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Smartphone a scuola? No, “media education”

Quando Valeria Fedeli – due anni fa come Ministro dell’Istruzione – definì lo smartphone “uno strumento che facilita l’apprendimento, una straordinaria opportunità che deve essere governata” per sdoganarne l’impiego a scuola da parte degli studenti “per migliorare l’apprendimento ed incrementare l’efficienza”, avevo manifestato un certo scetticismo:

Esistono criticità da risolvere prima: in buona parte delle nostre scuole oggi mancano infrastrutture tecnologicamente adeguate (soprattutto in termini di connettività – ad Internet e interna – e di attrezzature) e sul fronte degli insegnanti è necessario provvedere ad una formazione idonea all’acquisizione di competenze mirate in tal senso. Naturalmente attuare tutto questo non è possibile senza provvedere ai necessari investimenti in questa direzione, un presupposto fondamentale per porre le basi di un serio processo di alfabetizzazione digitale.

Per questo apprendo con piacere che l’attuale ministro Lucia Azzolina ha un approccio diverso:

“Nativi digitali non significa saper usare con consapevolezza i media e i social media, gli studenti hanno bisogno di una bussola, devono essere guidati. La scuola ha questo compito, insieme alle Istituzioni, come la Polizia postale, di orientare e formare gli studenti al mondo digitale”.

Si spera che questo compito possa essere supportato da adeguati investimenti. Altrimenti, saranno altre parole al vento.

 
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Pubblicato da su 3 febbraio 2020 in news

 

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Welcome on Twitter, @equitalia_it

EquitaliaTwitter

Equitalia ha annunciato ieri di aver aperto un proprio account su Twitter (unico canale ufficiale della società presente sui social media), che si aggiunge al nuovo sito web istituzionale. Il debutto è stato salutato con un coro di tweet, anche di benvenuto, a cui hanno fatto seguito altri non proprio benevoli che, verosimilmente, non hanno considerato con grande attenzione i contenuti della social media policy del gruppo, che correttamente dice:

Tutti gli utenti potranno esprimere la propria opinione nel rispetto degli altri; ognuno è responsabile di ciò che pubblica.

Tutti coloro che vorranno smentire eventuali contenuti sono pregati di accompagnare le proprie esternazioni con collegamenti a fonti di informazioni o attendibili. Siamo aperti a tutte le opinioni specialmente quando sono accompagnate da fatti verificabili.

Inoltre, per la tutela della privacy degli utenti, suggeriamo di non pubblicare dati personali (email, numero di telefono, codice fiscale etc.)

Seguire un account Twitter o inserirlo in liste di interesse non significa condividerne la linee di pensiero; lo stesso vale per i retweet, per i tweet preferiti e per i messaggi presenti sull’account pubblicati dagli utenti.

Tutte le offese rivolte a Equitalia, o a persone afferenti al Gruppo, verranno raccolte e comunicate direttamente agli uffici competenti che valuteranno se e come intervenire.

Per quanto riguarda la moderazione, la policy specifica inoltre che “la gestione dell’account avviene dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18. Al di fuori di questi orari e nei giorni festivi il presidio non è garantito”. Anche l’orario indicato è assolutamente normale e specificarlo non è superfluo come potrebbe apparire, perché va a completare l’opportuna informativa diretta agli utenti.

Uomo avvisato mezzo salvato, dunque, soprattutto per quanto riguarda l’approccio da tenere nelle comunicazioni. E in realtà non c’è altro, perché Twitter verrà utilizzato come canale informativo. Le presenze web che richiedono attenzione, circospezione e consapevolezza sono altre.

P.S.: nulla vi vieta di eliminare da Twitter la foto del vostro yacht battente bandiera delle Cayman, comunque 😀

 
Commenti disabilitati su Welcome on Twitter, @equitalia_it

Pubblicato da su 5 febbraio 2015 in news, social network

 

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Crescono le news online, soprattutto su smartphone e tablet

DigitalNewsReportReuters1

I tablet stanno sempre più affiancando gli smartphone nella loro nuova funzione di portare le notizie agli utenti in tempo reale. Lo zoccolo duro costituito da chi preferisce la TV si sta assottigliando. La conferma arriva dall’ultimo Digital News Report pubblicato dal Reuters Institute, realizzato conducendo una ricerca basata su un campione di lettori online in Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Francia, Italia, Spagna, Brasile, Giappone e Danimarca.

 
1 Commento

Pubblicato da su 3 luglio 2013 in business, cellulari & smartphone, Internet, media, studi, tablet

 

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