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Posta certificata, attesa prolungata

28 Apr

Da un articolo pubblicato da il Sole 24 Ore:

Debutto col botto (con tanto di blackout informatico) per la posta elettronica certificata, Pec. Nei primi due giorni dall’avvio del servizio, 25mila persone hanno completato la fase di registrazione al portale del ministero necessaria a ottenere l’indirizzo email per comunicare con la Pubblica amministrazione.
Mediamente sono stati 20mila gli accessi orari registrati al portale per oltre 400mila contatti. Troppi, tanto che il sito postacertificata.gov.it si è bloccato per la seconda volta (era già accaduto il primo giorno utile per la registrazione).

Probabilmente è per questo motivo – e non semplicemente per un eccessivo numero di connessioni – che il portale www.postacertificata.gov.it non consente di registrarsi, presentando messaggi di errore – alternati alla richiesta di riprovare più tardi – anche durante le ore notturne.

UPDATE delle ore 23.50: attivabile e attivata

 
2 commenti

Pubblicato da su 28 aprile 2010 in Internet, Mondo, mumble mumble (pensieri), news

 

2 risposte a “Posta certificata, attesa prolungata

  1. Alessandro

    1 maggio 2010 at 13:28

    Io sono riuscito a richiedere la mia casella di PEC, ma non ho a tutt’oggi ricevuto riscontri o comunicazioni.

     
  2. anthony

    16 maggio 2010 at 08:18

    Postacertificat@gov.it. – a partire da tre giorni dopo che avevo ricevuto conferma al mio indirizzo mail abituale, non PEC, che la mia casella PEC era stata attivata (e ciò era avvenuto il giorno successivo a quello in cui m’ero recato all’Ufficio Postale indicato per completare e sottoscrivere la domanda, ottenendo una copia di tale documento con timbro postale a conferma dell’avvenuta e felicemente conclusa procedura, non riuscendo però a renderla effettivamente operante attraverso il mio client di posta – Windows Live Mail – anche se il “log in” nel sito web “pec.gov.it” riuscivo a farlo senza difficoltà, ho iniziato a parlare della mia esperienza in “blog” diversi e trattandosi della mia prima esperienza in assoluto ero piuttosto impacciato.
    Ho iniziato in data 9 maggio per terminare il 12 dello stesso mese. Non ricevendo risposte o non riuscendo a risolvere il problema nonostante le risposte, ogni giorno allargavo la cerchia dei blog nei quali inserivo il mio messaggio che, salvo poche varianti di carattere letterario, era sempre lo stesso. In totale ho distribuito dai 25 ai 35 blog-messaggi (uno di questi anche al blog del Ministro della Repubblica Italiana, promotore e mentore di questa iniziativa, Dott. Brunetta), ricevendo in totale 5/6 risposte sotto forma di commento alla mia impostazione.
    Ho usato tre nomi diversi, “antonio” “anthony” e “antony”, corrispondenti a miei tre precisi indirizzi e-mail (segnalati correttamente, di volta in volta, nella richiesta di ogni blog) rispettivamente nelle domiciliazioni “virgilio.it”, “tin.it” e “gmail.com” non nel tentativo di un puerile camuffamento ma solo per distribuire eventuali messaggi nelle diverse caselle.
    Il mio messaggio spiegava chiaramente la mia ignoranza tecnica e specifica, non è un disonore, aggiungendo che il collegamento era in DSL (o ADSL se si preferisce), che tutti i valori inseriti nel client, nessuno escluso, erano quelli precisati nel sito web PEC.gov. (gli stessi suggeritimi anche in un paio delle risposte ricevute): nonostante ciò non sono riuscito a risolvere il mio problema ed ho quindi deciso di rinunciare: dovrò ora approfondire come fare a farlo, perchè accettando avevo anche accettato d’addossarmi alcuni doveri e concedere alcuni benefici alla Pubblica Amministrazione che non voglio certo lasciare loro. Del mio fallimento non addosso la responsabilità a nessuno se non alla mia insufficiente preparazione tecnica, che avevo d’altra parte già confessato sin dall’inizio: se avessi, tuttavia, immaginato – questa riflessione è rivolta anche, se non in special modo e/o solo, al Ministro (i cui blog-segretari non hanno postato alcuna risposta alla mia domanda, ma anche ciò era già ampiamente previsto) che ha sponsorizzato quest’operazione da cinquanta milioni euro, ammesso poi che siano solo cinquanta, studiata per rendere la PA sempre più familiare e vicina al cittadino – che per poter accedere a questo servizio dovevo disporre delle conoscenze assicurate da un “degree” conseguito presso Harward e/o il MIT, entrambe le università nel Massachusset, o di Yale nel Connecticut, non avrei certo neppure iniziato.
    Infine non ho nessun reale bisogno, nella mia condizione, di una PEC: se questo bisogno fosse solo anche blandamente esistito avrei già provveduto in modo diverso da tempo; sul mercato esistono offerte collaudate e con un maggior ventaglio di servizi a costi annui irrisori.
    L’annuncio della PEC pubblica mi aveva infiammato quasi come un garibaldino, non perchè era gratuita, ma perchè, da cittadino, mi sentivo in dovere di ricompensare, da cittadino, gli sforzi del mio Ministro rispondendo con un minimo d’impegno da parte mia che si è minvece dimostrato quasi un incubo, senza neanche ottenere il risultato sperato.
    Questo messaggio, che introdurrò ora in tutti i blog in cui apparve il mio primo, non è un desiderio di visibilità ma una doverosa risposta d’apprezzamento per tutti coloro che mi hanno ospitato, coloro che mi hanno letto, e un ringraziamento caloroso e apprezzatissimo a tutti coloro, pochissimi, che mi hanno risposto. In alcune delle risposte ho trovato veramente il calore di chi, disinteressatamente, vuol esserti vicino e aiutarti al massimo delle sue possibilità. GRAZIE!
    firmato da: antonio, anthony, antony

     
 
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