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Archivi categoria: Buono a sapersi

Credibile come una moneta da quattro euro

Non sia mai detto che non vi rendo partecipi delle mie fortune:

In una mail ricevuta oggi (cliccandoci sopra potete vederla in dimensioni leggibili), il sedicente signor Eric Cheung, a me sconosciuto, apostrofandomi con irritante confidenza si qualifica come direttore di una banca di Hong Kong e mi butta lì l’allettante proposta di condividere una transazione d’affari di 15,5 milioni di dollari.

Ovviamente è phishing e l’oggetto del messaggio è una truffa (senza se e senza ma, come direbbe qualcuno), per cui se ricevete messaggi simili potete cestinare senza pietà. Se però Moreno Morello fosse interessato a proseguire la trattativa per un’indagine (con la prospettiva di una nuova corsetta), resto a disposizione 😉

 
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Pubblicato da su 9 marzo 2011 in Buono a sapersi, Life, Mondo, truffe&bufale

 

Forse non tutti gli utenti di Android sanno che…

Due terzi delle applicazioni disponibili su Android Market possono costituire un rischio per la privacy degli utenti che le utilizzano. Lo sottolinea una ricerca condotta da un team formato da ricercatori provenienti dalla Duke University e dalla Penn State University in collaborazione con Intel Labs su un campione di software diffusi dalla piattaforma riservata agli smartphone dotati del sistema operativo made by Google.

Tra le applicazioni da analizzare sono state scelte quelle che richiedono l’accesso a dati personali e quelle di geolocalizzazione (una trentina di applicazioni in tutto sulle 358 selezionate fra le più diffuse), che spesso hanno come effetto collaterale l’invio frequente di informazioni a server esterni. Un’attività di cui l’utente finale, spesso, non è affatto consapevole.

L’analisi è stata svolta con l’utilizzo di TaintDroid, una soluzione che consente di tenere sotto controllo le applicazioni e le informazioni che trasmettono fin dal momento della loro installazione, che ha fatto emergere come determinati software acquisiscano e trasmettano numeri di telefono, ID dell’apparecchio, posizionamento dell’utente.

La giustificazione di Google – che si discolpa trasferendo all’utente la responsabilità della fuga indesiderata di informazioni a causa di applicazioni da lui stesso scelte – non sembra sufficiente ai ricercatori, che auspicano maggiore trasparenza sulle dinamiche di funzionamento delle applicazioni.

Sul piano formale, a mio avviso, Google e il team di sviluppo di Android possono al massimo essere ritenuti corresponsabili, insieme agli sviluppatori delle applicazioni: questi ultimi dovrebbero dare modo agli utenti di conoscere le implicazioni derivanti dall’utilizzo dei loro programmi; l’Android Market, dal canto suo, potrebbe imporre questa trasparenza e fissarla come requisito indispensabile per ottenere la distribuzione delle applicazioni.

Chi fosse curioso di vedere TaintDroid al lavoro può dare un’occhiata qui:

 
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Pubblicato da su 1 ottobre 2010 in Buono a sapersi, cellulari & smartphone, Internet, Life, Mondo, news, privacy, security, tecnologia, telefonia

 

Sul broad band sventola bandiera bianca

Dopo gli auspicati obiettivi del ministro Renato Brunetta (“Conto di avere due mega di banda larga per tutti a partire dal 2010″), il Piano Romani che prevede(va) investimenti per 800 milioni di euro per la banda larga, il suo congelamento (“ma i fondi stanno lì”, disse Gianni Letta) la probabilità di un successivo scongelamento, l‘aggiunta di altri 600 milioni di euro da parte degli enti locali annunciata da Mario Valducci (presidente della commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera), un periodo di silenzio sull’argomento specifico, ecco cosa il Sole 24 Ore ci racconta:

Meno fondi alla banda larga: solo 100 milioni

Sul piano per la banda larga il governo lancia un sos alle regioni. Le risorse scarseggiano, così l’unica speranza di salvare almeno una parte del progetto di riduzione del “digital divide” è coinvolgere i governatori, già interpellati formalmente nella riunione della sede stabile di concertazione che si è svolta al ministero dello Sviluppo economico. Del piano nazionale sulla banda larga da 800 milioni si è nel tempo persa traccia e l’orientamento, di fronte all’esiguità dei fondi, sarebbe quello di concentrarsi soltanto sui distretti industriali. Con una dote, però, di soli 100 milioni divisi equamente tra finanziamento statale e cofinanziamento regionale.

Carmine Fotina, sempre dal Soleprecisa:

Il ministero fa “moral suasion” affinché le regioni, che entro ottobre dovranno presentare i bandi per accedere al cofinanziamento nazionale, prediligano tra i progetti quelli orientati alla diffusione della banda larga. Non che ci siano tanti soldi a disposizione, anzi: per tutte le regioni ci sono in palio circa 100 milioni divisi equamente tra finanziamento statale e cofinanziamento regionale. Molto meno delle ambizioni iniziali, fissate in 800 milioni e via via ridimensionate con il dirottamento di gran parte di questa dote verso diverse esigenze dettate dalla crisi economica.

I quattro signori ritratti sopra sono quelli che pubblicamente hanno più speso, in promesse, a favore della banda larga nell’ultimo anno. Certo, il periodo non è dei migliori, ma quelle promesse sono state formulate meno di un anno fa, nel bel mezzo di quella crisi economica le cui esigenze ora sembrano aver provocato il “dirottamento” di quella piccola dote prevista per la banda larga. Una visione più globale dei problemi e un impegno concreto per valicare il cumulo delle parole sarebbero i migliori presupposti per affrontare l’argomento.

PS: Questo post è stato scritto giovedì 16 settembre. Ma dato che è una brutta notizia che riguarda un Paese sconnesso, ma soprattutto sfigato, ho ritenuto opportuno postdatarlo simbolicamente a venerdì 17, per scaramanzia.

 
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Pubblicato da su 17 settembre 2010 in Buono a sapersi, computer, Internet, Life, Mondo, news, TLC

 

3 Italia, banda larga più elastica

Prima o poi doveva accadere: ecco cosa si legge in calce alle note delle condizioni praticate da 3 Italia sulle proprie offerte di connettività mobile (un clic per ingrandire)

La frase non sembra brillare per nitidezza (e il colore grigino certo non aiuta), ma nemmeno per chiarezza oggettiva, tutto sommato, anche se fa capire di cosa si tratta: l’operatore si preoccuperà di limitare la banda agli utenti quando rileverà “modalità di utilizzo tali da pregiudicare le prestazioni della rete stessa”. Non si parla esplicitamente di peer-to-peer, ne’ di altri casi in cui la rete possa raggiungere picchi di saturazione: solo di eventualità genericamente ritenute in grado di pregiudicare le prestazioni della rete, che in realtà possono essere anche indipendenti dal tipo di utilizzo che l’utente fa della propria connessione (dal momento che l’azienda precisa che “ciò può accadere durante l’utilizzo di servizi che impiegano in maniera intensa le risorse di rete e/o in zone con un numero particolarmente elevato di connessioni”).

3 Italia in pratica ha ufficializzato una limitazione analoga a quella – ad esempio – introdotta da Vodafone l’anno scorso. Ma pur considerando che la banda disponibile sulle reti mobili non è certo infinita, sarebbe preferibile (dal punto di vista degli utenti, ovviamente) che gli operatori – anziché praticare traffic management – risolvessero il problema della congestione della rete attraverso investimenti sulle proprie infrastrutture e proponendo offerte commerciali: non dimentichiamo infatti che le compagnie telefoniche devono garantire a tutti la massima trasparenza nelle condizioni applicate agli utenti.

In questo frangente, per esempio, qualche dettaglio in più non guasterebbe.

 

Un video su YouTube insegna ad ascoltare il cuore

Chi pensa a YouTube come ad una piattaforma di puro svago e intrattenimento, o ad un veicolo di cyberbullismo, si dimentica che è un semplice strumento di condivisione di contenuti multimediali e che, come tale, può avere anche impieghi utili. Questa funzione non è però oscura a Roberto Ferrari, presidente della European Society of Cardiology (Società Europea di Cardiologia), che ha pensato di sfruttarne le potenzialità realizzando un video in cui insegna come misurare il battito cariaco e pubblicandolo proprio sulla piattaforma di content sharing:

“Abbiamo questo scelto questo contenitore per raggiungere i giovani: è fondamentale che imparino le semplici regole per misurarsi correttamente la frequenza cardiaca a riposo e le insegnino ai genitori” ha spiegato il medico, che al congresso ESC di Stoccolma ha aggiunto: “La frequenza cardiaca è infatti un importante valore da tenere sotto controllo per combattere e prevenire le malattie cardiovascolari. E la sua importanza come fattore di rischio è dimostrata anche dallo studio Shift, il più grande al mondo mai condotto sullo scompenso cardiaco, presentato oggi in seduta plenaria al congresso ESC”.

Ecco la spiegazione fornita dal professore sulle due modalità di rilevamento:

Per prima cosa il rilevamento va effettuato la mattina, appena alzati e dopo essere rimasti a sedere per qualche minuto. La frequenza cardiaca, cioè numero di battiti in un determinato periodo di tempo, va misurata esercitando con due dita (indice e medio) una leggera pressione al centro del polso. Per capire esattamente in quale punto basta seguire la linea del pollice. Si possono contare i battiti in un minuto oppure limitarsi a 15 secondi per poi moltiplicare il numero per 4. Per capire se tutto è sotto controllo è bene annotare i risultati e ripetere il controllo frequentemente (ogni giorno o almeno 2/3 volte alla settimana).

Un’altra possibilità è effettuare la rilevazione tastando la carotide, la grossa vena che scorre lungo il collo. La media a riposo in una persona sana dovrebbe essere intorno ai 60 battiti al minuto. Se il valore supera i 70 il cuore può soffrire ed è bene correre ai ripari: correre in senso letterale, perché l’esercizio fisico è il modo migliore per abbassare la frequenza. L’esercizio fisico leggero ma costante nel tempo, abbassa i battiti cardiaci nell’arco della giornata. Dove questo non sia sufficiente è bene consultare un cardiologo.

 
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Pubblicato da su 31 agosto 2010 in Buono a sapersi, Internet, Life, Mondo

 

Wind va in autostrada con il WiFi

La partnership tra Wind Telecomunicazioni e Autostrade SpA si estende ad un nuovo servizio. Dopo la realizzazione del servizio Telepass Mobile (un operatore mobile alternativo, che si appoggia appunto alla rete Wind), ecco arrivare gli Hi Point, ossia le aree di servizio con copertura WiFi gratuita e accessibile agli utenti.

WIND: ACCORDO CON AUTOSTRADE, CONNESSIONE WI-FI GRATIS IN AREE SERVIZIO
Online gratis in autostrada, grazie ad un accordo siglato da Wind e Autostrade, che consente ai viaggiatori in sosta nelle aree di servizio, attraverso una rete di connessione wi-fi, di navigare gratuitamente in appositi punti informativi, chiamati ”Hi point”, attualmente presenti in 35 aree di servizio sull’intero territorio nazionale (ma che nei prossimi mesi arriveranno a 80).

”Negli Hi Point autostradali – rende noto un comunicato di Wind – si potra’ usufruire di un avanzato spazio tecnologico che offre servizi e informazioni utili per rendere sicuro e confortevole il viaggio”. Infatti, grazie alla connessione offerta da Wind, Autostrade per l’Italia fornira’, tra i vari servizi previsti, gli aggiornamenti in tempo reale del traffico attraverso il monitoraggio delle immagini trasmesse dalle telecamere del circuito autostradale, il calcolo del percorso attraverso la consultazione delle previsioni meteo e i prezzi del carburante.

”L’accordo con Autostrade per l’Italia rappresenta una importante sinergia tra due grandi gruppi per incrementare significativamente i servizi offerti ai viaggiatori”, sottolinea Pierpaolo Festino, direttore della business unit corporate di Wind.

 
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Pubblicato da su 10 agosto 2010 in Buono a sapersi, Internet, Life, Mondo, news

 

Non aprite quella mail

Chi ha in programma un viaggio troverà provvidenziale e tempestiva una mail che ha come mittente l’indirizzo autovelox @ poliziadistato.it e che “rende pubbliche le tratte stradali dove sono operativi, giorno per giorno, gli strumenti di controllo della velocità”.

Peccato che si tratti di una trappola che porta con se’ un virus, a cui la Polizia di Stato è completamente estranea. Di conseguenza, in caso riceviate una mail con quelle caratteristiche, cassatela senza pietà.

Il mittente, con l’indirizzo che fa riferimento a poliziadistato.it, serve a dare autorevolezza alla mail, ma dal momento che si tratta di un dato falsificabile in modo banalmente facile, mai fidarsi di ciò che appare attendibile.

La mail non è sgrammaticata come altri messaggi truffaldini diffusi in passato (evidentemente la mail del capitano Prisco Mazzi ha insegnato qualcosa ai malintenzionati) e chi ha escogitato questo espediente per diffondere il virus ha gioco facile: il numero di italiani in viaggio o in procinto di partire per le vacanze è elevato, il nuovo codice della strada con le sue nuove regole è appena entrato in vigore. L’utente italiano potrebbe dunque essere una facile preda di questo tranello, che stando a quanto comunicato dalla Polizia delle Comunicazioni proverrebbe dalla Germania (verificando il testo della mail si scopre poi che il percorso a cui conduce il link porta a server che si trovano in Ucraina e Colombia).

Il posizionamento di autovelox e tutor sulle strade italiane è comunque un dato pubblicamente disponibile: per saperlo basta andare nell‘apposita sezione del sito della Polizia di Stato.

 
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Pubblicato da su 2 agosto 2010 in Buono a sapersi, Internet, Life, Mondo, news, security, truffe&bufale

 

Cile, la Net Neutrality è Legge dello Stato

Una volta tanto riesco ad anticipare l’amico Quinta nel dare una notizia che riguarda la net neutrality:

Cile: la neutralità della rete riconosciuta per legge – NNSquad.it

Il Cile è il primo Paese al mondo ad inserire nella propria legislazione il riconoscimento dei principi della neutralità della Rete.

Con un consenso che ha raggiunto un’ampia maggioranza, il parlamento locale ha varato una Legge che impone ai provider di garantire la libertà di accesso ad ogni tipologia di contenuti, servizi o applicazioni disponibili sulla rete, con un servizio che non possa applicare alcun tipo di discriminazione.

La stessa normativa obbliga i provider alla trasparenza delle condizioni praticate agli utenti e prevede un’oculata gestione dei parental controls, l’obbligo al consenso scritto per i servizi che prevedono pagamenti online e l’adozione di appropriate misure di sicurezza da parte degli ISP.

Il progetto di legge è stato presentato oltre tre anni fa con l’appoggio di schieramenti politici di diverso orientamento. Felipe Morande, ministro dei trasporti e delle telecomunicazioni, ha dichiarato che il governo cileno si impegnerà a dare a tutta la cittadinanza la possibilità di accedere ad Internet in banda larga entro otto anni.

 
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Pubblicato da su 28 luglio 2010 in Buono a sapersi, Mondo, Net neutrality, news

 

Google punta sui mouse

La profilazione degli utenti tramite le ricerche effettuate attraverso Internet potrebbe presto lasciare il posto ad un più innovativo metodo di analisi: Google ha infatti registrato un brevetto denominato “System and method for modulating search relevancy using pointer activity monitoring”, cioè “Sistema e metodo per modificare la pertinenza dei risultati della ricerca mediante ‘attività di monitoraggio del puntatore”, laddove per puntatore si intende un dispositivo di puntamento come mouse, trackball e affini.

Significa che a Mountain View hanno sviluppato un sistema che traccia ed elabora movimenti e click effettuati dall’utente con il mouse, interpretandoli per capire ad esempio quanto vale un contenuto pubblicato via web, non solo dal numero di click che ottiene – quando si tratta di un link – ma anche da quanto tempo, ad esempio, l’internauta lo punta letteralmente con il mouse, oppure se quel contenuto viene puntato, copiato o incollato.

Google avrebbe quindi sviluppato uno strumento per tentare di capire che tipo di attenzione riscuote ciò che è stato pubblicato su una pagina web e non è affatto inverosimile pensare che questo possa essere utilizzato, ancora una volta, per veicolare presso gli utenti i messaggi pubblicitari dei propri inserzionisti.

 
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Pubblicato da su 16 luglio 2010 in Buono a sapersi, computer, Internet, Life, Links, Mondo, mumble mumble (pensieri), news, tecnologia

 

Palm nelle mani di HP

Acer, Dell, HTC, Huawei, Lenovo, Nokia, ZTE… Non erano pochi i nomi dei possibili partecipanti all’asta per l’acquisizione di Palm, desiderosa di rimanere sul mercato, ma praticamente obbligata a cercare ossigeno per non soccombere dopo un periodo difficile. E la salvezza alla fine è arrivata, sotto le spoglie di HP, che la acquisirà per 1,2 miliardi di dollari.

Dobbiamo aspettarci uno Slate con webOS?

Continua a leggere su The New Blog Times

 
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Pubblicato da su 29 aprile 2010 in Buono a sapersi, news, tecnologia, telefonia

 

Noio vulevam savuar…

Talvolta può capitare di vedere al TG un pregevole servizio giornalistico e rimanere basiti:

Da notare la divertita reazione degli intervistati, non si capisce se dovuta alla presunta ironia della domanda o al non classificabile livello di conoscenza dell’inglese di chi maneggia il microfono.

 
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Pubblicato da su 20 aprile 2010 in Buono a sapersi, Life, media, Mondo, news

 

Ma dovete dirci qualcosa?

Questa la pubblico ora per evitare sospetti di pesci d’aprile.

Se date un’occhiata alla sezione news del sito 187.it troverete l’annuncio dell’avvio, da parte di Telecom Italia, di una sperimentazione mirata di tecniche di Network Management. Per sei mesi, il test sarà effettuato sugli utenti broad band di sole 44 centrali, con un’iniziativa tesa a “fornire all’operatore uno strumento di controllo e miglioramento della qualità delle connessioni ad internet, per prevenire situazioni di rallentamento della velocità a seguito di picchi di traffico”.

Sulla carta si tratta di voler capire che strada prendere per ottimizzare il traffico quando ci sono applicazioni che possono congestionarlo (vedi peer-to-peer). Ma dietro l’angolo potrebbero esserci soluzioni che minano i principi di neutralità della rete e dei servizi. L’annuncio è stato dato in maniera ufficiale, ma in sordina e con toni rassicuranti, all’insegna dell’understatement. In caso di aggiornamenti ne riparleremo 😉

 
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Pubblicato da su 2 aprile 2010 in Buono a sapersi, Internet, news, privacy, security, tecnologia, TLC

 

Caro Steve ti scrivo…

Le mail con cui Steve Jobs risponde agli utenti che gli scrivono sono dirette e molto sintetiche, ma non deludono perché arrivano dritte al punto. Con i suoi reply il Telegraph ha addirittura compilato una classifica, di cui ha pubblicato la top five.

La notizia è nel fatto che gli utenti possono scrivere una mail all’indirizzo di Jobs e ricevere risposta. Benché non sia affatto certo che questa risposta sia scritta dal boss in persona, il messaggio trasmesso da questo aspetto della customer policy di Apple è un segnale di apertura migliore di quelli di tante aziende, che fanno percepire all’utente una sensazione di irraggiungibilità.

Che poi le risposte facciano un effetto simile alla storica rubrica Lettere Private di Susanna Agnelli è un altro discorso.

 
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Pubblicato da su 24 marzo 2010 in Buono a sapersi, Life, news

 

A volte non si capisce un YouTube

La nuova interfaccia che ha debuttato pochi giorni fa era solo un aperitivo, la novità importante è arrivata nelle ultime ore: YouTube ha attivato il real time translator, cioè la nuova funzione che, attraverso sottotitoli, offre all’utente la traduzione in tempo reale dei dialoghi di un video.

I tempi cambiano: una volta, per farsi quattro risate, bastava prendere una pagina web in inglese e darla in pasto ad un traduttore automatico (anche quello di Google andava benissimo). Ora YouTube  offre per i video il servizio completo, grazie ad un sistema di riconoscimento vocale – anch’esso messo a punto da Google – che traduce e scrive in tempo reale. Ovviamente la traduzione non può essere perfetta e il risultato può suscitare ilarità, a prescindere dalla giustificazione data dall’immancabile etichetta beta che contraddistingue il servizio.

Si tratta però di una buona base di partenza che – quando non propone traduzioni fuorvianti – può essere d’aiuto a capire meglio ciò che si sente.

Provate anche voi: scegliete un video in inglese, cliccate sul pulsante CC (accanto al controllo audio) e scegliete Trascrivi audio, dopodiché ripetete l’operazione scegliendo però Traduci sottotitoli.

Strong, vero?

 
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Pubblicato da su 6 marzo 2010 in Buono a sapersi, Internet, Mondo, news

 

Affaroni online

Avete 600mila euro che vi ballano in tasca e non sapete come investirli?

Su eBay potete trovare l’inserzione – alquanto inusuale, ma forse pionieristica – con cui un’agenzia Pirelli Real Estate mette in vendita la centrale Telecom di Pula (Cagliari):

 
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Pubblicato da su 5 febbraio 2010 in Buono a sapersi, Life, Mondo

 
 
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