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Mai accettare zip dagli sconosciuti (ma nemmeno pdf, rtf, doc…)

Phishing4500

Mittente sconosciuto.

Allegato con nome generico.

Testo del messaggio vago, generico e senza alcun presupposto (non fa seguito a nulla che il destinatario si aspetti). Quelle in rosso sono mie aggiunte.

Sono tutti fattori che portano ad un unico risultato: phishing, un’esca per far abboccare chi riceve il messaggio, una trappola in cui è opportuno non cadere. Cliccando sull’allegato (o su un eventuale link) per aprirlo, si attiva qualcosa di malevolo.

CESTINATELO. Sempre. Senza se e senza ma, direbbe qualcuno.

 
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Pubblicato da su 2 novembre 2015 in truffe&bufale

 

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Specchietti per allodole sprovvedute

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A volte mi chiedo se, per gli autori di questi messaggi di phishing maldestro, valga ancora la pena spedire massivamente queste esche ingannevoli con l’obiettivo fraudolento di raccogliere dati personali (da nomi e indirizzi fino agli estremi di carta di credito e/o conto corrente).

Davvero esiste qualcuno che casca in un tranello scritto in modo così approssimativo (ma soprattutto pessimamente tradotto) da far capire subito che si tratta di una truffa senza appello?

 
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Pubblicato da su 6 settembre 2014 in Buono a sapersi, security, truffe&bufale

 

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Phishing, oltre quaranta arresti

45 arresti in Italia e all’estero: è il primo risultato dell’operazione Porte Chiuse condotta dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano, Interpol e Polizia rumena. Dalla indagini risultano tutti far parte di un’organizzazione criminale specializzata in truffe attuate con attacchi di phishing che avrebbero coinvolto 600 titolari di conti correnti bancari e carte di credito. Il raggiro avrebbe potuto portare le rapine telematiche  a raggiungere un valore complessivo stimato in oltre 2 milioni di euro, ma che l’operazione avrebbe limitato a 300mila.  Dal comunicato della Polizia di Stato:

L’organizzazione criminale aveva realizzato una struttura, con sede all’estero, che si occupava di mandare delle e-mail “trappola” che inducevano i titolari di conti correnti a visitare siti clone in modo da poter sottrarre loro le credenziali di accesso di gestione dei conti.

I soldi illeciti venivano trasferiti su carte di credito ricaricabili e schede telefoniche oppure utilizzando i meccanismi di gioco online.

I componenti della banda infatti si erano resi conto che i canali di riciclaggio del denaro, via via si chiudevano grazie agli interventi delle banche; così si ingegnavano nel creare nuovi sistemi di spostamento di denaro come, appunto, il settore dei giochi online: chi perdeva era normalmente uno dei terminali della truffa che però faceva vincere un altro giocatore, complice.

Sono oltre 600 i correntisti colpiti, per un totale di 2 milioni di euro che però è stato limitato a circa 300 mila grazie all’intervento dei poliziotti.

L’indagine è partita a seguito di un controllo, effettuato da una Volante della questura di Milano, ad un cittadino che aveva con sé molte carte prepagate intestate a persone diverse.

Dalle prime indagini si è scoperto che l’organizzazione era di tipo verticistico: un primo gruppo, che operava principalmente nel Regno Unito, si occupava di accaparrarsi le credenziali di accesso dei conti correnti; un secondo gruppo, che agiva tra Italia e Svizzera, ripuliva il denaro sottratto, con l’acquisto di carte di credito o schede telefoniche; un terzo gruppo, con base in Romania, si occupava degli aspetti tecnici.

 
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Pubblicato da su 26 giugno 2012 in news

 

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