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Attenzione al phishing camuffato da Booking (e non solo)

Febbraio e marzo sono i mesi in cui milioni di italiani iniziano a organizzare le vacanze di Pasqua, i ponti di aprile e maggio, ma soprattutto le ferie estive. Lo sappiamo noi e lo sanno ancor meglio i cybercriminali: la Polizia Postale ha lanciato in questi giorni un nuovo allarme su una campagna di phishing mirata specificamente a chi ha già prenotato un viaggio tramite piattaforme online come Booking, Airbnb e altre.

Il meccanismo si basa su un dettaglio preciso: l’importo indicato nel messaggio fraudolento coincide esattamente con la cifra realmente versata per il viaggio. Ed è proprio questa corrispondenza a rendere la truffa particolarmente credibile.

La comunicazione può arrivare via mail o messaggi WhatsApp. Il mittente si presenta sotto le mentite spoglie della piattaforma scelta per la prenotazione e comunica che il pagamento non è andato a buon fine, oppure è ancora in verifica, con l’invito a effettuare un “pagamento prioritario” o un “riaccredito necessario” verso un conto che, ovviamente, è nelle mani dei truffatori.

Attenzione all’aspetto anche grafico dell’e-mail, che spesso è realmente molto simile a quello ufficiale. Grazie anche all’intelligenza artificiale generativa, i criminali riescono a creare messaggi e siti quasi identici a quelli originali, includendo persino chatbot automatizzati che imitano l’assistenza clienti.

Questi sono i testi tipici che devono far scattare un campanello d’allarme immediato:

  • “Il pagamento precedentemente effettuato non risulta accreditato”
  • “Il suo pagamento è in verifica, è necessario un riaccredito urgente”
  • “Effettui un pagamento prioritario per confermare la prenotazione”
  • Qualsiasi messaggio che crei senso di urgenza e spinga ad agire in fretta, senza dare il tempo di verificare

Quindi, come non cascare nella trappola?

  1. Non cliccare mai sui link contenuti in e-mail o messaggi sospetti, anche se la grafica sembra autentica.
  2. Digitate voi stessi l’indirizzo della piattaforma nel browser per verificare lo stato della vostra prenotazione.
  3. Controllate il mittente dell’e-mail: spesso differisce di una sola lettera da quello reale, o ha un dominio insolito (es. .today, .info).
  4. Non effettuate mai un secondo pagamento prima di aver verificato direttamente sulla piattaforma ufficiale.
  5. Diffidate dei siti che accettano solo carta di credito e rifiutano metodi come PayPal: è un possibile segnale di truffa.
  6. Se avete già pagato, contattate subito la banca per bloccare il bonifico o contestare l’addebito.

Anche se non avete effettuato nessun pagamento, segnalate il tentativo di truffa tramite il portale della Polizia Postale su commissariatodips.it. Ogni segnalazione contribuisce a monitorare il fenomeno e a proteggere chi prenota dopo di voi.

Questa notizia non deve farvi diffidare degli operatori turistici online, ma ricordate: i truffatori puntano proprio sulla fretta e sull’emozione del momento. Un minuto di verifica in più può salvarvi da una brutta sorpresa.

 
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Pubblicato da su 24 Febbraio 2026 in news

 

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Facebook, addio alla criptovaluta

Anche nel mondo della tecnologia non tutte le ciambelle escono col buco: tra tutti i progetti varati da aziende come Google, Microsoft, o Apple possiamo trovare qualcosa che si è arenato, se non è addirittura naufragato. Ed è accaduto anche a Facebook (anzi, Meta) che ha ufficializzato l’abbandono del progetto di sviluppo di una propria criptovaluta, nata prima con il nome di Libra e, più recentemente, ribattezzata Diem.

Ma andiamo con ordine: nel giugno del 2019 Facebook aveva annunciato al mondo un progetto per la realizzazione di un nuovo sistema di pagamento, fruibile da miliardi di utenti per scambi di denaro online nell’ambito delle piattaforme social (Facebook, Instagram) e di messaggistica (Messenger, WhatsApp). Avrebbe dovuto trattarsi a tutti gli effetti di una criptovaluta e, all’epoca, il nome designato fu Libra. I toni trionfali, ma soprattutto le ambizioni notevoli, spinsero l’interesse da parte di protagonisti come VisaPayPal, Vodafone, Booking, Uber, Spotify, aziende con grandi bacini di utenza, pronte a contribuire all’utilizzo – e al successo – della nuova piattaforma.

Il progetto lievitò e la sua dimensione trasversale convinse il gruppo guidato da Mark Zuckerberg a trasferirne la gestione in una fondazione – la Libra Association – supportata da Calibra, una società appositamente costituita per palesare un distacco (almeno formale) dal social network, con l’obiettivo di un go-live nel 2020. Va osservato che questa iniziativa, guidata da un gruppo non proprio “immacolato” per quanto riguarda la gestione delle informazioni, non fu ben vista fin da subito dal mondo finanziario e dalle istituzioni: l’authority di regolamentazione USA non ha mai concesso alcuna approvazione, ravvisando in Diem potenziali distorsioni date dal “monopolio” di Facebook nel mondo dei social network, ma anche una potenziale facilità di utilizzo nell’ambito di operazioni di riciclaggio di denaro.

Persino dalla Federal Reserve giunsero puntualmente varie perplessità in merito alla stabilità finanziaria della moneta virtuale e, forse anche per questa esplicita e diffusa diffidenza, chi si occupava del marketing del progetto pensò ad un nuovo nome per la valuta e, conseguentemente, anche l’associazione fu ribattezzata Diem Association. L’obiettivo iniziale era legare Diem all’andamento di un “panel” di valute internazionali, per darle maggiore stabilità, ma nel corso del 2021 la fondazione stabilì di collegarne le sorti al dollaro USA. Per conferire affidabilità al progetto fu stato inoltre individuato anche un partner “bancario” (Silvergate), che avrebbe dovuto occuparsi di emettere la valuta vera e propria.

Ma nonostante questo la bontà dell’iniziativa è sempre rimasta in discussione, anche a livello interno, come testimoniano le dimissioni del numero uno del progetto Diem David Marcus. E il comunicato con cui la Diem Association spiega di aver ceduto a Silvergate tutte le tecnologie legate alla criptovaluta sancisce il fallimento di questo progetto.

 
Commenti disabilitati su Facebook, addio alla criptovaluta

Pubblicato da su 1 Febbraio 2022 in news

 

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