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La versione dei PM sulla condanna a Google

03 Mar

Chi crede necessario conoscere le motivazioni della sentenza di condanna inflitta a Google per la vicenda Google-Vividown può cominciare con l’antipasto fornito direttamente dai PM milanesi nella replica – una sorta di outing giuridico – pubblicata online da L’Espresso.

Punti a mio avviso significativi di quanto dichiarato dai PM:

  • la sottolineatura del fatto che Google non ha permesso l’ingresso in aula dei giornalisti;
  • il video nei due mesi di pubblicazione online (dall’8 settembre 2006 al 7 novembre 2006) ha avuto 5.500 visualizzazioni, ma poteva essere rimosso almeno un mese prima, dal momento che i primi commenti negativi pubblicati risalgono al 4 ottobre 2006;
  • a Google è stato chiesto formalmente di fornire informazioni precise sulle richieste di rimozione del video ricevute dagli utenti, insieme ai dati utili a ricostruire la pagina web, perché il file depositato (un file .doc su cui era stato incollato il contenuto della pagina del video prima della sua rimozione) non risultava adeguato ai fini dell’inchiesta, ottenendo risposte ritenute non sufficienti ad effettuare le necessarie verifiche.

Personalmente, resto dell’opinione che la violazione della privacy – il motivo fondamentale della condanna – sia da addebitare a chi ha prodotto e pubblicato il filmato su Google Video.

Rilevo pareri opposti in merito alla tempestività della rimozione da parte di Google, avvenuta alle 21 del 7 novembre: meriterebbe un’attenta valutazione il fatto che il video sia rimasto online per due mesi quando – come riferito dai PM – esistevano richieste di rimozione formulate ad inizio ottobre, un mese dopo la pubblicazione. Un problema che non si porrebbe se risultasse che la prima segnalazione, con richiesta di rimozione, fosse stata questa:

Da qui (fonte dell’immagine sopra riportata) risulta che esistesse una richiesta risalente al giorno prima, formulata da un utente, ma non riterrei intempestiva la rimozione di un video dopo un giorno da tale segnalazione.

 
3 commenti

Pubblicato da su 3 marzo 2010 in Internet, media, Mondo, news, privacy

 

3 risposte a “La versione dei PM sulla condanna a Google

  1. STAKO

    3 marzo 2010 at 17:16

    andrò a leggere tutto il pezzo ma nel frattempo mi chiedo: se la eventuale richiesta di rimozione precedente a questa che pubblichi fosse, come scrivevi sopra, un commento negativo al video, o meglio uno o più commenti che riportano la richiesta di rimozione, come si giostrerebbe la situazione? Intendo dire che alla società arrivano le segnalazioni fatte tramite i ‘riporta, segnala un abuso, etc’ ma non arrivano certo tutti i commenti che possono scaturire sotto un video giusto?
    quindi ai fini legali i commenti negativi al video, risalissero anche a 10min dopo la sua pubblicazione, non possono essere giuridicamente utilizzati per sostenere che Google fosse a conoscenza del video già prima del 7 novembre?

    grazie

     
  2. db

    3 marzo 2010 at 17:40

    Il nocciolo della questione “tempestività della rimozione” è proprio quello: ciò a cui si riferiscono i PM sono commenti negativi inseriti nella pagina web del blog? E in che misura possono essere considerati “richiesta di rimozione”?

    Io do’ per certe due cose:
    1) gestire un servizio come Google Video rende impossibile un controllo preventivo;
    2) un controllo/moderazione selle segnalazioni ci deve essere, altrimenti nei commenti potremmo ritrovare pubblicità, bestemmie e quant’altro agli utenti vada di scrivere “sotto” un video.

    Detto questo, se chi gestisce Google Video legge un commento che parla di un filmato ritenuto offensivo e contrario alla privacy, avendo la funzione di controllare/moderare i commenti, dovrebbe quantomeno far scattare i controlli del caso, senza attendere una richiesta formale o un’ordinanza di rimozione. E se anche ci fosse un servizio di antispam automatico anziché un “sorvegliante” in carne ed ossa, cosa cambierebbe?

     
 
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