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A volte sono favorevole alle proroghe

13 Mar

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Dopo aver provocato la morte di 77 persone nel 2011, Anders Behring Breivik era stato condannato a ventun anni di carcere (in Norvegia l’ergastolo è stato abolito). In questi giorni si terrà un’udienza in seguito alla sua denuncia nei confronti dell’autorità giudiziaria, a suo dire colpevole di trattarlo con condizioni disumane. La sua detenzione, in regime di isolamento, ha luogo in tre celle (una per vivere, una per studiare e una per fare esercizio fisico). Gli è concesso vedere la TV, utilizzare un computer non connesso a Internet e giocare con una Playstation, che però – sempre a suo dire – non è provvista di giochi nuovi.

La legge prevede che la sua condanna possa essere prorogata di cinque anni, per più volte, se non verrà ritenuto pronto per tornare a vivere in società. Mancano ancora sedici anni al completamento della sua pena, ma mi permetto di nutrire qualche dubbio sul suo sereno ritorno in società.

 

 

 
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Pubblicato da su 13 marzo 2016 in news

 

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