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Internet fa male, Internet fa bene… Internet non “fa” niente

04 Ott

E’ straordinario quanto un argomento – come ad esempio il rapporto tra Internet e salute – possa essere divisivo. Non tanto nella percezione degli utenti, quanto in quella trasmessa dalla stampa, che riferisce delle ricerche di studiosi ed esperti in materia.

Secondo i dati diffusi dalla Società italiana di ipertensione arteriosa (Siia), “il 4% dei bambini e ragazzi tra i 4 e i 18 anni ha la pressione alta, e 4 bambini su cento sono ipertesi già alle elementari. Sul banco degli imputati una dieta scorretta – troppo sale e zucchero nei cibi – ma anche una vita sedentaria alimentata da un uso eccessivo di internet e videogiochi”. Situazione analoga a quella che si poteva leggere trent’anni fa, quando però il banco degli imputati era occupato dalla tv (non certo da Internet) e i videogiochi contribuivano al problema solo in parte. Internet fa male?

Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of American Heart Association, gli utenti che utilizzano Internet, e in particolare alcune app disponibili per smartphone, sono “più attivi e attenti al benessere fisico anche grazie alle conoscenze apprese via web e al contributo dei tracker per il monitoraggio della forma fisica, la corretta alimentazione e l’allenamento”. Internet fa bene?

L’oggetto della ricerche sembra differente, il campione analizzato lo è sicuramente, i risultati sono diametralmente opposti. I punti in comune sono invece molti, a partire dal fatto che si parla di moto, che da una parte sarebbe “inibito” dalla sedentarietà… alimentata da “un uso eccessivo di Internet e videogiochi”, mentre dall’altra è addirittura stimolato “dalle conoscenze apprese via web e al contributo dei tracker”.

Ovviamente ogni tematica va contestualizzata per poter essere trattata nel modo corretto anche per chi legge queste notizie, ma anche in questo caso – in cui lo stesso soggetto viene indicato sia come malefico che come benefico – la verità è un’altra. Non è internet a fare male, ne’ a fare bene. In questo caso è l’indole umana a condizionare i comportamenti di ognuno. Uno che trascorre il proprio tempo solamente con Internet e videogiochi non ha la stessa attitudine di un altro che sceglie di usare le app per tenere sotto controllo forma fisica e alimentazione.

Non è certo colpa di Internet se persone con obiettivi di vita differenti ottengono risultati differenti. Prima dell’avvento di Internet, videogiochi e tv, su chi si sarebbe potuto puntare il dito? Sul divano?

 
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Pubblicato da su 4 ottobre 2016 in news

 

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