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M (non il boss di 007)

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Non sono stupito dal fatto che Facebook abbia lanciato la sperimentazione di M, il nuovo assistente virtuale: dopo Siri (di Apple), Google Now e Cortana (di Microsoft) era tempo che qualcun altro si muovesse nella stessa direzione.

Naturalmente M viene presentato come qualcosa di più degli assistenti offerti dai competitor, per ora si parla di un’applicazione di intelligenza artificiale calata in Messenger (risponderà via chat a chi lo contatterà, essendo disponibile in mezzo agli altri amici di Facebook), ma nel tempo forse potrebbe avvicinarsi alla Samantha del film Lei (Her).

Attenzione, però: lo scopo di Facebook non è certamente quello di fornire ai propri utenti un compagno virtuale in sostituzione di uno in carne ed ossa: dietro M non ci sono solo automatismi, ma anche molte risorse umane, impiegate sia nel suo sviluppo che nelle sue dinamiche funzionali. Prendetene nota… nel bene o nel male, presto se ne riparlerà, quantomeno per un aspetto fondamentale, ossia l’obiettivo dell’investimento profuso da Facebook.

Al di là degli aspetti scientifici e tecnologici inerenti gli sviluppi sull’intelligenza artificiale, l’azienda si aspetta senz’altro un ritorno economico. Non è difficile prevedere per quale strada sia possibile ottenerlo: i dati trasmessi dagli utenti a M verranno trasformati in informazioni utili ad una sempre più accurata profilazione sulle loro preferenze, da dare in pasto agli inserzionisti pubblicitari.

E, ancora una volta, è bene rendersi conto fin da subito dei possibili risvolti che una novità di questo peso può avere. Per farne uso con la dovuta consapevolezza.

 
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Pubblicato da su 27 Agosto 2015 in news, social network, tecnologia

 

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Sbagliare è umano

Nella sede di Google è in corso da tempo la sperimentazione di un progetto che riguarda auto senza conducente, cioè che si guidano da soleSebastian Thrun, l’esperto in intelligenze artificiali che è a capo del progetto, ha sempre dichiarato che queste auto sono “un meccanismo perfetto” e sono già state riconosciute (e quindi possono circolarvi lecitamente) dallo stato del Nevada. Qualche giorno fa, nei pressi di Mountain View, queste Google Car sono rimaste coinvolte in un incidente.

Tuttavia non si può dare torto a Sebastian Thrun: alla guida della Prius di Google che ha causato il tamponamento – che ha riguardato in tutto cinque veicoli – in realtà non c’era una persona, ma un conducente in carne ed ossa.

 
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Pubblicato da su 10 Agosto 2011 in curiosità, Mondo, news, News da Internet, tecnologia

 

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