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Google Nest Guard, il microfono c’era, ma non si vedeva (e nessuno sapeva)

Nest Guard, sistema di sicurezza domestico, a inizio febbraio è stato aggiornato e Google ha pensato bene di rendere noto che l’update lo ha reso compatibile con il suo assistente vocale. “Strano – hanno pensato gli utenti – le specifiche tecniche non indicano la presenza di un microfono, come può funzionare?” Il problema è proprio nella sbadataggine di Google: non si era dimenticata di integrarlo nel sistema, ma di avvisare i propri ignari utenti che il microfono era già presente.

“Si è trattato di un errore da parte nostra” dicono da Google, riferendosi ovviamente al fatto di non averlo indicato in alcun documento, ma il microfono – sempre a detta loro – “non è mai stato acceso e viene attivato solo quando gli utenti abilitano specificamente l’opzione”. La sua presenza era stata prevista con la prospettiva di aggiungere nuove funzionalità di sicurezza, ad esempio la possibilità di rilevare rumori sospetti, come quello della rottura di un vetro.

La (dis)attenzione di Google per la privacy degli utenti non è una novità, ma l’attenzione degli utenti verso queste problematiche deve essere sempre alta: tutti i dispositivi legati al mondo di smart home e smart building sono connessi e quindi potenzialmente sempre più vulnerabili alle possibilità di sfruttamento remoto da parte di terzi. In assenza di adeguata protezione, queste soluzioni possono consentire a qualcuno non solo di carpire dati personali (come nel caso di un microfono nascosto), ma potrebbero essere utilizzati anche per prendere letteralmente il controllo di un’appartamento o di un edificio e permettere azioni ai danni del proprietario, a partire dalla disattivazione dei sistema di allarme e sorveglianza fino ad arrivare all’attivazione di elettrodomestici e impianti, o all’apertura di porte e finestre.

 

 
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Pubblicato da su 21 febbraio 2019 in news

 

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Google entrerà nelle nostre case. Senza bussare

DropCam-PRO_Front_72dpi[1]A inizio anno Google aveva messo le mani su Nest Labs per 3,2 miliardi di dollari. Ora è disposta a sborsare 555 milioni di dollari per Dropcam (nell’operazione, però, l’acquisitore risulta essere proprio Nest Labs).

Nest Labs si occupa di rilevatori e termostati controllati in rete, Dropcam è sul mercato dei sistemi di sorveglianza tramite telecamere e sensori di movimento. Le due operazioni sembrano complementari e dimostrano l’interesse di Google per la domotica e la sicurezza domestica. Guardando il tutto un po’ più dall’alto, appare sempre più evidente che l’obiettivo del gruppo sia un ulteriore allargamento del mercato, naturalmente in settori di particolare interesse per gli utenti, che presto potrebbero essere in grado di utilizzare soluzioni targate Google per sorvegliare e controllare la propria abitazione – con i dispositivi che vi sono installati – da smartphone e tablet.

Di termostati e telecamere abbiamo già parlato, è noto a cosa servano, ma è da capire che potenzialità offrono in termini di raccolta e trasmissione di informazioni. Ma anche i rilevatori di fumo di Nest Labs sono in grado di rilevare e comunicare dati utili ad elaborare statistiche, così come i Tabs di Dropcam. Pertanto non è inverosimile pensare che a Google – ormai leader nell’attività di profilazione degli utenti a scopo di marketing e pubblicità – possano interessare i dati raccolti a casa nostra da questo tipo di dispositivi.

 
Commenti disabilitati su Google entrerà nelle nostre case. Senza bussare

Pubblicato da su 24 giugno 2014 in news

 

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La butto lì…

Google rileva Nest e mira alla domotica. Pronti alle case intelligenti con comando vocale, magari mediato da Android?

 
1 Commento

Pubblicato da su 14 gennaio 2014 in business, tecnologia

 

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