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Informazioni su db

Tecnico informatico, sono stato consulente aziendale per la gestione dei sistemi informativi e di telecomunicazioni e ho lavorato in realtà di ogni dimensione (dalle PMI alle multinazionali). Attualmente mi occupo dei sistemi informativi e di telecomunicazioni di un gruppo industriale. Oltre alla mia attività professionale, collaboro con varie testate e siti di informazione tecnologica. Computerworld e Punto Informatico sono le testate specialistiche con cui in passato ho collaborato molto frequentemente, mentre ora mi occupo sempre di tematiche tecnologiche per The New Blog Times, il primo blornale italiano dedicato a tecnologia e scienza, e per il Corriere delle Comunicazioni in relazione all'iniziativa AgendaDigitale.eu. Collaboro con RCI Radio.

Messaggi di Facebook e conferme di visualizzazione

Con colpevole ritardo segnalo una cosa che ho notato nel sistema di messaggistica (chat e mail) di Facebook, una nuova arma a doppio taglio per quanto riguarda la privacy degli utenti. Si tratta della conferma di visualizzazione: inviando un messaggio a uno o più utenti, il sistema ora segnala a che ora è stato visualizzato e da chi.

E’ come la conferma di lettura dei messaggi di posta elettronica, che però è un’opzione che deve scegliere il mittente e il destinatario può sempre scegliere di non inviarla. Questa conferma di visualizzazione invece è attivata di default da Facebook, che non consente al destinatario di evitarla, ed è prevista per tutti i messaggi da telefono o da web.

Su Facebook, chat e mail convergono in un’unica piattaforma. Si potrebbe considerare che questa feature è utile nella chat perché offre all’utente una conferma in tempo reale: nella risposta alla FAQ relativa a questa funzione, Facebook precisa che “i messaggi sono contrassegnati come visti se la persona è impegnata in una chat o verifica i propri messaggi”.

In questo automatismo, tuttavia, si aggiunge invece un problema di attendibilità, che non si pone per la convenzionale conferma di lettura: normalmente, ricevendo un messaggio di posta elettronica con la richiesta di conferma di lettura, il destinatario sceglie se inviarla. La conferma non significa “l’ho ricevuto”, ma “l’ho letto” e chi la invia ne è consapevole. Invece, un utente potrebbe trovarsi in una stanza,  e avere in un altro locale il computer aperto su Facebook: se in quel momento un amico gli scrive in chat un messaggio, l’utente non vede nulla, ma l’amico si tranquillizza perché Facebook gli dice “visualizzato da…”.

Tra l’altro, in caso di chat che coinvolge più utenti, ho riscontrato anche il problema opposto: in una conversazione con cinque persone, ho scritto un messaggio e ho ricevuto il “visualizzato” da due di loro. La risposta immediatamente successiva mi è stata scritta da un terzo che aveva ovviamente letto il mio messaggio, ma di quell’utente non avevo ricevuto alcuna conferma di visualizzazione.

 
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Pubblicato da su 12 settembre 2012 in news, social network

 

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Martin Scorsese fa la réclame ad iPhone 4S/Siri

Perché Apple e AT&T fanno girare uno spot delliPhone 4S con Martin Scorsese che sfrutta l’assistente Siri poco tempo prima della presunta presentazione del nuovo modello?
È una pubblicità sull’iPhone che sta per essere superato, o su Siri?

Nota per i cinefili: chi riesce a cogliere la citazione di un celeberrimo film di Scorsese in un dettaglio di questo video (il titolo del film è intuibile, il dettaglio è per gli osservatori)?

 
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Pubblicato da su 11 settembre 2012 in business, cellulari & smartphone, news

 

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La cura

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Salvatore Iaconesi ha un tumore al cervello. Da tecnologo orientato all’open source, ha pensato (bene) che condividere via Internet la propria cartella clinica fosse la strada più naturale da percorrere per trovare una cura.

Come? Lo spiega nel suo sito web:

Ho un tumore al cervello.
Ieri sono andato a ritirare la mia cartella clinica digitale: devo farla vedere a molti dottori.
Purtroppo era in formato chiuso e proprietario e, quindi, non potevo aprirla né con il mio computer, né potevo mandarla in quel formato a tutti coloro che avrebbero potuto salvarmi la vita.

L’ho craccata.
L’ho aperta e ho trasformato i suoi contenuti in formati aperti, in modo da poterlicondividere con tutti.

Nel giro di poche ore è riuscito a condividere questi dati con tre medici, due dei quali lo hanno già contattato.

L’idea ha un approccio open data e l’obiettivo è più ampio di quanto si possa intuire:

Progressivamente, renderò disponibili tutte le risposte che riceverò, sempre in formati aperti, così che chiunque abbia il mio stesso male possa beneficiare delle soluzioni che ho trovato.

Questa è una CURA. E’ la mia CURA OPEN SOURCE.
Questo è un invito a prendere parte alla CURA.

CURA, in diverse culture, vuol dire diverse cose.
Ci sono cure per il corpo, per lo spirito, per la comunicazione.
Prendete le informazioni sul mio male, se ne avete voglia, e datemi una CURA: fateci un video, un’opera d’arte, una mappa, un testo, una poesia, un gioco, oppure provate a capire come risolvere il mio problema di salute.

Artisti, designer, hacker, scienziati, dottori, fotografi, videomaker, musicisti, scrittori.Tutti possono darmi una CURA.

E l’invito è di creare una CURA usando i contenuti reperibili in DATI/DATA nel sito artisopensource.net/cure, e di inviarla all’indirizzo info@artisopensource.net.

E questo, a mio avviso, al di là del banale gioco di parole che potrebbe sembrare fine a se stesso, è uno stupendo esempio di apertura mentale. La cura è già iniziata.

 
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Pubblicato da su 10 settembre 2012 in Internet, Life, Mondo, news

 

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iPhone 5, quasi pronto per il futuro

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Dicono che il nuovo iPhone (di cui probabilmente ci sarà un evento di presentazione tra pochi giorni) sarà così avanti – ma così avanti, ma così avanti – che quando uscirà sarà dotato di connettività 4G universale, cioé compatibile con la maggior parte dei network mondiali, inclusi quelli che stanno per arrivare.

A leggerla così, sembra stiano parlando di uno smartphone in grado di auto-adattarsi alle reti mobili di futura generazione. Poi continui a leggere e scopri che, molto più concretamente, “dovrebbe essere infatti compatibile con le reti LTE (Long Term Evolution o 4G), opzione già offerta da molti concorrenti della Apple, inclusa Samsung.

Stavolta sembra che l’inseguitrice sia Apple. Ma solo per la tecnologie di rete mobile. Gli inseguitori veri, però, sono i mercati come il nostro, quello italiano: gli smartphone 4G stanno arrivando e le reti non sono ancora pronte, perché gli operatori di telefonia mobile ci stanno ancora lavorando… Si rischia di avere per le mani una Ferrari e di poterla usare solo per circolare nei vicoli, in attesa della realizzazione di strade adeguate.

 
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Pubblicato da su 8 settembre 2012 in cellulari & smartphone, news

 

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Fastweb spegne la sua TV in anticipo

Gentile Cliente, dal 5 novembre il servizio IPTV (Internet Protocol Television) di Fastweb cessa di esistere.

Per gli utenti Fastweb abbonati al servizio TV, fine delle trasmissioni. Niente più TV e quindi niente più Sky via Internet. Forse è per questo motivo che una parte di quell’utenza aveva ricevuto da Sky la proposta di diventare clienti con antenna parabolica.

Qualcuno lo sapeva già, è vero. La notizia di oggi, però, è che il servizio sarà sospeso il 4 ottobre.

 
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Pubblicato da su 7 settembre 2012 in Internet, Tv & WebTV

 

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Kindle cambia pagina (meglio)

A margine della presentazione dei nuovi Kindle – evento che ha ricordato molto da vicino le presentazioni dei prodotti Apple condotte da Steve Jobs e Tim Cook, che evidentemente hanno fatto scuola – devo constatare che Amazon ha lanciato una gamma di dispositivi con una notevole serie di novità, che però non saranno tutte disponibili sul mercato italiano.

Nel nostro Paese sarà possibile acquistare i nuovi tablet Kindle Fire HD e i Kindle Fire, ma solo nelle versioni WiFi: niente Kindle con connettività su rete mobile, insomma, che sarà disponibile solo negli USA anche su modelli da 8,9″ e, almeno per il momento, niente da fare neanche per il Kindle Paperwhite.

Disponibile su tutti i mercati il nuovo Kindle (l’e-reader puro), che Amazon ha deciso di spingere sottolineando le migliorie apportate con la frase “cambio di pagina più agevole del 15%”, che è un modo per dire che con la tecnologia sono riusciti a replicare con efficacia anche il polpastrello inumidito.

 
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Pubblicato da su 7 settembre 2012 in news, tecnologia

 

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Tra le righe (AntiSec, FBI, utenti Apple)

Quando AntiSec dichiara di aver avuto accesso ai dati del laptop di un agente dell’FBI, e l’organizzazione risponde che non esiste alcuna prova che un laptop dell’FBI sia mai stato compromesso, ne’ che l’FBI fosse in possesso di quei dati, non significa che ciò non sia avvenuto, e non significa nemmeno che l’FBI non avesse quei dati.

E’ come quando qualcuno viene accusato di aver compiuto una determinata azione illecita, e l’accusato dice “non esistono le prove” anziché dire “non l’ho fatto”.

Come scrive Marco, nell’illustrare la vicenda: a prescindere da conferme e smentite, ragionando, che l’FBI possa avere un interesse a essere in possesso di tali dati è semplicemente plausibile: sono dati che, ragionevolmente, possono interessare loro in funzione della difesa e della sicurezza nazionale, anche se è assai difficile farne impiego se non come dati da “incrociare” ad altri dati (che senz’altro l’FBI possiede, dunque continua ad avere senso).

Per chi non ne avesse avuto notizia, Antisec dichiara di aver messo le mani sui dati di 12 milioni di dispositivi Apple, anche se il file pubblicato ne ha preso in considerazione “solo” un milione.

 
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Pubblicato da su 5 settembre 2012 in cellulari & smartphone, Internet, privacy

 

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Google tiene gli smartphone e si libera dei STB

Puntare sugli smartphone e liberarsi dei business meno profittevoli. Sembra questo l’obiettivo di Google che, stando ad alcune voci circolanti sui mercati finanziari, sarebbe intenzionata a liberarsi di una parte di Motorola Mobility, in particolare la divisione che si occupa di apparati domestici e set-top-box (decoder).

La business unit che si occupa di telefonia mobile ha invece un ruolo strategico nel gruppo di Mountain View e sta acquisendo sempre maggiore importanza, vista la sua dote di brevetti: l’obiettivo di Google è l’espansione nel settore degli smartphone in cui è già presente con Android, sistema operativo utilizzato da molti produttori, supportato dal marketplace Play Store (già Android Market). All’orizzonte c’è proprio la presenza diretta anche nel mercato dell’hardware, per consolidare una posizione in un mondo in cui il business della raccolta pubblicitaria registra numeri di rilievo sempre maggiore.

 
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Pubblicato da su 4 settembre 2012 in business, news

 

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Google cercherà anche nelle immagini

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Google ha messo a punto un nuovo algoritmo che consentirà di identificare oggetti e persone in foto e video.

Automatic large scale video object recognition (questo il nome della tecnologia, già coperta da brevetto) sarà probabilmente introdotta in primis su YouTube, per consentire l’inserimento di tag in corrispondenza di immagini specifiche all’interno di filmati.

Chi ha familiarità con i tag utilizzabili nei social network su testi e foto, può già immaginare le potenzialità di questa tecnologia, incluse quelle di marketing e di pubblicità. Che, si sa, con la privacy non vanno molto d’accordo.

 
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Pubblicato da su 4 settembre 2012 in business, Internet, news

 

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Bruce Willis medita una causa contro Apple? Pare di no

Leggo che Bruce Willis starebbe valutando di aprire – anche lui – un’azione legale contro Apple: oggetto del contendere, la titolarità dei brani musicali scaricati da iTunes, che l’attore (e cantante) vorrebbe trasferire in eredità alle proprie figlie (alla stessa stregua di una collezione di dischi in vinile o CD). Le condizioni di iTunes glielo impediscono: come Willis ha infatti scoperto, la musica che ha scaricato sull’iPod non è sua, perché l’utente dello store di Apple ne usufruisce attraverso una licenza non trasferibile ad altre persone.

Questa certamente non è una novità e l’argomento rientra nell’ambito dell’ampia tematica della proprietà intellettuale e dei diritti d’autore. La questione sollevata da Bruce Willis – se vera – è sostanzialmente di principio, perché in questa fattispecie si potrebbe spostare il focus del problema dai brani MP3 all’account, il cui utilizzo da parte di un altro utente è permesso con l’esplicito permesso e consenso del legittimo proprietario.

La moglie di Bruce Willis dice che questa storia non è vera. Avranno risolto rivelando alle figlie la password?

 
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Pubblicato da su 3 settembre 2012 in business

 

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Apple e Google, trattativa sui brevetti

Scrivendo della vittoria legale ottenuta da Apple negli USA in materia dei brevetti che Samsung avrebbe violato, avevo aggiunto che la vicenda interessa anche Android e accennato alla possibilità che il prossimo bersaglio potesse essere Google.

Le due aziende, attraverso i rispettivi CEO, si sono incontrate, e probabilmente si troveranno nuovamente, proprio per discutere la situazione, con il probabile obiettivo di valutare le opportunità di giungere ad un accordo, eventualità non inverosimile, dato che sul mercato tedesco le due aziende hanno già stretto un’intesa relativa all’utilizzo di alcune tecnologie relative alla telefonia mobile.

Nel frattempo, in Giappone e sempre in materia di brevetti rivendicati da Apple, Samsung incassa una piccola vittoria.

 
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Pubblicato da su 31 agosto 2012 in business, cellulari & smartphone, Internet, news

 

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Monetine? No, grazie!

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Lo scorso lunedì il sito messicano El Deforma ha pubblicato la notizia che Samsung, in seguito alla sentenza che la obbliga a pagare ad Apple un risarcimento di oltre un miliardo di dollari per violazione dei brevetti, avrebbe iniziato a “onorare il proprio debito” in modo beffardo, inviando a Cupertino – come acconto – una trentina di autocarri pieni di monete da cinque cent.

El Deforma scrive notizie dichiaratamente di fantasia e quella dell’originale pagamento di Samsung non è che una burla, come tante altre, rilanciata in lingua inglese il giorno dopo da un post del blog JMSL (autore: Jesús M. Sánchez L.), a sua volta amplificata dall’aggregatore Paperblog (che l’ha inserita nella categoria “Satira”) e, a cascata, da 9gag (questi ultimi due siti hanno solo fatto da cassa di risonanza, non sono quindi gli autori, come invece qualcuno ha scritto).

Da qui in poi la notizia ha fatto il giro del mondo e ieri, nonostante in tutte le fonti sopra citate esistesse un’indicazione che palesava la beffa, molte testate italiane sono andate dritte per la loro strada e hanno pubblicato la “geniale trovata” di Samsung, salvo poi aggiornare la news nelle ore successive, con una smentita fornita dall’azienda coreana (decisamente non necessaria a chi avesse letto la news con un briciolo di buon senso e a coloro che avessero aperto gli occhi fin da principio sulla natura della fonte originale, o sulla frase di JMSL, che in calce alle versioni in inglese diceva “Non credete che sia reale, vero? Però vi è piaciuta”).

Nelle news, però, gli update successivi e tardivi si possono riconoscere abbastanza facilmente, e – a chi ha tempo e voglia di scorrere i vari articoli – permettono di capire chi c’è cascato mani e piedi, nonostante goffi tentativi di salvare la faccia con frasi tipo “era chiaramente uno scherzo”…

Sarebbe materiale per la serie Notizie che non lo erano di Luca Sofri.

 
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Pubblicato da su 29 agosto 2012 in curiosità, media, news, News da Internet

 

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Windows 8 fa la spia con Microsoft?

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Lo SmartScreen di Windows 8 trasmette a Microsoft le informazioni su tutti i programmi installati? È quanto segnalato dall’esperto di security Nadim Kobeissi, che dichiara di aver scoperto la raccolta di tutte le attività svolte in Modern UI, l’interfaccia grafica del nuovo sistema operativo, analizzando la versione RTM disponibile da alcune settimane.

Quando ad esempio si procede ad un’installazione o al download di un software, SmartScreen trasmetterebbe a Microsoft alcune informazioni sul file scaricato ed eventualmente installato, insieme all’indirizzo IP dell’utente. In tal modo, Microsoft può sapere tutto sulle installazioni effettuate dagli utenti di Windows 8.

Microsoft, in una dichiarazione rilasciata a VentureBeat, nega ogni intento spione e spiega: si tratta di un’opzione attiva per default, disattivabile, presente in Internet Explorer 10 come misura di sicurezza contro il phishing (fenomeno in cui gli utenti possono essere portati con l’inganno a visitare siti fasulli con finalità fraudolente), aggiungendo che le informazioni vengono poi cancellate.

Non c’è, tuttavia, alcuna smentita sulla raccolta di quei dati, ne’ viene spiegato quando (dopo quanto tempo) avvenga la dichiarata cancellazione. A questo punto, per evitare effetti collaterali indesiderati, la disattivazione di Smartscreen appare una buona precauzione da adottare.

 
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Pubblicato da su 29 agosto 2012 in Buono a sapersi, computer, news, News da Internet

 

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La TV fa male

Mai lasciarsi distrarre dalla TV sembra la morale di questo video, che mostra un “incidente sul lavoro” – ripreso da tre diverse telecamere – accaduto in un bar d’oltreoceano.

La botola che si vede è quella di un montacarichi: lui non si accorge che è spalancata finché non ci casca, distratto dalla TV.

Per sua fortuna, il malcapitato non si è rotto nulla.

 
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Pubblicato da su 28 agosto 2012 in curiosità

 

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Cinefili del web

La realtà di oggi vista in un film di 51 anni fa 😉

 
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Pubblicato da su 27 agosto 2012 in curiosità, Internet

 

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