Anche Facebook lancia la sua operazione trasparenza e pubblica le richieste ricevute dagli enti governativi sui dati degli utenti. Ne parla Colin Stretch – general consuel del social network – illustrando il Global Government Report che evidenzia, per l’italia, 1705 richieste su 2.306 utenti.
Qualcuno potrebbe legittimamente non averla capita, per cui ve la spiego. I motori di ricercano usano gli spider (dei software) per cercare e catalogare le pagine web. In un sito web, un file chiamato “robots.txt” contiene istruzioni che possono impedire agli spider l’accesso ad alcune pagine del sito (o anche a tutte) per l’indicizzazione nei motori di ricerca. In questo caso, questo file inserito nel sito web governo.it impedisce a qualunque spider (indicato con un asterisco, che non specifica nulla) di accedere ai contenuti di due determinate cartelle che contengono l’elenco dei dirigenti e dei relativi stipendi e i dati relativi a consulenze e incarichi della Presidenza del Consiglio dei ministri.
L’operazione trasparenza è un po’ lacunosa: i dati sono pubblicati, ma si impedisce ai motori di ricerca di reperirli, per fare in modo che l’utente – se proprio volesse consultarli – se li vada a cercare da solo. Comunque, se volete verificare l’esistenza di contenuti che il titolare di un sito divulga mal volentieri, ora sapete dove andare…