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Facebook deve liberarsi di Instagram e Whatsapp?

11 Dic

Concorrenza sleale e monopolio del mercato sono le accuse mosse nei confronti di Facebook dalla FTC (Federal Trade Commission), l’agenzia antitrust USA, e dalle procure generali di gran parte degli Stati Uniti. Nel mirino c’è la leadership del mondo social conseguita mettendo le mani su due concorrenti, Instagram (2012) e Whatsapp (2014), un’espansione che ha rafforzato la posizione di mercato e che, solo nel 2019, per il Gruppo Facebook ha portato un fatturato di oltre 70 miliardi di dollari.

Alla causa non partecipano solo Alabama, Georgia, South Carolina e South Dakota. Con la loro azione congiunta le procure degli Stati denuncianti chiedono la facoltà di intervenire, eventualmente obbligando l’azienda a una ristrutturazione societaria con lo scorporo di attività come Instagram e WhatsApp, e un procedimento che impedisca operazioni societarie con valore superiore ai 10 milioni di dollari senza il parere preventivo degli Stati.

Letitia James, procuratrice generale di New York, argomenta così la propria azione:

Per circa un decennio, Facebook ha usato il suo potere di dominio e monopolio per schiacciare i rivali più piccoli e soffocare la concorrenza, il tutto a scapito degli utenti quotidiani. Oggi stiamo agendo per difendere i milioni di consumatori e molte piccole imprese che sono state danneggiate dal comportamento illegale di Facebook. Anziché competere nel merito, Facebook ha usato il suo potere per sopprimere la concorrenza in modo da poter trarre vantaggio dagli utenti e guadagnare miliardi convertendo i dati personali in una vacca da mungere. Quasi tutti gli Stati di questa nazione si sono uniti a questa causa bipartisan perché gli sforzi di Facebook per dominare il mercato sono tanto illegali quanto dannosi. La causa di oggi trasmetterà un messaggio chiaro a Facebook e ad ogni altra azienda, che qualsiasi tentativo di soffocare la concorrenza, limitare l’innovazione o eludere la protezione della privacy sarà affrontato con tutta la forza dei nostri uffici.

Giungere ora a contestare le operazioni che hanno portato all’acquisizione di Instagram (otto anni fa) e WhatsApp (sei anni fa) è sicuramente tardivo e assecondare questa azione legale significherebbe ritenere precaria ogni operazione societaria di queste proporzioni. Su questo presupposto si fonda anche la difesa di Facebook che, sostanzialmente, considera che oggi l’azienda ha una struttura ormai consolidata, molti collaboratori e dipendenti, progetti, programmi, aspettative legittime. Sarebbe invece auspicabile intervenire a livello regolatorio con l’obiettivo di arginare questo strapotere , ma è verosimile pensare che proprio su questo si dovrà focalizzare la FTC, che a suo tempo aveva dato l’ok sia all’acquisizione di Instagram che a quella di WhatsApp.

 
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Pubblicato da su 11 dicembre 2020 in news, social network

 

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