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Kevin Mayer lascia Disney per TikTok

Se TikTok arruola Kevin Mayer per dargli la carica di amministratore delegato, gatta ci cova. Mayer viene dalla Disney, per la quale è stato determinante in molte operazioni di acquisizione (Fox, Lucasfilm, Marvel, Pixar) e nel lancio della piattaforma streaming del gruppo. Prenderà il posto di Alex Zhu, co-fondatore di Music.ly (acquisito da ByteDance nel 2017 e convertito appunto in TikTok) e avrà il compito di sdoganare il music social cinese in occidente e soprattutto negli USA, dove è mal visto per la sua politica di gestione dei dati personali dei suoi utenti, soprattutto giovanissimi. Ma non trascuriamo gli avanzatissimi progressi raggiunti da TikTok nel campo dell’intelligenza artificiale, che sotto la guida di Mayer potrebbero portare interessanti novità.

 
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Pubblicato da su 28 maggio 2020 in business

 

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Skullbreaker Challenge? No, grazie!

Una nuova “sfida” per ragazzi si propaga attraverso i social network, ma è di quelle da evitare: si chiama Skullbreaker Challenge (nata in sudamerica come rompecráneos
e anche tradotta in italiano come spaccatesta o rompicranio), è stata veicolata da alcuni video su Tik Tok ed è meglio non sottovalutarla o ignorarla, ma saperne di più perché – per dirlo con le parole di una vecchia pubblicità progresso – “se la conosci, la eviti”.

La sfida prevede che due ragazzi, complici tra loro, individuino un terzo ragazzo, che sarà la loro vittima. Lo invitano a giocare e si mettono al suo fianco, con la vittima che rimane in mezzo a loro. Iniziano a saltare, a turno. Quando per chi è in mezzo è il momento di saltare, i due a fianco lo colpiscono alle gambe facendogli uno sgambetto, il poveretto perde l’equilibrio e cade all’indietro.

Bel gioco da menti bacate!!! Il rischio è di farsi male alla schiena, ma innanzitutto di rompersi la testa. Fate attenzione e passate parola ad amici e conoscenti, genitori o figli che siano. E, soprattutto, rifiutate con decisione l’invito a partecipare a questa stupidaggine!

PS: troverete questa notizia nei siti antibufala, che sostanzialmente la certificano come vera. Le uniche bufale riguardano notizie che parlano di alcuni ragazzi che sarebbero morti in seguito a questo “giochetto”, ma sono state smentite. Verissima, invece, è la possibilità di farsi del male, riportando danni anche molto seri.

 
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Pubblicato da su 20 febbraio 2020 in scienza, social network

 

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FacebookLeaks, pubblicati gli audio delle riunioni interne. Trappola o strategia?

Non c’è più religione se viene violata anche la privacy di Mark Zuckerberg, frontman di Facebook, re dei social network e antitesi del concetto di riservatezza. Veicolo di questo contrappasso è The Verge, che ieri ha pubblicato alcune registrazioni audio (e relative trascrizioni) tratte da due riunioni aziendali presiedute dallo stesso Zuckerberg. Punti salienti di queste registrazioni: in primis spicca una sincera preoccupazione sulle prossime elezioni presidenziali americane del 2020, in particolare per la possibilità che possano essere vinte da Elizabeth Warren, senatrice candidata dal Partito Democratico che ha sempre manifestato la volontà di contrastare le grandi società tecnologiche e le loro prassi, ritenute illegali e lesive dei diritti dei consumatori.

Altra questione spinosa che emerge dagli audio sono i problemi legati al sistema di moderazione di contenuti e commenti, su cui Zuckerberg spiega che la questione è un work in progress, commentando come “melodrammatici” i commenti della stampa. Negli audio non mancano inoltre autocelebrazioni e paragoni con altre realtà del settore come Twitter, che sulla sicurezza “non può fare un lavoro buono quanto il nostro”  perché “non possono fare questo investimento. Il nostro investimento in sicurezza è maggiore dell’intero fatturato della loro azienda”.

C’è anche attenzione al mondo della finanza, con dei cenni alla criptovaluta Libra, e al mondo giovane intercettato da TikTok: “Abbiamo un prodotto chiamato Lasso, che è un’app autonoma su cui stiamo lavorando, cercando di adattarci al mercato in paesi come il Messico … Stiamo provando prima a vedere se possiamo farlo funzionare in paesi in cui TikTok non è già diffuso, prima di andare a competere nei Paesi in cui ha una forte presenza”.

La cosa che colpisce di più non è tanto il fatto che la vittima di questa rivelazione sia proprio la figura che incarna la vocazione “indiscreta” di Facebook, quanto che proprio lui, dopo la pubblicazione da parte di The Verge, abbia ripubblicato il tutto proprio sulla sua pagina Facebook. Mossa notevole, ma… analizzando bene i contenuti pubblicati, nulla di realmente nuovo sul fronte social. Nessuno si meraviglia della posizione di un’azienda che mostra avversione verso un candidato politico che intende contrastarla. Che fosse tutto premeditato per mostrare al pubblico un’immagine di trasparenza?

 
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Pubblicato da su 2 ottobre 2019 in news

 

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