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Non è un Paese per Internet

13 Mag

Ai molti che, da qualche tempo a questa parte, osservano con sospetto e diffidenza Twitter, Facebook e altri servizi Internet che necessiterebbero di una regolamentazione specifica per arginare minacce, insulti, calunnie, diffamazioni e turpiloquio in genere espressi via web, vorrei ricordare che esistono già leggi in materia valide per chiunque, che non discriminano tra scritte sui muri, lettere anonime e commenti sui blog, e che il reo di questi misfatti è più facilmente identificabile se li pone in essere su Internet (mentre scritte sui muri e lettere anonime rendono molto più complesso risalire all’autore).

Dietro al cosiddetto mondo virtuale di Internet ci sono persone in carne ed ossa, che compiono azioni reali di cui sono responsabili indipendentemente dallo strumento che utilizzano. La Rete può essere vista come uno strumento di comunicazione, o come un luogo. Entrambe queste concezioni sono estranee al concetto di responsabilità.

Osservando la stampa internazionale, possiamo constatare che questa tematica è dibattuta praticamente solo in Italia. Il problema non è che solo gli italiani se ne preoccupano, il problema è il fatto stesso che qualcuno pensi ad una regolamentazione specifica, senza comprendere che le leggi vanno applicate e fatte rispettare.

 
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Pubblicato da su 13 maggio 2013 in news

 

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