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Abbastanza indifferente

18 Lug

I’m Watch, presentato oggi a Milano in una conferenza stampa (al Ristorante Orti di Leonardo nel Palazzo delle Stelline), non mi entusiasma affatto, ma a mio avviso le icone che compaiono sul display sono davvero molto belle. Però queste finezze estetiche non mi sembra compensino alcuni aspetti non trascurabili, tra cui:

  • è un orologio che – nel suo modello base – costa 300 euro (no, ok, ne costa 299), che si propone come companion di uno smartphone che ne può costare almeno altrettanti;
  • con uno smartphone con il touchscreen, è possibile fare molte operazioni con una mano sola, tra l’altro utilizzando un semplice auricolare con microfono da pochi euro (Bluetooth e non) è possibile condurre una conversazione con le mani libere, mentre l’utilizzo di I’m Watch non è altrettanto pratico;
  • acquistarlo sul sito web comporta spese di spedizione aggiuntive di 10 euro, anche per il modello top che costa 15mila euro (no, ok, sono solo 14.999); tanto per fare un esempio di aziende che vendono online, Amazon non le fa nemmeno pagare per acquisti di valore superiore ai 19 euro;
  • non è una novità assoluta, aziende della Corea del Sud e Giappone hanno a catalogo prodotti analoghi già da tempo, forse il più famoso è lo smartwatch Sony (evoluzione di un modello di epoca pre-androidiana di cinque anni fa).

Concludo, per il momento, considerando che I’m Watch è – come qualunque oggetto di lusso – qualcosa di cui posso serenamente fare a meno.

 
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Pubblicato da su 18 luglio 2012 in business, cellulari & smartphone, News da Internet

 

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