkedIn, Badoo, Netlog, Google+ e via discorrendo, e va bene così. E’ anche vero che si tratta di servizi che, seppur basati su un utilizzo gratuito, sono nati per creare profitto, basato su un’attività pubblicitaria sempre mirata e non raramente subdola, di cui gli utenti devono essere assolutamente consapevoli.

Poi vieni a sapere di notizie come questa (o quest’altra che però è di due anni fa, o altre ancora dello stesso tenore) e pensi “be’, dopotutto con questi social network si riesce a fare anche qualcosa di buono”:

At her hospital bed at the University of Washington Medical Center, Allie Carr, 26, is recovering from surgery.  “I feel pretty good considering I just had a vital organ taken out of me,” she joked.

Carr donated her kidney to a man she met just five months ago on Facebook.

The man’s name was Dan Garrett – and the page read simply, “My husband needs a new kidney.”

Ricevere in donazione un rene da uno sconosciuto, grazie ad una richiesta pubblicata in uno di quei social network di cui tutti possono fare a meno, non è una cosa da tutti i giorni.

Buon 2012!

 
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Pubblicato da su 2 gennaio 2012 in news, News da Internet

 

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Buon Natale!

Buon Natale e buone feste a tutti!

 
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Pubblicato da su 25 dicembre 2011 in Life, Mondo

 

Istigazione a sbattersene

Roberto Saviano, dopo il clamore suscitato da un errore grammaticale di un suo tweet, ha deciso di emulare Pirandello e Landolfi. Speriamo che se la cava.

 
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Pubblicato da su 22 dicembre 2011 in curiosità

 

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L’intelligenza artificiale al servizio di Google Maps

Il database di Street View, il servizio web che offre visualizzazioni panoramiche su base stradale riprese delle Google-car, è formato da un enorme patrimonio fotografico di località, ognuna con strade, edifici e altre caratteristiche. Ogni immagine contiene informazioni che, racchiuse nelle matrici di pixel che le compongono, non sono accessibili senza accedervi visivamente. A meno che non si ricorra ad applicazioni di intelligenza artificiale, in grado di estrarle ed elaborarle.

Alcuni ricercatori di Google e della Stanford University dichiarano di aver sviluppato una tecnologia che permette di individuare il numero civico di un edificio dalle foto di Street View. Il primo obiettivo potrebbe essere ottenere indicazioni stradali più precise, ma i sicuramente l’azienda di Mountain View ha in serbo qualche sorprese relative ai servizi di social networking e di geolocalizzazione… (continua a leggere su The New Blog Times)

 
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Pubblicato da su 19 dicembre 2011 in news

 

Obama vieta Facebook alle figlie (e allora? Fa bene)

La notizia del divieto di iscrizione a Facebook  deciso da Barack Obama per le proprie due figlie mi sembra un argomento abbondantemente sopravvalutato dai media.

In primo luogo perché la figlia minore – che ha dieci anni – non potrebbe nemmeno iscriversi, dato che Facebook, nel rispetto della legge federale, impone il requisito dell’età minima di tredici anni compiuti. Certo, questo limite può essere aggirato semplicemente dichiarando il falso (e da una ricerca al riguardo è emerso che più della metà dei minori di tredici anni che si sono iscritti lo hanno fatto con la collaborazione dei genitori), ma dalla famiglia del Presidente degli Stati Uniti è lecito attendersi un comportamento esemplare, ossia di esempio.

In secondo luogo, credo che dalla famiglia del Presidente degli Stati Uniti sia semplicemente ovvio attendersi una certa cautela in materia di condivisione di informazioni personali. Non penso al rapporto tra utilizzo di Facebook e rendimento scolastico (da un recente studio di Reynold Junco emerge infatti che utilizzano il social network per condividere informazioni e relazionarsi con altre persone ottengono risultati migliori di coloro che si limitano ad aggiornare il proprio status), ma alle verosimili implicazioni in materia di sicurezza: evitare la pubblicazione di commenti e foto che riguardano vita privata, spostamenti, incontri e altri avvenimenti (che potrebbero avere risvolti non immediatamente percepibili) è semplicemente saggio, dal momento che ci sono dei rischi anche laddove i genitori esercitano un controllo.

In realtà la notizia sembra avere un altro obiettivo. Perché renderla “notizia”, ossia perché Barack Obama ha voluto rendere pubblico il fatto di aver impedito alle proprie figlie di iscriversi a Facebook? Io credo abbia voluto trasmettere un messaggio, diretto ai genitori americani e non, una sorta di esortazione all’educazione alla responsabilità e alla consapevolezza. C’è anche la possibilità che abbia voluto trasmettere un’immagine di rigore da buon padre di famiglia, che può solo giovare In questa notizia non serve spingersi a leggere una doppia morale: è vero che Obama, sia durante che dopo la sua campagna elettorale, ha sempre fatto largo uso di Internet e dei social network come strumento di comunicazione per raggiungere anche la popolazione più attenta alle nuove tecnologie, ma questo non significa l’inesistenza di limiti ragionevoli entro i quali muoversi.

 
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Pubblicato da su 19 dicembre 2011 in Internet, news, privacy, social network

 

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Caro Diario di Facebook…

Rivoluzione natalizia, su Facebook: annunciata oggi e presentata come Il tuo nuovo diario, sta arrivando per tutti gli utenti la Timeline, la nuova pagina che riorganizza i contenuti condivisi dagli utenti seguendo l’ordine cronologico.

Considerando inoltre che nel team di Facebook stanno migrando gli sviluppatori di Gowalla, presto potrebbero maturare i tempi per tentare nuovamente un nuovo attacco ai servizi geolocalizzati, per contrastare la leadership detenuta da Foursquare.

 
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Pubblicato da su 15 dicembre 2011 in social network

 

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TG decadence


  • Augusto Minzolini ha lasciato ieri la poltrona di direttore del TG1 (che, a quanto pare, occupava con una qualifica leggermente diversa, che ne impedirebbe il licenziamento aprendo la strada del trasferimento)
  • Enrico Mentana ha lasciato oggi la poltrona di direttore del TG La7 (ma è un abbandono verosimilmente passeggero)
  • Gli italiani non credono più ai TG e cercano sempre più un’informazione autonoma tramite Internet e social network
 
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Pubblicato da su 14 dicembre 2011 in news

 

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I problemi di Roma


A colpirmi più di tutte è l’ultima dichiarazione di Federico Moccia.

 
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Pubblicato da su 13 dicembre 2011 in media, Mondo, news

 

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Deezer arriva anche in Italia

Da domani il catalogo di musica in streaming di Deezer sarà disponibile anche per il nostro Paese.

 
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Pubblicato da su 13 dicembre 2011 in news

 

Faccia da Google

Nella competizione tra Facebook e Google+ c’è sempre da aspettarsi qualche novità, anche se il primo – nato sette anni fa, al momento giusto – è difficilmente raggiungibile nel campo dei social network generalisti (ossia non orientati ad una particolare fascia di mercato). Il secondo, comunque, ha un enorme margine di crescita e studia ogni occasione per conquistare utenti. L’ultima novità si chiama Find my face (trova la mia faccia) e permette ad un utente di trovare, nelle cerchie del social network, le foto che lo ritraggono. Guardando più in là del proprio naso (e avendo già superato quello di Facebook, che aveva introdotto la stessa funzione inaspettatamente senza pensare alla privacy degli utenti), Google ha pensato bene di mantenere questa opzione disabilitata per default.

 
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Pubblicato da su 12 dicembre 2011 in Internet, news, News da Internet, privacy, social network

 

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La pensione è un’opinione

Alcuni giornali oggi invitano i propri lettori a scoprire quando andranno in pensione, offrendo loro tabelle e simulatori per ottenere un risultato evidentemente indicativo, ma che più di una persona riterrà attendibile (perché l’Italia è eterogenea). Dal momento che non è affatto detto che i criteri di oggi possano essere applicati anche nel medio-lungo termine, ho dato per curiosità un’occhiata sconsolata e ho scoperto che ognuno applica un criterio di calcolo differente: Repubblica crede che io ci possa andare a 63 anni con la pensione di anzianità, il Corriere esclude che ci possa andare prima dei 66.

 
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Pubblicato da su 7 dicembre 2011 in Internet, news, News da Internet

 

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