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Anno nuovo, problemi vecchi

Avete presente in che condizioni – non proprio ottimali – si trova la rete di telecomunicazioni italiana, con aree coperte da banda larga e aree in cui non esiste uno straccio di ADSL? Ok. Avete presente che Telecom Italia, dopo la privatizzazione del 1997, è tuttora considerata proprietaria di una porzione significativa (la quasi totalità) di questa rete? Ok.

Su questi presupposti generali si basa il libero mercato delle telecomunicazioni in Italia, dove gli operatori alternativi che non possiedono alcuna rete devono svolgere il proprio business ricorrendo al cosiddetto mercato wholesale, ossia rivolgersi a Telecom Italia che – con tariffe all’ingrosso – concede loro l’utilizzo della propria rete per rivendere servizi ai loro utenti. Pensare che l’impresa privata Telecom Italia privilegi i servizi che fornisce direttamente ai propri clienti finali a scapito dei servizi concessi agli utenti degli operatori alternativi sarebbe pensare male, poiché si accuserebbe l’azienda di praticare condizioni di discriminazione, dico bene?

Ok, ora leggiamo cosa ci spiega oggi l’AIIP – Associazione Italiana Internet Provider:

Telecom Italia ha recentemente annunciato di voler lanciare in 13 città italiane, un’offerta al pubblico di accesso ad internet su Fibra Ottica a 100 Mbit/s.

Me ne ricordo bene (per i dettagli al riguardo, potete leggete un articolo sul New Blog Times). Ma ora che accade al mercato all’ingrosso? AIIP precisa:

Ad oggi, però, non risulta che ai concorrenti sia stata ancora formulata alcuna offerta all’ingrosso “bistream” su fibra ottica, a condizioni orientate ai costi e con caratteristiche pubblicate con almeno 90 giorni di preavviso, secondo quanto previsto espressamente da AGCom, sin dal 2009.

Ora cosa dovrebbe accadere? Semplice: l’AGCom – l’Authority che vigila sul settore delle telecomunicazioni – sicuramente bloccherà questa offerta. O, almeno, questo sarebbe il suo compito: così facendo, scongiurerebbe il rischio di monopolio totale da parte di Telecom Italia nel mercato dell’accesso a Internet veloce. Se, invece, l’AGCom rimarrà in silenzio di fronte a questo abuso, ci troveremo di fronte all’ennesima dimostrazione che – come scrivevo l’anno scorso, ma solo un paio di settimane fa – in fondo, in Italia, a nessuno interessa puntare sull’innovazione.

 
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Pubblicato da su 5 gennaio 2011 in business, Internet, news, News da Internet, telefonia, TLC

 

Cio che il ministro ha unito, Agcom non separi…

Sono tre le novità di rilievo che la scorsa settimana hanno toccato il mondo delle telecomunicazioni: l‘intesa tra Ministero dello Sviluppo Economico e telco per la costituzione di una società finalizzata alla creazione dell’infrastruttura di base della nuova Next Generation Network, il provvedimento dell’Agcom sulle tariffe di unbundling, che è riuscito in poche ore a dividere ciò che l’accordo sulla NGN aveva apparentemente unito e la predisposizione da parte dell’Authority di nuove regole per contrastare la pirateria.

Credo che nel corso della settimana ci saranno molti argomenti da guardare con interesse…

 
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Pubblicato da su 14 novembre 2010 in business, Mondo, news, News da Internet, telefonia, TLC

 

Legge Pisanu, ora parla Maroni

La settimana scorsa lo aveva promesso il ministro Renato Brunetta e non se n’è fatto nulla. Oggi ne ha parlato il ministro Roberto Maroni:

‘La prossima settimana verra’ portata in Consiglio dei ministri una proposta che supera la norma Pisanu, in scadenza il 31 dicembre’, sull’accesso a Internet. Lo ha detto il ministro Maroni. ‘C’e’ stata un’evoluzione tecnologica che ci consente superare le restrizioni previste dal decreto Pisanu del 2006 e di contemperare le esigenze di sicurezza e l’attivita’ investigativa con lo sviluppo dell’accesso alla rete internet’, ha spiegato durante il question time.

A parte la superflua giustificazione data dall’evoluzione tecnologica, terrei solo a sottolineare che:

  • il ministro Brunetta aveva parlato di un grande consenso politico, precisando: “il ministro Maroni si è detto disponibile”. Presumendo dunque un certo accordo, si può parlare di un sostanziale allineamento tra i due in tema di accesso Internet in WiFi
  • nel question time, il ministro Maroni (Lega Nord) ha parlato in risposta ad un’interrogazione di cui si è fatto portavoce l’onorevole Jonny Crosio (Lega Nord). Presumendo un certo accordo, si può parlare di un sostanziale allineamento tra i due in tema di accesso Internet in WiFi.

Ci crediamo? Riflessioni a catena

  • non c’è due senza tre, per cui è lecito attendersi una terza dichiarazione allineata a quanto sopra. Per competenza, potrebbe essere formulata dal ministro Paolo Romani
  • e il quarto vien da se‘. Non dimentichiamoci che, in materia, si è espresso anche il ministro del turismo Michela Brambilla. Circa un anno fa.
 
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Pubblicato da su 27 ottobre 2010 in Internet, Ipse Dixit, Life, Mondo, news, News da Internet, tecnologia, TLC

 

Decreto Pisanu: forse quest’anno non sarà prorogato

Sono passati ormai cinque anni dall’introduzione delle norme anti-terrorismo che fanno capo al notoDecreto Pisanu, che – tra l’altro – regolamenta l’accesso WiFi nel nostro Paese. Ma pare che i tempi per una opportuna revisione possano essere maturi.

La norma conosciuta come Decreto Pisanu è il Decreto Legislativo 144/2005, convertito nella Legge 155/2005. Fra le regole in esso contenute c’è l’art. 7, che obbliga all’identificazione di ogni utente che utilizza una rete wireless diversa da quella della propria abitazione, identificazione che deve essere attuata dall’ente che eroga la connessione (su specifica licenza rilasciata dalla questura), che è inoltre tenuto a registrare i log di chi fruisce della connessione. Una norma vista da molti come un appesantimento burocratico che demotiva iniziative di apertura di reti WiFi ad accesso libero da parte di esercizi pubblici.

E’ però delle scorse ore la notizia di un nuovo disegno di legge intitolato Abrogazione delle norme recanti limitazioni dell’accesso ad Internet,  presentato da Paolo Gentiloni, Linda Lanzillotta e Luca Barbareschi. Nuovo, giacché all’inizio del 2010 era già stato presentato, da Roberto Cassinelli, un primo disegno di legge con cui si proponeva una modifica all’art. 7, ossia l’adozione di misure meno vincolanti, ma finora la proposta non aveva mai guadagnato l’attenzione del Parlamento.

Fa indubbiamente piacere che Paolo Gentiloni e Linda Lanzillotta si siano ricreduti, rispetto alle convinzioni che, tre anni fa, li hanno portati a non opporsi all’approvazione della proroga della validità della norma (l’uno in veste di Ministro delle Comunicazioni, l’altra in veste di Ministro degli Affari Regionali). D’altro canto, lo stesso Pisanu si è esplicitamente dichiarato favorevole ad una modifica della norma da lui stesso promossa.

La retromarcia bipartisan è stata dunque inserita. Resta da vedere se, in questo particolare periodo politico e istituzionale, qualcuno si impegnerà concretamente a premere l’acceleratore.

[tratto da WiFi: via i lucchetti del Decreto Pisanu. Davvero?]

 
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Pubblicato da su 7 ottobre 2010 in Internet, Life, Mondo, news, News da Internet, TLC

 

Wind? Russa

Vento di cambiamento in Wind: la compagnia telefonica ha annunciato l’avvio di un’operazione di fusione tra l’egiziana Weather Investments e la russaVimpelcom, che assumerà il pieno controllo di Wind Telecomunicazioni, oltre ad avere una quota di maggioranza (51,7%) in Orascom Telecom.

[via The New Blog Times]

 
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Pubblicato da su 6 ottobre 2010 in business, Life, Mondo, news, News da Internet, TLC

 

Sul broad band sventola bandiera bianca

Dopo gli auspicati obiettivi del ministro Renato Brunetta (“Conto di avere due mega di banda larga per tutti a partire dal 2010″), il Piano Romani che prevede(va) investimenti per 800 milioni di euro per la banda larga, il suo congelamento (“ma i fondi stanno lì”, disse Gianni Letta) la probabilità di un successivo scongelamento, l‘aggiunta di altri 600 milioni di euro da parte degli enti locali annunciata da Mario Valducci (presidente della commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera), un periodo di silenzio sull’argomento specifico, ecco cosa il Sole 24 Ore ci racconta:

Meno fondi alla banda larga: solo 100 milioni

Sul piano per la banda larga il governo lancia un sos alle regioni. Le risorse scarseggiano, così l’unica speranza di salvare almeno una parte del progetto di riduzione del “digital divide” è coinvolgere i governatori, già interpellati formalmente nella riunione della sede stabile di concertazione che si è svolta al ministero dello Sviluppo economico. Del piano nazionale sulla banda larga da 800 milioni si è nel tempo persa traccia e l’orientamento, di fronte all’esiguità dei fondi, sarebbe quello di concentrarsi soltanto sui distretti industriali. Con una dote, però, di soli 100 milioni divisi equamente tra finanziamento statale e cofinanziamento regionale.

Carmine Fotina, sempre dal Soleprecisa:

Il ministero fa “moral suasion” affinché le regioni, che entro ottobre dovranno presentare i bandi per accedere al cofinanziamento nazionale, prediligano tra i progetti quelli orientati alla diffusione della banda larga. Non che ci siano tanti soldi a disposizione, anzi: per tutte le regioni ci sono in palio circa 100 milioni divisi equamente tra finanziamento statale e cofinanziamento regionale. Molto meno delle ambizioni iniziali, fissate in 800 milioni e via via ridimensionate con il dirottamento di gran parte di questa dote verso diverse esigenze dettate dalla crisi economica.

I quattro signori ritratti sopra sono quelli che pubblicamente hanno più speso, in promesse, a favore della banda larga nell’ultimo anno. Certo, il periodo non è dei migliori, ma quelle promesse sono state formulate meno di un anno fa, nel bel mezzo di quella crisi economica le cui esigenze ora sembrano aver provocato il “dirottamento” di quella piccola dote prevista per la banda larga. Una visione più globale dei problemi e un impegno concreto per valicare il cumulo delle parole sarebbero i migliori presupposti per affrontare l’argomento.

PS: Questo post è stato scritto giovedì 16 settembre. Ma dato che è una brutta notizia che riguarda un Paese sconnesso, ma soprattutto sfigato, ho ritenuto opportuno postdatarlo simbolicamente a venerdì 17, per scaramanzia.

 
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Pubblicato da su 17 settembre 2010 in Buono a sapersi, computer, Internet, Life, Mondo, news, TLC

 

Ciskype?

Che ci fa Cisco con Skype? chiede Michael Corkery dal suo blog sul Wall Street Journal. La notizia è che i piani di Skype per una IPO prevista per il prossimo autunno potrebbero subire una deviazione: secondo una bene informata fonte citata da TechCrunch, infatti, Cisco sarebbe interessata all’acquisto e avrebbe messo sul piatto circa 5 miliardi di dollari.

Praticamente un compralo subito, per usare parole note agli utenti di eBay (gruppo di cui Skype ha fatto parte fino all’anno scorso), anticipando l’ingresso in borsa di Skype.

La risposta alla domanda (retorica) posta da Corkery sembra scontata: Cisco è interessata ad integrare il proprio know how con quello di Skype per sviluppare soluzioni di telecomunicazioni su Internet da proporre al mondo business. Una volta sul mercato, il prezzo di Skype potrebbe cambiare e acquistarne le azioni potrebbe rivelarsi più oneroso.

Tentando di anticipare la quotazione in borsa, Cisco punta a fissare l’entità di un investimento che potrebbe avere sbocchi interessanti: le aziende, soprattutto di questi tempi, sono alla continua ricerca di soluzioni che consentano di risparmiare (anche) sulle spese di comunicazione e Cisco vuole certamente muoversi in questa direzione, andando ben oltre un semplice rapporto di partnership e puntando a lanciare sul mercato enterprise una declinazione professionale delle soluzioni integrate di audio e videocomunicazione via Internet oggi utilizzate da 560 milioni di utenti di Skype.

 
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Pubblicato da su 31 agosto 2010 in business, Internet, Mondo, news, tecnologia, telefonia, TLC, VoIP

 

Windows Phone 7, novità all’orizzonte

A vedere notizie e foto in circolazione in queste ore, riguardo ad alcuni prototipi di smartphone apparentemente dotati di Windows Phone 7 (HTC T8788, LG E900), si direbbe che Microsoft abbia intenzione di proporre un’interfaccia che non sia la solita riproduzione delle icone in stile iPhone.

Meno male. Non che l’interfaccia dello smartphone di Apple mi dispiaccia, anzi. Il problema è che finora molti produttori sembrano essersi concentrati nel clonarne aspetto e funzionalità, ma al di fuori di Android non si sono ancora viste vere e proprie re-interpretazioni del concetto di touch-phone.

Un aperitivo sul nuovo modello LG è offerto da questo video (di pessima qualità video, ma che svela qualche novità):

 
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Pubblicato da su 31 agosto 2010 in business, cellulari & smartphone, Life, Mondo, news, telefonia, TLC

 

Telefonarsi con Gmail

L’Ansa qualche ora fa annunciava (citando Cnet) l’ipotesi di una futura battaglia tra Google e Skype nel mercato VoIP:

Google, si legge, starebbe testando un servizio web che consentira’ di fare chiamate all’interno di Gmail. Per telefonare si usera’ la finestra della chat, in basso a sinistra nella pagina della posta.

Nel frattempo, nel mio account Gmail, faceva capolino questo nuovo box:

Siamo dunque ben oltre le ipotesi e i test: la nuova feature richiede il plug-in Google Voice and Video Chat. A installazione ultimata (e browser riavviato), la voce “call phone” che compare prima dei contatti nella colonna a sinistra dell’account Gmail consentirà di attivare il web-phone per telefonare (meglio selezionare prima la bandiera della nazione del numero da chiamare e poi comporre).

La chiamata così generata risulterà provenire da un nuovo numero telefonico. Nei miei test (sì, funziona già anche in Italia) il chiamante corrispondeva al numero +17607058888. Nel corso delle telefonate, che non sono state molto lunghe, ho rilevato un audio più che accettabile e con poca latenza. L’interfaccia è semplice e un po’ anonima, ma che importa?

Invitanti le tariffe, che nel mercato VoIP rappresentano il criterio fondamentale per la scelta di un servizio (a parità di qualità, ovviamente): chiamare in USA e Canada non comporta costi aggiuntivi, mentre telefonare su linea fissa in molti Paesi UE (Italia inclusa) costa 2 centesimi di dollaro al minuto.

Lo sviluppo di Google Voice ha indubbiamente beneficiato dell’arrivo in famiglia, lo scorso novembre, di Gizmo5.

Qualcuno potrebbe pensare che è un po’ tardi per dare filo da torcere a soluzioni come Skype, presente sul mercato da anni (e che oggi conta 590 milioni di utenti unici). Certo, sarebbe vero se Google Voice partisse da zero, ma la sua base di partenza corrisponde agli utenti di Gmail (circa 200 milioni, se non ricordo male). C’è inoltre da considerare la crescita del mercato della connettività su rete mobile e la prospettiva che smartphone e altri device portatili in grado di utilizzare Gmail (tablet, netbook, notebook), possano utilizzare Google Voice… operatore mobile permettendo.

 
 

Eppur si muove. Poco

Rallenta il tour del digitale terrestre: le regioni del Nord Italia interessate al previsto switch off di settembre dovranno aspettare molto di più. Pare che il Comitato nazionale italia digitale abbia deciso lo slittamento per garantire le condizioni necessarie perché sia possibile il passaggio alla nuova tecnologia in un’area tanto vasta e complessa.

Queste, dunque, le prossime tappe (salvo ulteriori variazioni, ovviamente):

  • dal 25 ottobre al 26 novembre, Piemonte orientale e Lombardia (incluse le province di Parma e Piacenza)
  • dal 27 novembre al 2 dicembre, Emilia Romagna
  • dal 30 novembre al 10 dicembre, Veneto (incluse le province di Mantova e Pordenone)
  • dal 3 dicembre al 15 dicembre, Friuli Venezia Giulia
  • primo semestre 2011, Liguria
 
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Pubblicato da su 25 agosto 2010 in business, Life, media, news, tecnologia, TLC, Tv & WebTV

 

Cosmo in TV

Luca De Biase si preoccupa di darci un motivo in più per guardare la TV sabato sera

A mio avviso, con la nuova trasmissione televisiva Cosmo – siamo tutti una rete, Luca rischia di ottenere un risultato migliore di tante iniziative (pur buone) finalizzate a far conoscere e spiegare al pubblico i temi della scienza e dell’innovazione. Obiettivo non semplice, ma che a mio avviso sarà raggiunto perché la TV – per fortuna o purtroppo – è il media più capillarmente presente presso la popolazione ed è quello più seguito da chi oggi ha meno confidenza con la rete e con i media più innovativi.

Ah: che cos’è Cosmo? Centotrenta ore di girato. Due mesi di lavoro e ventimila chilometri percorsi per la realizzazione dei servizi. Tre giorni di riprese in studio con quaranta persone (tra le quali chi scrive). Dodici telecamere e macchine fotografiche ad alta definizione. Trenta ore di rendering. Centoquaranta ore di post produzione. E quattrocentosessanta litri di acqua minerale. Il tutto per Cosmo: un evento televisivo di due ore dedicate al futuro che stiamo costruendo per i giovani di questo pianeta. La trasmissione, voluta da Raitre e realizzata dalla Hangar di Gregorio Paolini, in programma per sabato 4 settembre, è pensata per ricostruire una visione di prospettiva sulle conseguenze della scienza e della tecnologia e contribuire alla comprensione dell’evoluzione del corpo umano, dell’intelligenza, dell’ambiente naturale. Per prendere coscienza di come le nostre scelte di oggi definiscano il mondo nel quale vivremo domani.

P.S.: Avete davvero consumato solo quattrocentosessanta litri di acqua? A me sembrano pochi, in tutte quelle ore, con tutte quelle persone…

 
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Pubblicato da su 25 agosto 2010 in Internet, Life, media, Mondo, news, tecnologia, TLC, Tv & WebTV

 

Dal 2011 chiavette Internet con allarme incluso

Sono molte le soluzioni di accesso ad Internet in mobilità che prevedono l’uso di un modem USB (chiamato familiarmente Internet key o chiavetta) abbinato ad un offerta con un tetto massimo espresso in ore o in Gigabyte. Oltre questo tetto massimo la navigazione si paga a consumo (per ogni ora o MB in eccesso) e, se un utente non si accorge di aver superato il limite contrattuale, l’addebito può arrivare a cifre inaspettate. Ma l’Authority delle Comunicazioni ora promette una soluzione contro il bill shock (cioè lo shock che un utente subisce quando riceve, senza alcun preavviso, una bolletta astronomica).

Stop alle bollette astronomiche per gi utenti di Internet mobile – Comunicato stampa Agcom.it

I clienti potranno scegliere un tetto di consumo e un allarme li avvertirà se l’hanno raggiunto – Gli operatori tenuti a fornire sistemi per il controllo in tempo reale della spesa

In sostanza, entro il primo gennaio 2011, gli operatori di telefonia mobile dovranno dare agli utenti la possibilità di fissare una soglia mensile di spesa per le soluzioni di connettività su rete mobile.  

Quando l’utente si approssimerà al tetto prefissato, riceverà un avviso (attraverso il software di gestione della chiavetta, o via sms, o via mail). Al raggiungimento di quel tetto, l’utente non potrà più navigare, se non chiedendolo esplicitamente all’operatore. 

In mancanza di un tetto prefissato entro il 31 dicembre 2010, si applicherà quello di 50 euro per gli utenti privati e di 150 euro per quelli business. C’è però un’ulteriore novità:

Le nuove tutele varranno sia sul territorio nazionale sia all’estero e saranno accompagnate dall’introduzione di mezzi più efficaci per il controllo del consumo derivante da traffico dati, anche mediante l’introduzione di sistemi di allerta e tetti mensili di spesa.

Con la stessa delibera l’AGCOM ha ricordato agli operatori l’impegno ad offrire piani tariffari che prevedano la tassazione a consumo effettivo dei servizi voce e soluzioni SMS più economiche e non discriminatorie rispetto a quelle applicate in ambito comunitario.

 
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Pubblicato da su 3 agosto 2010 in Internet, Mondo, news, TLC

 

FT fa suonare la sveglia per Telecom Italia

Telecom Italia dovrebbe svegliarsi, sentire il profumo del caffé, accantonare le proprie tendenze monopolistiche e unirsi al consorzio”. Non lo dico (solo) io, ma un editoriale del Financial Times, a firma di Paul Betts. Il riferimento è al consorzio per la banda larga formato da Fastweb, Vodafone e Wind (a cui si è unita Tiscali), alla base del progetto Fibra per l’Italia e recentemente presentato a Bruxelles a Neelie Kroes, commissario UE per l’Agenda Digitale.

L’articolo evidenzia come, mentre in altri Stati ci siano risorse sufficienti per avere più reti di nuova generazione, l’Italia possa permettersene solo una. Il problema è che è necessario strutturare un progetto che non può e non deve essere in mano al solo ex monopolista, che sogna di realizzare sul territorio una propria rete (vincolata sull’utilizzo di una tecnologia mirato a favorire la propria posizione dominante).

Considerando che ha già difficoltà a mantenere efficiente la rete esistente, la scelta migliore nell’interesse di tutti (anche della stessa Telecom, è una questione di sopravvivenza) consisterebbe nell’aderire al patto siglato dagli altri competitor e dare il proprio contributo ad una rete efficiente, di nuova generazione, in fibra ottica, che può avere un ruolo di primo rilievo per lo sviluppo del Paese.

 
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Pubblicato da su 17 giugno 2010 in Internet, news, tecnologia, telefonia, TLC

 

Ci vorrebbe la fibra

Interessante analisi di Stefano sulla condizione della Rete in Italia e l’importanza – in termini tecnici, ma anche economici – di dotare il Paese di una rete in fibra:

(Fibra per l’Italia: perché è importante e quali sono gli ostacoli from Stefano Quintarelli on Vimeo)

 
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Pubblicato da su 14 giugno 2010 in Life, Mondo, Net neutrality, tecnologia, TLC

 

La NGAN parte da Roma

Certo, è importante che partano. Speriamo non si fermino…

Telecom: partono a Roma servizi nuova generazione su fibra ottica – Adnkronos

Partono a Roma i servizi di nuova generazione su fibra ottica. Lo annuncia Telecom Italia. Gia’ oggi oltre 15 mila unita’ immobiliari del quartiere Prati sono raggiunte dalla rete in fibra e diventeranno oltre 80 mila entro l’anno interessando anche le zone servite dalle centrali di Belle Arti, Appia e Pontelungo. Nel biennio 2011/2012 la rete coprira’ le principali aree di centrale all’interno del raccordo anulare e circa 350.000 unita’ immobiliari saranno raggiunte dalla nuova rete in fibra. Questa iniziativa si inserisce nel piano di investimenti sulla fibra di Telecom Italia per la realizzazione della rete Ngan (Next Generation Access Network) che prevede di rendere disponibili i collegamenti in fibra a circa 1.300.000 clienti in 13 citta’ italiane entro il 2012 per arrivare ad oltre 10 milioni di clienti entro il 2016. A partire dalla prossima settimana un primo gruppo di clienti di Telecom Italia potra’ iniziare a sperimentare connessioni fino a 100 Megabit al secondo che rendono molto piu’ performanti gli attuali servizi a larga banda e abilitano nuovi servizi come ad esempio la Tv ad alta definizione, la domotica, la telepresenza (videocomunicazione di ultima generazione) e i servizi di cloud computing. L’obiettivo e’ quello di collegare progressivamente fino a 1.000 clienti sperimentali.

 
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Pubblicato da su 24 Maggio 2010 in Internet, Ipse Dixit, news, tecnologia, telefonia, TLC

 
 
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