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Microsoft tenta la carta social per il business

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Un’altra acquisizione “miliardaria” movimenta il mondo della tecnologia: il Wall Street Journal ha svelato l’intenzione, da parte di Microsoft, di acquistare Yammer, il social network business-oriented, anticipando forse una notizia che potrebbe essere  ufficializzata in occasione di un evento di cui l’azienda non ha fornito alcun programma, e che molti ritengono possa essere il palcoscenico del debutto di un nuovo tablet targato Redmond dotato di Windows 8.

L’operazione di acquisto di Yammer è molto interessante, al di là dei numeri che potrà muovere (corre voce che il colosso di Redmond possa “staccare” un assegno dall’importo di 1 – 1,2 miliardi di dollari), perché potrebbe essere l’inizio di un’evoluzione in chiave social delle soluzioni aziendali offerte da Microsoft, sia nel campo della produttività individuale (ad esempio nella suite di applicazioni Office), sia in quello dei software gestionali (MS Dynamics AX, NAV e CRM).

 
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Pubblicato da su 17 giugno 2012 in business, News da Internet

 

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Classe

Quale, tra questi tre, è l’Artista che ha più classe?

  • Lady Gaga (Stefani Joanne Angelina Germanotta, classe 1986), cantante, performer, abituata a stupire e far parlare di se’, non necessariamente per le sue doti canore, la scorsa settimana durante un concerto in Nuova Zelanda è stata colpita in scena da un palo – maldestramente maneggiato da un ballerino – che le ha causato una commozione cerebrale. Da quel momento in poi ha continuato a cantare, ma molti sospettano abbia proseguito l’esibizione in playback.
  • Madonna (Madonna Louise Veronica Ciccone, classe 1958), cantante, attrice, performer, ha iniziato a far stupire e far parlare di se’ molto prima di Lady Gaga (e anche lei ha sempre cercato di farlo su cose diverse dalle doti canore), alcuni giorni fa durante un concerto a Istanbul improvvisamente non ha trovato niente di meglio da fare che scoprirsi il seno (“Non voleva essere un gesto di provocazione studiato a tavolino, mi è venuto spontaneo”, spiegherà dopo, con il candore di una Sara Tommasi qualunque). Chi ha assistito al concerto di stasera a Milano dice che nell’esibizione si è fatta aiutare dalla tecnologia.
  • Bruce Springsteen (Bruce Frederick Joseph Springsteen, classe 1949), cantautore, musicista, quando suscita stupore e fa parlare di se’ lo fa più che altro per le sue doti di artista e per le sue caratteristiche umane. Come la scorsa settimana nel suo concerto a Milano, quando ha suonato e cantato per tre ore e quaranta minuti. Decisamente non si è risparmiato, anzi si è speso molto. Non per niente è The Boss

 

 
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Pubblicato da su 14 giugno 2012 in Life, Mondo

 

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Twitter si allarga, ecco gli expanded tweet

Con l’introduzione dei nuovi expanded tweet (i nuovi tweet ampliati, estesi, insomma allargati), Twitter si evolve dal microblogging al social blogginge, forse, punta anche al news blogging: in virtù di questa novità (al momento fruibile solo dal sito web e dall’iPad, ma presto disponibile attraverso apposite app per altri modelli di tablet e smartphone, un post o un articolo linkato in un tweet godrà di maggiore visibilità perché al semplice link vanno ad aggiungersi titolo e introduzione, visibili selezionando View summary, nonché foto e video, selezionando View media. Tutto all’interno di Twitter, senza aprire nuove applicazioni o finestre del browser.

Gli expanded tweet vengono già sfruttati da partner del calibro di The Wall Street JournalBreaking News, TIME , The New York TimesThe San Francisco Chronicle, Der Spiegel OnlineWWEBuzzFeed e TMZ che utilizzano questo nuovo canale alternativo per diffondere i propri contenuti. In pratica è un media per i media.

P.S.: il titolo che ero tentato di dare a questo post: Enlarge your tweets 😉

 
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Pubblicato da su 14 giugno 2012 in Internet, media, news, social network

 

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Sistri, un altro semaforo rosso

I rinvii che si sono susseguiti per l’entrata in vigore del SISTRI hanno raggiunto quota sette.

Qualche altro risultato, però, è stato raggiunto: una quindicina di interrogazioni parlamentari, svariati click day (giornate di test organizzate da imprese e associazioni di categoria), alcune inchieste ancora in corso.

E ora? Una nuova sospensione, probabilmente definitiva.

Solo in Italia si riesce a varare un sistema di tracciabilità dei rifiuti (in osservanza a normative europee) che naufraga in continuazione ancor prima di salpare?

 
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Pubblicato da su 13 giugno 2012 in news

 

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Regno Unito, Orange blocca l’accesso ai blog

Cose dell’altro mondo segnalate da GigaOM ci ricordano che, in alcuni casi, c’è chi sta peggio degli italiani. In questo caso si tratta degli utenti di telefonia mobile del Regno Unito, almeno quelli di Orange, a cui l’operatore impedisce l’accesso ai blog.

Tutto sembra nascere da un’arbitraria applicazione dei child protection filter da parte delle compagnie di telefonia mobile, che pochi utenti rimuovono. Sul loro utilizzo c’è molta libertà, spiega GigaOM, nel senso che non esiste una vera e propria regolamentazione. Ciò implica che i gestori telefonici possono in pratica decidere – nell’ambito di tali filtri – a quali siti web è possibile accedere, applicando a propria discrezione una vera e propria forma censura. Orange, in particolare, applicando Safeguard, impedisce agli utenti la lettura di qualunque pagina web abbia le sembianze di un blog e ha spiegato a GigaOM la propria posizione con queste parole:

“GigaOM was blocked by our third party monitoring system as it was categorised incorrectly as a blog, (and at the moment Safeguard blocks blogs, but it will not block them all when the new Child Safety Safeguard goes live later in the year with a new Light setting) and not a professional tech news site, due to the usage of the word ‘blog’ on the site. This has now been rectified. We would like to sincerely apologise again for any inconvenience caused.”

Per Safeguard – e per Orange, quindi – i blog sono da inibire a prescindere, almeno fino al prossimo aggiornamento. Comunque esiste il modo per risolvere il problema, come la stessa Orange indica nelle FAQ relative a Safeguard. Buono a sapersi.

 
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Pubblicato da su 12 giugno 2012 in News da Internet

 

Street View, semaforo verde in Svizzera. Però…

L’accoglienza che la Svizzera ha riservato negli scorsi anni a Street View non è mai stata particolarmente calda: le prime opposizioni erano giunte dalla Swiss Federal Data Protection and Information Commission, che aveva contestato al servizio di Google Maps la facile identificabilità di volti e targhe di automobili.

In seguito è giunto il pronunciamento del TAF (Tribunale amministrativo Federale), che ha sentenziato il divieto di fotografare una persona senza il suo esplicito consenso, obbligando dunque Google Street View a pubblicare immagini conformi all’applicazione del diritto alla riservatezza personale, con particolare riguardo a localizzazioni sensibili (tribunali, sedi carcerarie, ospedali o altri luoghi “delicati”), e non solamente le immagini offuscate in virtù dei controlli attivati dall’azienda. All’epoca Google aveva ricorso contro il provvedimento, precisando di poter salvaguardare la riservatezza dei cittadini con il proprio sistema in grado di offuscare il 99% dei dettagli critici di ogni immagine.

La decisione promulgata nei giorni scorsi dal TAF va proprio in questa direzione, dato che ora riconosce a Google una tolleranza dell’1% sull’attendibilità del sistema di offuscamento di volti e targhe di veicoli, ma deve sempre salvaguardare al massimo l’identità (volti, targhe, eccetera) di chi viene ritratto in localizzazioni sensibili. Quindi prima o poi verrà resa conforme anche l’immagine riportata sopra (uno screenshot preso oggi da Street View e basato sulle coordinate di un policlinico svizzero, qui basta un click per ingrandirla, ma nell’originale le targhe si leggono piuttosto bene).

 
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Pubblicato da su 11 giugno 2012 in Internet

 

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Volunia, Marchiori si chiama fuori

Massimo Marchiori ha scritto una lettera in cui  spiega i motivi delle sue dimissioni da direttore tecnico di Volunia e la cessazione di ogni attività di sviluppo al riguardo. Parla di contrasti con altre persone che hanno preso parte al progetto, al punto di avervi partecipato controvoglia (Marchiori avrebbe voluto far supportare Volunia da un motore esterno, ma altri avrebbero deciso di svilupparne uno interno), e di compromessi raggiunti per il bene del progetto.

I contenuti della lettera portano a concludere che l’insuccesso del progetto possa essere conseguenza di un entusiasmo iniziale poi sfumato progressivamente, e questo potrebbe averne condizionato pesantemente lo sviluppo. Certamente sarebbe interessante sentire anche il suono della campana degli altri partecipanti al progetto, e per questo motivo mi limito a considerare che è un vero peccato investire risorse in un progetto che non porta nella direzione desiderata. Così come fu un peccato, per l’Italia, non aver voluto investire anni fa in quel progetto di ranking che Marchiori illustrò nel 1997 ad un certo Larry Page, che – come tutti sanno – lo implementò in Google.

 
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Pubblicato da su 11 giugno 2012 in news

 

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Dal Nasdaq un rimborsino dopo la IPO Facebook

Nasdaq Oxm Group (NOG), società americana che gestisce il listino tecnologico del NYSE , ha attivato un fondo per rimborsare le aziende che hanno lamentato danno emergente derivante dai problemi tecnici che si sono verificati a Wall Street nella mattinata del debutto di Facebook in borsa (sì, quando il felpato Mark Zuckerberg – tra applausi scroscianti – ha suonato la campanella di apertura del Nasdaq dal proprio quartier generale di Menlo Park).

La IPO più controversa del web era partita in ritardo a causa di alcuni disservizi (tra cui malfunzionamenti nel sistema made by IBM utilizzato per la gestione del listino e un temporaneo black out che ha rtiardato e impedito l’aggiornamento di quotazioni e transazioni), per le cui conseguenze NOG ha accantonato quaranta milioni: se la SEC darà il proprio benestare, 13,7 milioni verranno rimborsati cash, mentre oltre 26 milioni si trasformeranno in sconti sulle commissioni applicate sulle prossime transazioni.

Chissà se questa soluzione incontrerà il favore di Citadel Securities, CitigroupKnight Capital Ubs, quattro società che – dice Reuters – lamentano di aver perso 115 milioni di dollari.

 
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Pubblicato da su 7 giugno 2012 in business

 

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Indagini 2.0

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Come è riuscita la polizia di Brooklyn ad arrestare la gang dei Brower Boys? Pedinamenti? Intercettazioni? Poliziotti infiltrati?

No, più semplicemente – visto che non si trattava di personaggi molto attenti alle aperture dei social network – dopo aver individuato i sospettati, ha chiesto loro l’amicizia su Facebook ed è stata attenta agli status update e ai messaggi che si scambiavano tra loro, con luoghi e dettagli delle prossime mosse. Mai sottovalutare la potenza informativa dei social network…

 
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Pubblicato da su 7 giugno 2012 in curiosità, Internet, social network

 

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Venere tra Sole e Terra

Questa è per chi se la fosse persa (andando su Youtube troverete molti altri video), visto che il prossimo transito sarà visibile solo nel 2117

 
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Pubblicato da su 6 giugno 2012 in scienza

 

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Blackbuster Italia ringrazia e chiude

Blockbuster Italia chiude definitivamente i battenti, dopo aver patito anni di pesantissima crisi. Anni in cui il mondo è cambiato e in cui anche il mercato è cambiato, ma Blockbuster è rimasta sostanzialmente uguale a se stessa e si è accorta troppo tardi delle possibilità di innovazione che avrebbe potuto cogliere.

I punti vendita superstiti stanno per lasciare il posto ad una catena di parafarmacie.

 
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Pubblicato da su 5 giugno 2012 in business, news

 

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Google acquisisce Meebo!

Non si calma il fermento nel mercato del web: in questo unico post sul proprio blog, Meebo comunica ufficialmente di essere stata acquisita da Google, confermando una notizia che era nell’aria – anzi in Rete  – da qualche settimana. Applicazione web multichat, Meebo vanta 190 milioni di iscritti, che potrebbero essere utili ad allargare il bacino di utenza di Google+.

 
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Pubblicato da su 4 giugno 2012 in business, news, News da Internet

 

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Alternative interessanti per dare… “un aiuto subito”

In rete e sulla carta stampata è in corso un’interessante discussione sulla destinazione delle donazioni elargite attraverso gli SMS solidali attivati per l’emergenza causata dalle scosse di terremoto in pianura padana. Il Post ha pubblicato un articolo che illustra il percorso seguito dalle donazioni trasmesse nel 2009 all’epoca del terremoto in Abruzzo.

E’ bene sapere, comunque, che alcuni comuni colpiti dall’emergenza di questi giorni hanno aperto dei conti correnti bancari ad hoc, offrendo una possibilità di donazione in più, che potrebbe rappresentare uno strumento di aiuto ancor più immediato. Questi sono gli IBAN (le coordinate su cui è possibile effettuare un bonifico bancario) di cui ho avuto notizia finora, in caso di novità aggiornerò l’elenco.

  • Comune di Cavezzo: IT52J0503466720000000032456 (causale: emergenza terremoto)
  • Comune di Concordia sulla Secchia: IT57H0538766730000000944949
  • Comune di Novi di Modena: IT38N0200866903000100560218
  • Comune di San Felice sul Panaro: IT84X0503466980000000000100
  • Comune di Sant’Agostino: IT92F0611567340 000000251631 (causale: donazione a favore delle popolazioni colpite dal sisma del 20 maggio 2012)
Anche l’ANCI ha aperto un c/c, denominato “Terremoto Emilia e Mantova”. L’IBAN: IT20N0623003202000057138452

Vita ha inoltre pubblicato una vera e propria mappa di raccolta fondi con le coordinate bancarie dei conti attivati, con le stesse finalità, da CAI, Caritas diocesane delle zone colpite dall’emergenza, Croce Rossa Italiana, Misericordie, Gruppo Cooperativo CGM, Unitalsi, ANMVI, Mani Tese ONG, CGIL-CISL-UIL, Confindustria, USB, istituzioni, quotidiani e catene della grande distribuzione.

 
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Pubblicato da su 4 giugno 2012 in news

 

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Nano-SIM, approvate come nuovo standard

Con un comunicato pubblicato in data 1 giugno, l’ETSI (European Telecommunication Standards Institute) rende nota l’approvazione di un nuovo formato di SIM per la telefonia mobile.  In virtù delle loro ridottissime dimensioni, inferiori del 40% rispetto al più piccolo formato oggi esistente, potranno essere utilizzate in nuovi dispositivi mobili oggi in progetto.

I formati esistenti – e utilizzati – finora erano tre: la SIM full-size è quella che ha dimensioni vicine a quelle di una carta di credito, e che veniva infilata nei cellulari di grandi dimensioni in uso una ventina di anni fa. Il formato oggi più utilizzato – un ritaglio molto ridotto della versione full-size – corrisponde alla Mini-SIM (che proprio per la sua diffusione viene oggi chiamata SIM), le cui dimensioni sono idonee agli alloggiamenti previsti anche da apparecchi di piccole dimensioni. Il terzo formato è la Micro-SIM, il cui utilizzo è iniziato con iPhone 4 e iPad, per poi proseguire con altri smartphone (alcuni Nokia e Sony Xperia di ultima generazione, l’HTC One X e il nuovo Samsung Galaxy SIII). I tre formati hanno una sola misura in comune, lo spessore pari a o,76 mm.

Quello approvato nei giorni scorsi dall’ETSI è dunque un formato di dimensioni ancora inferiori (12,3 x 8,8 mm), che grazie al suo ridotto spessore (0,67 mm) troverà impiego in nuovi apparecchi per la telefonia mobile, che potranno essere ancor più sottili e avere un design sempre più light. Qualcuno potrebbe persino arrivare a pensare di impiantarsi una di queste SIM sotto pelle: se c’è chi ha provato a farsi un piercing tecnologico con i supporti per potersi portare al polso l’iPod senza cinturino, l’ipotesi non è così inverosimile.

 
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Pubblicato da su 4 giugno 2012 in cellulari & smartphone, tecnologia

 

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Terremoti e altri eventi nell’era di Internet

Negli ultimi giorni, con il terremoto che ha colpito (e continua a colpire) la pianura padana e in particolare l’Emilia, emerge con molta energia anche l’informazione veicolata da Internet, soprattutto attraverso Twitter, i cui utenti danno aggiornamenti attraverso brevi messaggi. Anche l’INGV – il cui Centro Nazionale Terremoti ha un proprio sito web e recentemente ha aperto anche un blog – utilizza questo canale per comunicare, nel più breve tempo possibile, intensità e coordinate degli eventi che si verificano sul territorio.

Nell’enorme flusso di tweet contraddistinti dall’hashtag #terremoto c’è di tutto, da chi condivide informazioni utili nell’emergenza a chi scrive solo per richiamare su di se’ un po’ di attenzione. Nei primi istanti che seguono una scossa di rilievo, la maggior parte degli utenti scrive per verifica (chi si trova nelle vicinanze dell’epicentro non ha dubbi, mentre gli utenti più distanti chiedono conferme a chi li segue) e l’insieme dei primi messaggi alimenta mappe come questa (composta con Trendsmap), in cui le località che risultano maggiormente evidenti sono quelle in cui ricorre il maggior numero di messaggi contraddistinti dallo stesso hashtag (click per visualizzare l’ingrandimento in un’altra pagina web):

Al di là delle rappresentazioni grafiche, l’insieme dei dati utili veicolati da Twitter – al netto dei tweet più trascurabili – costituisce un utilissimo insieme di informazioni, assolutamente da raccogliere e conservare, anche per obiettivi pratici: alcune indicazioni e raccomandazioni che qualcuno ha trasmesso sono vere e proprie procedure da seguire in caso di emergenza.

In un eventualità come questa, con le reti di telecomunicazioni che possono risentire di difficoltà piuttosto serie, mi ha favorevolmente sorpreso constatare che alcune compagnie telefoniche – sempre da Twitter – hanno spiegato agli utenti come rimuovere le password di accesso ai loro router (per consentire l’accesso alle reti wireless a chiunque avesse necessità di comunicazione e fosse in grado di utilizzarle), suggerendo di posizionare gli apparati su davanzali o balconi per ampliarne le potenzialità.

Chi ha uno smartphone con fotocamera e modulo GPS ha anche la possibilità di collaborare con la Protezione Civile:

Da pochi giorni il team geoSDI ha reso disponibile in rete sul sito dedicato al progetto (www.geosdi.org) una applicazione Android geoSDIcollect che consente a chiunque abbia uno smartphone Android dotato di fotocamera e ricevitore GPS, di segnalare un punto di interesse (con il modello della scheda danno della regione) e quindi scattare una foto ed associare posizione e notizie relative (tipo di danno, numero coinvolti, note, etcc). L’applicativo permette di rilevare in pochi secondi un punto, di archiviarlo e di inviarlo (in tempo reale o dopo quando la connessione alla rete è disponibile) al sistema che lo pubblica e lo rende immediatamente visibile in mappa e quindi utile alla community. 

Coinvolgere la popolazione, i tecnici e ciunque abbia qualcosa da segnalare è un modo di porsi in modo proattivo nei confronti della macchina dell’emergenza e le attività che in questi giorni si stanno svolgendo nell’area del sisma hanno tanto bisogno di cooperazione, coordinamento e soprattutto di conoscere la reale situazione in modo sempre più specifico. 

Con questo progetto, l’IMAA (Istituto di metodologie per l’analisi ambientale) del CNR, attraverso il gruppo di ricercatori geoSDI, ha in pratica aperto al pubblico il proprio sistema informativo territoriale per la raccolta di informazioni. L’applicativo per smartphone Android è disponibile per il download dal sito www.geosdi.org/geoSDIcollect.apk 

Piccola riflessione a corollario dell’argomento: queste e altre possibilità si scontrano, ovviamente, con i limiti derivanti dal digital divide, ossia dallo squilibrio tecnologico che interessa il nostro Paese, in cui esistono aree dove le reti di telecomunicazioni (fissa e mobili) non offrono la possibilità di connessioni in banda larga. Come ho detto in altre occasioni, il Digital divide non è solo un fattore infrastrutturale: consiste anche nella diversa capacità di utilizzare le tecnologie disponibili da parte delle persone (c’è un gap molto evidente tra utenti esperti, o comunque “smaliziati”, e persone digiune di tecnologia, per propria volontà o per cause di forza maggiore).

Per questi e altri motivi, quando tra le problematiche che affliggono il nostro Paese si annoverano situazioni critiche e si parla anche di digital divide, nonché della necessità di investimenti per ridurlo (sia sul piano delle infrastrutture che su quello culturale), sarebbe opportuno che tutti – istituzioni in primis – non ne sottovalutassimo l’importanza.

 
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Pubblicato da su 4 giugno 2012 in comunicazione, Internet, Mondo, tecnologia

 

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