RSS

Archivi tag: incidenti

Il valore e i valori della vita non si riducono in un post

Non trovo nulla di sensato in questa storia raccontata dalla stampa (che richiamo nell’immagine qui riportata), in cui in seguito ad un incidente, una persona di passaggio vede una vittima e – come reazione immediata – si preoccupa solo di filmare la vicenda:

Non trovo nulla di sensato nemmeno nelle parole di questa dichiarazione raccolta dal Resto del Carlino:

«Ero sconvolto, sotto choc, volevo fare qualcosa per quel giovane a terra, mi hanno detto che non dovevo avvicinarmi, che stavano arrivando l’ambulanza e i carabinieri. Mi sono messo a filmarlo e a fare una diretta. Volevo condividere il mio dolore, mi sono sentito solo, nessuno che mi abbracciasse. Non cercavo lo scoop, giuro. Ora ho capito di aver sbagliato e chiedo scusa a tutti, alla famiglia soprattutto. Ma è anche colpa di questa società che vuole tutto in diretta e senza più valori. Ho chiamato in Vaticano per far dire una preghiera per Simone»

Non sono sconvolto dalle contraddizioni (“chi mi segue chiami aiuto” e “mi hanno detto che avevano già chiamato i soccorsi”), ne’ dalla “inversione di posizione” con la vittima (“mi sono sentito solo, nessuno che mi abbracciasse”), poiché comprendo che essere testimone di un incidente o delle sue immediate conseguenze possa generare un impatto sconvolgente: a colpirmi è il fatto che la prima reazione sia stata prendere lo smartphone e filmare l’accaduto in una diretta via Facebook.

In questa vicenda, la presunta necessità di condividere l’accadimento attraverso un social network ha sostituito gli istinti umani. Davanti a situazioni simili c’è chi corre a prestare aiuto, soccorso, protezione. C’è anche chi scappa, per istinto di sopravvivenza (propria), sentendosi incapace di sostenere una simile situazione. E c’è chi filma, perché c’è una società che vuole tutto in diretta. Il telefono va preso in mano per chiamare il 112, non per assecondare un’entità disumana a cui non interessiamo: questo nuovo istinto alla condivisione è frutto di una vera e propria intossicazione, un essere umano non può perdere di vista le priorità reali.

L’assurdità di questi istinti social ci viene confermata dall’esistenza di cartelli come questi, che sono lì a ricordarci – perché è diventato necessario che qualcuno ce lo ricordi – che il valore e i valori della vita non si riducono in un post.

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 23 ottobre 2017 in news

 

Tag: , , , , ,

Sicurezza fa rima con “consapevolezza”

prince-william-pre-doctored1

Avete presente il motivo per cui l’accesso ad un sistema è subordinato all’utilizzo di un nome utente (username) e di una password? E le (ovvie) ragioni per cui queste informazioni devono essere mantenute riservate?

Bene. Ora osservate questo esempio, non recentissimo, ma utile a rendere l’idea. La foto riprodotta qui sopra (click per ingrandire) ritrae il duca di Cambridge – meglio noto come principe William – in una base della RAF ed è stata pubblicata puramente per questioni di immagine. Qui non si nota niente di particolare, anche perché questa risoluzione non è il massimo per i dettagli, ma osservando bene l’immagine, in alto a sinistra c’è un foglietto appeso alla parete. In questo ingrandimento si vede meglio (intanto, meglio metterci delle pecette, va’):

Prince-William-Passwords

Sicuramente quei MilFlip Logon Details non apriranno al mondo le porte di importantissimi segreti militari, ma – come si diceva sopra – se esistono credenziali di autenticazione, un motivo c’è. Lo conferma la reazione del ministero della difesa britannico che, dopo averne ricevuto segnalazione, ha provveduto a sbiancare il dettaglio incriminato…

photo_prince_william_1_photoshopped-620x434

 
Commenti disabilitati su Sicurezza fa rima con “consapevolezza”

Pubblicato da su 31 gennaio 2013 in news, security

 

Tag: , , , , , , ,

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: