Oggi l’ANSA (probabilmente insieme ad altre agenzie) fa tornare d’attualità la possibilità che Facebook introduca il pulsante non mi piace. Un’anticipazione ripetuta varie volte e mai concretizzata per le note perplessità espresse – anche stavolta – da Zuckerberg & C.
La notizia vera sarà l’attivazione effettiva, quando avverrà. Forse allora usciranno con titoli cubitali…
Nel frattempo Zuckerberg avrebbe spiegato che in realtà non stanno pensando a quello, ma a qualcosa che potrebbe essere un sorry, mi dispiace.
Il mercato dei periodici cartacei non gode da tempo di buona salute e il mondo dell’editoria si vede ogni giorno sempre più costretto a cogliere nuove sfide nel digitale. Alberto Peruzzo Editore tenta un percorso contrario e lancia la rivista Like, un mensile-guida dedicato ai social media. Il direttore Alessandro Peruzzo motiva così la scelta editoriale:
“Un italiano su due è sui social, ma non tutti ne conoscono il funzionamento, i rischi, le potenzialità. Con la nuova rivista ogni mese garantiremo le notizie più rilevanti e i migliori suggerimenti per approcciare in modo entusiasmante e curioso la vita social degli utenti”.
La tiratura della rivista è di 60mila copie, il prezzo è di 3,90 euro. Il logo ricorda quello di riviste come Life o Epoca, e lo slancio creativo si esaurisce lì. A mio parere la strategia alla base di questa scelta editoriale appare tanto spavalda quanto mal supportata. A conforto della mia opinione, il poco percettibile squilibrio tra la promessa che si legge in copertina “Ti aiutiamo a mettere on line il tuo sito” e ciò che si trova su http://www.peruzzo.com.
La scorsa settimana, nel SDK (kit di sviluppo software) Javascript di Facebook, lo sviluppatore Tom Waddington ha scoperto una funzione che svela il nuovo pulsante Want , non ancora operativo nel social network. Da quando questa novità è stata resa pubblica, Facebook ne ha rimosso il codice dal SDK.
Traducibile con Lo voglio, il nuovo pulsante esprime un concetto differente – e sicuramente più commerciale – da quello del pulsante Like (Mi piace). Pensiamo ad un utente che abbia espresso “Lo voglio” sulla pagina Facebook di un certo prodotto: lui stesso, nel box “persone che potresti conoscere”, potrebbe ritrovarsi altri utenti che hanno fatto la stessa cosa, e i suoi amici di Facebook potrebbero ricevere l’invito a mettere un “Lo voglio” sullo stesso prodotto, veicolandone – ed amplificandone – il messaggio pubblicitario. Il contatore si incrementerà ad ogni click e verosimilmente – una volta a regime – il “Lo voglio” potrà essere uno strumento per elaborare dati interessantissimi e costruire classifiche, che contribuiranno ad aumentare la visibilità delle pagine Facebook che hanno registrato più utenti.
Ma c’è dell’altro: nello stesso SDK è presente un’altra funzionalità non ancora operativa, indicata come Facebook Social Context, che consente di creare gruppi di utenti accomunati da determinate keyword, ossia parole chiave. Ovviamente, se la parola chiave è un marchio o il nome di un prodotto, in corrispondenza del quale vari utenti hanno cliccato Mi piace o Lo voglio, per Facebook si moltiplicano le possibilità di aggregazione di dati legati agli utenti e preziosi per il marketing, sia perché così gli stessi utenti si trasformano in un campione per indagini di mercato, sia perché possono ricevere proposte pubblicitarie mirate.
La pubblicità è l’anima del commercio. E anche di Facebook.